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14 febbraio 2013

Graph search Cos’è come usarlo – Proteggere la privacy da Graph search

Sul fronte delle innovazioni è oramai braccio di ferro fra Google e Facebook.

In Italia non è ancora disponibile, ma la sua fama lo ha preceduto: parliamo di Graph Search, la nuova funzione di Facebook che permette di effettuare una ricerca incrociata fra tutti gli utenti di luoghi, persone, attività e interessi.

Graph search funziona anche per cercare informazioni su prodotti all’interno di Fan Page Business e community.

Ogni dato condiviso pubblicamente può rientrare  nei risultati della ricerca di qualcun altro.

Un’altra novità di Graph search consiste nel fatto che si possono cercare sia parole chiave che frasi complesse.

La conseguenza più prevedibile di Graph search è la catalogazione sempre più invasiva e subdola poiché sarà impossibile tirarsene fuori (una volta rese disponibili certe informazioni sul proprio account), senza lasciare tracce.

Al momento è possibile registrarsi per una specie di “lista d’attesa” e provare in anteprima la nuova funzione. Per iscriversi alla lista clicca su

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Rischi ed inconvenienti di Graph search e come proteggersi e impostare la privacy su fb

C’è un però: gli utenti del libro delle facce temono che alcune informazioni già pubbliche diventino  facilmente rintracciabili abbassando a zero  il livello di riservatezza di molte informazioni.

Se fino ad ora collegare la situazione sentimentale di un iscritto a Facebook ad un “Mi piace” espresso magari mesi prima, non era immediato, invece con il nuovo motore di ricerca diventa agevole identificare tutti coloro che si dichiarano “sposati” e, al tempo stesso, apprezzano dame dai costumi succinti.

Meglio, prendere qualche accorgimento.

Per esempio, controllare chi può accedere ai miei “Like”, andando  proprio profilo, entrando nella sezione “Mi piace” e per ogni elemento presente, scegliere “Modifica” decidendo poi il livello di condivisione che si desidera. Già che ci siamo,può tornare utile controllare se  un determinato elemento rientra ancora nelle nostre preferenze.

Oramai, la sfida incombente, riguarda la risposta che le scienze sociali,  e giuridiche possano dare alla domande quali: è ormai mutato il concetto e il contenuto della privacy; inoltre, la legge dovrebbe tener conto dell’accettazione del rischio di iscriversi a un sito di condivisione come parametro di valutazione?

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