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30 dicembre 2012

Luci d’artista Salerno e Aida al Teatro Verdi

Luci d'Artista Salerno

Le luci si abbassano aspettando qualche minuto in più anche chi è rimasto bloccato dalle Luci d’artista Salerno che la illuminano tutta, a Natale, senza spegnersi prima che lo spettacolo cominci

Luci d'Artista Salerno

Luci d’Artista Salerno

Ed ecco, la prima celebre aria  Celeste Aida, interpretata da Carlo Ventre, in cui Radamès, capitano delle guardie reali, canta il desiderio di esser prescelto per condurre le truppe  per offrire la sua gloria e il suo trionfo ad Aida, la schiava etiope di Amneris, figlia del Faraone, di cui è appassionatamente innamorato.

Kristin Lewis nel ruolo di Aida canta invece il conflitto insolubile tra amore per la patria e per l’amato, che al ritorno di Radamès vincitore si palesa nella celeberrima marcia trionfale, forse la più nota aria dell’Aida.

La scena è ingombra di popolo festante, nello stesso modo in cui la cittadinanza salernitana e non festante vive le Luci d’artista Salerno. Entrano il Re, i ministri, i sacerdoti, Amneris accompagnata da Aida e dalle ancelle. Sfilano davanti al trono le truppe con le insegne ed i trofei, si intrecciano danze di vittoria e infine fa il suo ingresso trionfale Radamès. Il Re lo saluta salvatore della patria e lo invita ad esprimere i suoi desideri, che giura di accogliere e di esaudire. Radamès chiede che siano portati alla sua presenza i prigionieri etiopi. Fra costoro Aida riconosce il padre, Amonasro, che le impone sottovoce di non tradirlo.

Nel tempio di Iside Aida attende Radamès, per parlargli un’ultima volta prima che sposi Amneris, la figlia del Faraone che lui stesso ha promesso al condottiero vicitore.

Amonasro la raggiunge di soppiatto sollecitandola a un atto di patriottismo: farsi rivelare da Radamès quale sentiero segreto seguiranno le truppe egizie per piombare sugli Etiopi che stanno preparandosi alla riscossa. Aida, dapprima riluttante, annuncia con fierezza che saprà essere degna della sua patria.

Radamès rivela distrattamente il percorso che gli Egizi seguiranno per sorprendere gli Etiopi. Amonasro ha udito tutto, esce dall’oscurità e si presenta con aria trionfante a Radamès, proclamando di essere lui il re degli Etiopi. Radamès, angosciato, tenta di negare l’informazione che gli è sfuggita, sa di aver rivelato un segreto militare, di aver tradito la patria, di essere disonorato.

La povera scenografia accoglie l’ultima, straziante scena della tragedia di Giuseppe Verdi: Radamès, condannato a morire sepolto vivo, tenta invano di smuovere la pesante pietra che chiude la sua tomba. Mentre rivolge ad Aida l’estremo pensiero, costei gli compare davanti nell’oscurità: presagendo la sua sorte orrenda, si è nascosta nel sotterraneo per morire con lui.

Il Teatro Verdi accoglie gli applausi ad un’opera lirica scritta dal suo omonimo, con la regia di Riccardo Canessa e la direzione di Oren e Bisanti, in un periodo di feste di nuovo illuminato, a sipario calato.

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