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19 febbraio 2013

Riforma Scuola – Proposte Monti di riforma scuola chiusa solo per un mese e 8mld per la scuola e aiuti a famiglie

Elezioni politiche sono alle porte. Liste con proposte controproposte, passi aventi e altri indietro sulla Riforma Scuola

Protesta alla Riforma Scuola

Protesta alla Riforma Scuola

Non mancano pertanto anche dalla nuova lista Scelta Civica, programmi, ipotesi di riforme e passi indietro sugli stessi. E degli ultimi giorni la proposta di Riforma Scuola del Prof. Monti nel settore scolastico.

La Riforma Scuola almeno nel suo progetto iniziale prevedeva la riduzione delle ferie e vacanze estive ad un solo mese e un fondo per l’edilizia scolastica al quale contribuiranno anche i numerosi beni confiscati alla mafia, un nuovo status giuridico e sociale per i docenti e i cosiddetti “aiuti fiscali” alle famiglie, sempre più tassate e sempre più con un minor potere d’acquisto.

Riforma Scuola:  Monti e la sua Scelta Civica

Un programma quello della Riforma Scuola di grandi speranze ma che non convince tutti. Un progetto di 8 miliardi di euro nell’arco dei 5 anni della legislatura. Monti e la sua Scelta Civica sembrano quindi voler investire seriamente nella scuola italiana, invertendo una tendenza, che ormai durava da molti anni, che considerava la scuola come uno dei settori nei quali è consentito “tagliare” le spese.

Il Professore ha chiarito più volte che la crescita del Pil deve andare di pari passo con gli investimenti deidicati al mondo dell’istruzione: ci deve essere proporzionalità nella loro crescita graduale.  Monti, nel suo programma, ha sottolineato che grazie alle varie riforme che ha potuto realizzare in quest’anno di Governo in cui è stato Presidente del Consiglio, ci sono ottime possibilità di poter avere una crescita del Pil del 6% in 5 anni.

Abbiamo detto che uno dei punti più importanti del programma di Monti per la riforma scuola sono gli aiuti fiscali alle famiglie. Che cosa s’intende? Sostanzialmente il progetto è quello di creare una politica fiscale che consenta, nel tempo, di poter dedurre progressivamente tutte le spese (certificate) concernenti il settore dell’istruzione.[adsense]

Un altro tassello importante nella riforma scuola, il secondo, come accennato, è anche quello di dare ai docenti una sorta di “nuovo status giuridico”. In soldoni Monti vorrebbe arrivare a una completa revisione del contratto nazionale di lavoro degli insegnanti. I punti più importanti di tale revisione consisterebbero in nuovi modi di reclutamento del corpo – docenti e in diverse progressioni di carriera nel tempo, con lo scopo di attribuire sempre più autonomia alle scuole, dando loro anche la possibilità di poter effettuare dei concorsi per reti di istituti. Per dedurre i costi sostenuti dai docenti troverebbe spazio poi anche una politica di aggiornamento professionale, che sarebbe utile sia ai docenti sia ovviamente agli studenti.

Terzo punto della riforma scuola Monti è, l’abbiamo accennato, la creazione di un fondo per l’edilizia scolastica al quale contribuiranno anche i numerosi beni confiscati alla mafia. Un grande progetto che sarebbe un bellissimo esempio per l’Italia intera: sconfiggere la mafia anche al fine di innalzare la scuola al livello di importanza che merita di avere. Beni confiscati alla mafia che diventano scuole, biblioteche, asili, palestre, o che vengono venduti privatamente e il cui ricavato verrà destinato all’edilizia scolastica e alla messa in sicurezza di molte scuole dal punto di vista sismico.

Nonostante la creazione di questo fondo, però, la riforma scuola mira anche alla determinazione di forme di esclusione dei patti di stabilità, che, seppur aventi intenti lodevoli di solidarietà reciproca, tuttavia è inevitabile che blocchino molte risorse e di conseguenza non permettano di risparmiare alcunché.

La scuola è la base del futuro: nella scuola di oggi si formano i futuri impiegati e dirigenti di domani. La cultura deve tornare a essere il fulcro della destinazione di fondi da parte della politica italiana. La formazione dei giovani è un aspetto di fondamentale importanza ai fini della futura crescita del Pil italiano a lungo termine, perché solo formando seriamente i nostri studenti possiamo sperare in una ricrescita del nostro Bel Paese da qui a 20 anni.

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