Esami in Vendita all’Università – Esamopoli esami in vendita e raccomandazioni nelle facoltà – Video esami in vendita

Redazione Controcampus 20 Febbraio 2013

Studenti che pagano il docente o l'assistente per superare un esame, docenti disposti a tenere un esame facile in cambio di un pagamento, esami in vendita con denaro o altra merce di scambio.

Esami in vendita e a luci rosse e caccia alla raccomandazione.

Un fatto comunissimo per tanti di noi, se per esame intendiamo visite diagnostiche, analisi di routine, ticket ecc, un po’ meno se si tratta di esami universitari.

Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si compra. Si direbbe rileggendo cinicamente Lavoisier. Principio o, se volete, “legge di mercato”, applicabile a beni, per lo più materiali, servizi, prestazioni di vario genere ma ora anche ad opinioni, valori, idee, convinzioni, persino coscienze in qualche caso.

Ce lo testimoniano le indagini demoscopiche sui ragazzi, gli scandali accademici, le cronache giudiziarie recenti e passate. Sono centinaia gli aspiranti dottori che farebbero carte false per  un voto in più sul libretto (e un pensiero in meno per la testa).

Servizio delle Iene su Esamopoli

Servizio delle Iene su Esamopoli

Bastano pochi ingredienti: denaro (parecchio), canali “preferenziali” e, soprattutto, prof compiacenti col vizietto dell’illecito.

Tanti ne parlano di esami in vendita. Alcuni per esperienza (più o meno diretta), altri per sentito dire.  Spettacolarizzazione o no, però, gli esami in venditaEsamopoli (come l’hanno battezzata giornali ed esperti) c’è, esiste.

Caduto ormai da un pezzo l’alibi della “leggenda metropolitana”, della fantasticheria, del fantomatico gossip accademico, il fenomeno degli esami in vendita si conferma, oggi più che mai, fenomeno urgente e complesso. Un business perverso, spiegano chi l’ha studiato, lievitato negli anni fino a guadagnare le dimensioni di un autentico mercato.

Un sub-mercato, meglio, che stringe all’angolo tutti, nessun escluso: studenti, professori, assistenti, famiglie, segreterie.

Possibile? L’intera la galassia universitaria italiana trasformata in borsa nera, piazza di spaccio, gigantesco “esamificio” in cui bastano poche, semplici mosse per superare prove mai sostenute e/o contrattare votazioni “generose” (previa intesa col malandrino di turno) fino al miracolo definitivo: tramutare imbarazzati silenzi in pirotecnici 30 e lode? Forse per l’apocalisse c’è ancora tempo o forse no. In ogni caso i segnali dicono che ci stiamo arrivando.

Perchè mettere esami in vendita e chi è disposto a comprare ? C’è lo studente “bloccato intenzionato a lasciarsi alle spalle un “mattone” (l’esame più odiato, ripetuto o semplicemente temuto), il fuoricorso pentito, disposto a scialacquare fortune pur di recuperare il tempo perduto,  il lavoratore/la lavoratrice che sogna il profumo della pergamena ma che proprio non ha tempo per carte e sudori leopardiani, la mamma, il babbo o tutti e due appassionatamente (professionisti in prima linea) che hanno fretta di vederle il proprio somaro incoronato di alloro, lo sfaccendato impenitente che paga l’intero pacchetto (all inclusive, esami più laurea) per driblare abilmente quell’infame trafila volgarmente detta curriculum. Non manca più nessuno: nemmeno lo sborone che promette votoni a parenti ed amici per semplice libidine personale.

C’è n’è per tutti i gusti, insomma. Ma, soprattutto, ce n’è per tutte le tasche. Perché ogni mercato ha i suoi indici, i suoi listini, le sue domande e, contestualmente, le sue offerte. Ma soprattutto ogni mercato ha una flessibilità da rispettare. E la borsa dell’esame tarocco non fa certo eccezione.

Esami comprati. Richieste anche per tesi e lauree fasulle

Esami comprati. Richieste anche per tesi e lauree fasulle

Il sud nell’occhio del ciclone per gli esami in venditaDifficile stabilire una geografia delle “università truffaldine”. Intercettazioni a tappeto e piogge di avvisi di garanzia setacciano lo Stivale. Per quanto gli atenei meridionali paiano, stando alle cronache, incamminati verso l’ennesimo, triste primato. Gli scandali più rumorosi si fanno registrare a Messina, Bari e Palermo, dove decine di professori, segretari e perfino bidelli sono finiti in manette dietro l’accusa di associazione a delinquere.

Ma guai in vista anche per decine di studenti, inseriti anch’essi nei fascicoli delle procure per associazione a delinquere e truffa aggravata.

Tariffe e prezzi varibili per gli esami in vendita. Ad ogni ateneo, insomma, le sue spine (cioè prof accomodanti, alias corrotti). Ed ogni “spina”,  i suoi tariffari. Ma quanto sono disposti a spendere i nostri ragazzi per un esame?

In media, secondo i dati raccolti da carabinieri e guardia di finanza, un all inclusive (esami + laurea) costerebbe in Italia attorno ai 15 mila euro. Per un esame “abbordabile” si viaggia, invece, sui 300/400 euro, mentre per uno “tosto” le cifre sembrerebbero oscillare tra un minimo di 1000 fino a un massimo di 2500/3000 euro.

Esami a peso d’oro, pagati come macchine di lusso. Il valzer dei listini, comunque, rimane aperto.

Vendita esami

Vendita esami

I docenti coinvolti e promotori, perchè mettere gli esami in vendita. Vacanze alla moda, macchine, vestiti, orologi di marca, ma anche affitti, mutui, arretrati, alimenti da passare ecc. Qualcuno persino per “motivi politici”. Come successo all’Università di Cassino, dove un docente avrebbe promesso di far superare l’esame ai suoi studenti, qualora questi avessero votato la moglie, candidata PDL alle elezioni comunali del 2011 a Frusinate. Rinvio a giudizio per lui, l’accusa: voto di scambio.

Ma c’è pure chi agli esami in vendita preferisce prassi più “alternative”. Come alla Statale di Roma dove un prof di tedesco aveva messo a punto un sistema tutto suo. Uno stratagemma raffinato, un ricatto per essere “spicci”. Bastava comprare i libri nuovi , curati cioè dal prof,(spesa variabile da 60 a 90 euro)ed esame aggiudicato! Durante l´interrogazione il docente verificava uno a uno, attentamente, i testi poi chiedeva un argomento a piacere e, mentre lo studente rispondeva, “vidimava”  il libro con la biro, di solito annerendo una lettera nella prima pagina della bibliografia. Un art attack da “trenta e lode”.

I più accorti, di solito, preferiscono parlare di affari all’aperto, fuori dalle università per gli esami in vendita. Bar e parcheggi sono luoghi perfetti per negoziare. Si sale in macchina, passaggio di denaro cash, assegni o altro e fine delle operazioni. I sistemi più gettonati sono due: il take away, consegna di apposita busta con risposte a test o a domande da porre in sede d’esame, e il libretto pre-firmato con annessa promessa di verbalizzazione successiva.

In molti casi, tuttavia, le contrattazioni sembrerebbero avvenire alla luce del sole tanto che spesso gli studenti riferiscono in massa (e con comprensibile disincanto) di prassi consolidate negli anni, file clientelari davanti agli uffici, reti di ganci, informatori, intermediari,  e si dimostrano informatissimi circa nomi, cognomi, orari, tariffe ed offerte.

Basta andare a ricevimento o prendere appuntamento. Dopodiché ognuno scopre le carte.

Vendita di esami in cambio di presatazioni in natura. Ma se è vero che  pecunia non olet, figuriamoci rapporti di altra natura. 

Un’idea, quella di barattare il proprio corpo con voti, tesi, raccomandazioni, che sempre più spesso fa la mano morta a quei ragazzi e a quelle ragazze  e venuti su col mito della spintarella.

Come se non ci fosse scelta. Disincanto, disagio, autostima ai minimi storici. Ogni alibi sembra quello giusto. Non resta che vendere e svendersi. Mettere il cartellino al talento, dare in liquidazione ideali ed anima. E allora meglio farsi raccomandare?

Appena 2 anni fa, è stata resa nota una clamorosa indagine condotta su un campione di 16128 studenti di tutta Italia. Ebbene il 57% delle ragazze e il 39 degli uomini si sono detti disponibili ad offrire prestazioni sessuali ai professori dalla mano lunga in cambio del passaggio all’esame di ammissione.

La domanda era: “Secondo te è più importante studiare o trovare una “raccomandazione”?”.  Solo il 12 % ha risposto studiare.

Morale: gli esami a luci rosse non sono per gli sprovveduti! Anche se spesso l’ingenuità può giocare brutti scherzi. “Come accaduto a quattro studentesse dell’università di Catania, che nell’ottobre 2009, hanno denunciato alla trasmissione Le Iene (Italia 1, servizio di Matteo Viviani) le avances ricevute da Elio Rossitto, ex docente di economia, che aveva promesso loro “aiuto” nello studio salvo poi uscire alla scoperto con richieste che definire “esplicite” è un puro esercizio di bon ton.” Guarda il video degli esami in vendita in chiusura articolo.

Lo scorso novembre il Gip, che inizialmente aveva derubricato l’accaduto alla sola concussione, ha finalmente accolto l’accusa di “tentata violenza sessuale”. Le quattro ragazze probabilmente non si erano sbagliate.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto