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28 gennaio 2013

Dizionario Social Media – Intanto arriva Facebook per non vedenti

I social network modificano il modo di esprimersi dei ragazzi degli studenti e se vogliamo di un po tutte le persone – utenti, per una lingua sempre meno italiana e sempre più media, creando cosi un vero e proprio dizionario social media.

“Chattiamo dopo, che adesso mando un poke su Facebook ad un mio amico che mi ha taggato prima su una sua foto”

Signori questo è il nuovo linguaggio giovanile: il linguaggio 2.0 dei social network, ecco a voi il dizionario social media.

La lingua, così come lo stile di vita dei ragazzi sono sempre stati la cartina tornasole dell’evolversi o dello stravolgersi della società, causato in questo caso dall’avvento di internet e dall’esplosione dei social network, quali Facebook o Twitter. Infatti la loro nascita (2000 circa) ha portato dei profondi cambiamenti nel linguaggio comune, tanto da modificare il vocabolario italiano in alcuni casi, altro che risciaquare i panni nell’Arno.

Il linguaggio 2.0 dei social network utilizzato dai ragazzi, dai connotati decisamente anglofoni, ha profondamente indebolito la lingua italiana, ma questo non sembra preoccupare molto le ultime generazioni, che hanno fatto proprio, questo nuovo vocabolario “social.

Scopri e leggi il Dizionario Social Media – I termini più utilizzati dai giovani in rete

Account: costituisce quell’insieme di informazioni e contenuti riconducibili ad un utente in determinati contesti operativi, spesso in siti web o per usufruire di determinati servizi su Internet ( tipo le mail o l’accesso ad un sito).

Blog: dall’inglese “web log”. I Blog sono solitamente mantenuti da un utente singolo (non sempre) che pubblica con una certa regolarità articoli, video, descrizioni di eventi in ordine cronologico.

Chat: (in inglese, letteralmente, “chiacchierata“), viene usato per riferirsi a un vasto campo di servizi sia telefonici che via Internet.

Facebook: c’è da spiegare qualcosa?

Flash Mob: Con il termine flash mob (dall’inglese flash: breve o in un lampo, e mob: folla) si indica un gruppo di persone (attraverso un’evento organizzato via internetet o tramite telefono cellulare) che si riunisce all’improvviso in uno spazio pubblico, per un breve lasso di tempo compiendo azioni particolari.

Flickr:  è un social network basato sulla condivisione online di foto. Il servizio permette agli utenti di salvare le proprio foto online e poi di condividerle attraverso blog o profili.

Instagram: è un’applicazione gratuita che permette agli utenti di scattare foto, applicare filtri, e condividerle su numerosi servizi di social network. È compatibile con qualsiasi smartphone avente iOS 3.1.2 o superiore o  per i dispositivi che supportano Android, dalla versione 2.2 o superiore.

Like: dall’inglese  mi piace, un “Mi Piace” è un azione che può essere realizzata da un utente di Facebook. Invece di scrivere un commento per un messaggio o un aggiornamento di stato, un utente Facebook può cliccare sul bottone “Mi Piace”.

LinkedIn: è un social networking site dedicato al lavoro e al business. Fondato nel Dicembre 2002.

PayPal: è un servizio di pagamento online che permette a qualsiasi azienda o consumatore con un indirizzo email di inviare e ricevere pagamenti.

Poke: significa letteralmente “toccare qualcuno con un dito, attirandone l’attenzione” nei social network significa dimostrare interesse nel vedere il profilo di qualcuno senza chiederne necessariamente  l’amicizia.

Post: è un messaggio testuale, funge da opinione o commento, inviato in uno spazio comune su Internet per essere pubblicato.

Skype: è un programma gratuito per permette a due utenti di comunicare tramite testo, audio e video.

Tag: è una parola chiave o un termine associato a un’informazione (un’immagine, un post, un video clip ecc.)

Twitter e tutti i suoi derivati: non tutti sanno, che la maggior parte dei neologismi linguistici, provengono dall’utilizzo di Twitter, molto più sviluppato in America e negli altri Paesi europei: ecco allora apparire termini come tweeple (da Twitter+people), tweetup (da tweet e meet-up-riunione), tweet cred ( credibilità su Twitter), twitterrhoea ( uso smodato da social network), twelete (Twitter+delete), twittiquette ( da net-etiquette, le buone maniere da social network) e twisume (Twitter-resume) il nuovo modo per inviare curriculum tramite Twitter.

Tumblr: è una piattaforma che permette agli utenti di condividere contenuti con forma di un blog. E’ possibile pubblicare testo, foto, citazioni, link ecc. da qualsiasi supporto tecnologico, smartphone o desktop che sia.

Vimeo: un sito per la condivisione di contenuti video online, i video degli utenti di Vimeo sono forse più artistici e il servizio non consente video con contenuti commerciali.

YouTube:  è la più famosa piattaforma online di video-sharing in cui gli utenti possono caricare, condividere e visualizzare video.

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Altra importante evoluzione dell’universo 2.0, è la possibilità per tutti i non vedenti di poter usufruire a pieno dei social network, in questo caso Facebook, abbattendo un’altra barriera e ampliando ancor di più  la cerchia di utenti sparsi per il mondo con tutti i ritorni commerciali del caso.

A dire il vero, vi sono già applicazioni utilizzabili dai non vedenti, come i  software di videolettura, ma purtroppo non sempre sono sempre compatibili con tutte le pagine web; vi è anche un social network specifico come Blindworks, ma il fatto di poter utilizzare il social più famoso del pianeta per le persone affette da cecità (soprattutto per i più giovani e per gli studenti), rimaneva comunque un tabù.

Da qui l’idea degli sviluppatori di Facebook di lavorare in collaborazione con AFB (American Fuondation for the Blind) per capire le problematiche incontrate dai non vedenti nell’utilizzo delle varie applicazione internet, tra cui appunto l’utilizzo del famoso social network. A rendere questo possibile ci hanno pensato alcuni ricercatori guidati da Josefa Molina Lopez, del Department of Programming Languages and Systems dell’Università di Granada, che da mesi stanno lavorando ad un software che possa permettere agli utenti non vedenti ( ma ache ad altre persone con altri tipi di disabilità) di poter usufruire senza alcuna difficoltà, della famosa piattaforma targata Zuckerberg.

Un ulteriore ampliamento dell’utenza di Facebook anche alle persone non vedenti o ipovedenti, implicherebbe una svolta importante non solo da un punto di vista tecnologico, ma anche nel significato vero e proprio di “social”, soprattutto per i giovani diversamente abili sarebbe un aiuto importante per rimanere in contatto con i propri amici. Poco importa quindi, che sia un’operazione nata per semplice filantropia o  per  marketing.

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