• Google+
  • Commenta
7 febbraio 2013

Ruzzle, quando giocare diventa business moda e dipendenza

Cos’è Ruzzle e come si gioca?

Quali sono i trucchi per vincere?

Ruzzle quando giocare diventa business moda e dipendenza.

Curiosità e controindicazioni.

Gli appassionati:

“Ecco perché ci piace”.

“È molto divertente, l’importante è non farlo diventare una dipendenza!”

“Ho cominciato a giocarci tre settimane fa. Sono ancora scarsissimo ma vedo continui margini di miglioramento. L’ho scoperto grazie a alcuni amici, mi hanno detto che si stavano appassionando a un gioco per cellulare ipnotico. L’ho scaricato e da allora non me ne sono più staccato.”

“Me ne hanno parlato e un giorno l’ho provato. Ecco, da quel momento non ho più una vita. Per uno come me che si muove spesso è una forma di intrattenimento che mi addolcisce le attese. È la prima volta in vita mia che vado alle poste e spero ci sia una fila mortale o una lunga attesa dal salumiere.”

Sono i vip a dirlo. I primi due sono Alessandra Amoroso e Marco Carta, entrambi della scuderia di Amici (il secondo ha persino vinto Sanremo… niente? Ok, non importa). Il terzo è Federico Russo, volto noto (o meglio, voce nota) di Radio Deejay.

Cos’è Ruzzle e come si gioca a Ruzzle

Ruzzle, per chi non lo sapesse, è un videogioco online multiplayer con input touchscreen, distribuito a partire dal marzo 2012. Nato col nome di “Rumble”, è stato realizzato dagli sviluppatori svedesi di Mag Interactive, il cui co-fondatore, Daniel Hasselberg, è anche il “padre” dell’applicazione.

Come si gioca? Andiamo con ordine, cercando di sintetizzare.

Innanzitutto è necessario connettersi a internet, tramite piattaforma iOS o Android, e registrarsi, dopodiché impostare una lista di persone tra cui verrà selezionato uno sfidante a caso. In alternativa, l’avversario può essere scelto anche tra gli amici di Facebook o Twitter, oppure pescato random in rete.

Ci si scontra uno contro uno. Ogni partita comprende tre round della durata di due minuti. Sulla schermata compare una griglia di 16 lettere (4 righe per 4 colonne). Lo scopo del gioco è individuare, entro il limite dei due minuti, il maggior numero possibile di parole di senso compiuto, utilizzando le lettere contigue. A ciascuna lettera, inoltre, è associato un punteggio diverso in base ad un criterio di frequenza (es: la A vale 1, la Z vale 8); in più, ci sono combinazioni di lettere che assicurano punti bonus (es: TL, DL, DW).

Ogni round permette di accumulare un determinato punteggio. Al termine della partita, i punteggi vengono sommati e sarà il totale a decretare il vincitore. Se c’è una manche in sospeso, non è necessario completarla immediatamente: il programma tiene memorizzato il conteggio, si può riprendere in qualsiasi momento. Infine, aggiornando di volta in volta le statistiche in rete, si può puntare a scalare le classifiche nazionali e mondiali.

Attualmente sono disponibili per tutti la versione gratuita e la versione premium. Quest’ultima non prevede pubblicità ed è arricchita da statistiche, modalità allenamento offline e altre funzioni. Costa 2,69 euro. Esistono inoltre on line i trucchi per vincere a Ruzzle

[adsense]

Quando giocare diventa business moda e dipendenza

La Ruzzle mania si sta espandendo a dir poco a macchia d’olio.

Sono state formulate innumerevoli ipotesi circa un successo così spropositato in così poco tempo. Quasi tutte hanno a che fare con concetti quali social, rete e contagio.

La diffusione degli smartphone non fa che amplificare l’effetto del contagio: a Ruzzle è possibile giocare in qualsiasi istante della giornata e dovunque: che sia al lavoro (in pausa caffè) o all’università (in uno spacco tra una lezione e l’altra) non fa differenza. L’essenziale è avere l’apparecchio a portata di mano.

Chi ci gioca? Chiunque, dai giovanissimi agli adulti, dagli studenti ai calciatori, passando per cantanti e presentatori televisivi. Tra gli altri vip italiani segnalati come Ruzzle-dipendenti o quasi: Luca e Paolo, Federica Panicucci, Asia Argento, Alessandro Sallusti, Fabio Volo, lo spogliatoio della Fiorentina (e mica solo quello). Attualmente Ruzzle, come sottolinea lo stesso Hasselberg, conta intorno ai 20 milioni di utenti sul globo.

Inutile dire che, parallelamente all’applicazione, aumentano a vista d’occhio le guide internet (specie su Youtube) con tutti gli stratagemmi per vincere, anche barando. Si pensi che Ruzzle Cheater, il programma provvisto di tutti i trucchi utili a beffare l’avversario, è schizzato subito ai vertici della graduatoria delle applicazioni più scaricate.

Ed è solo l’inizio. Alcuni, Ruzzle lo hanno inserito in campagna elettorale (si pensi a Bersani e Vendola), ma soprattutto c’è chi ha già pensato di ricavarci uno show televisivo. L’annuncio viene da Tv Sorrisi e canzoni: Mediaset ha deciso di acquistare il format di Ruzzle da Mag Interactive, per lanciare un nuovo gioco condotto da Gerry Scotti. Si attende ora il responso dell’azienda.

C’è da aggiungere che Ruzzle, in quanto fenomeno social, non è più un semplice passatempo. Non solo, perlomeno. Serve, appunto, anche a socializzare, ad allargare le proprie conoscenze incontrando di volta in volta nuovi appassionati, e a tanto altro.

Basta farsi un giro sul web. Non sono pochi quelli che illustrano un catalogo dettagliato per “rimorchiare facendo uso delle parole”; ad esempio componendo a partita in corso l’invito/proposta indecente per l’avversario/a, a mo’ di messaggio subliminale. Provare per credere, suggeriscono.

CONTROINDICAZIONI

Ci sono quelli che se ne tengono alla larga per scelta, o non si appassionano; quelli che non hanno tempo da dedicarci o che, più semplicemente, proprio non riescono a farselo piacere.

I motivi possono essere tanti, magari è la modalità di gioco a non convincere, oppure si ritiene Ruzzle un semplice tormentone passeggero. Tipo Farmville qualche tempo fa, o il buon vecchio Sudoku ancora prima.

Al di là delle legittime opinioni personali, il vero spauracchio è l’assuefazione. Il rischio di esagerare è comune a tutti i giocatori e, volendo allargare il cerchio, a tutti gli smanettoni. Si inizia per caso e un bel giorno ci si ritrova attaccati allo smartphone alle 5 di mattina, in attesa della prossima partita.

Gli appassionati, per ora, la prendono con ironia. Uno degli slogan che circolano sul web recita: “Ruzzle non incide minimamente sulla mia vita! Minimamente! Mini, ma, mente, me, te, mite…”.

Ruzzle sì, Ruzzle no? Non è quello il punto, ovviamente. L’antidoto, nel caso di Ruzzle come di un comune videopoker, è sempre la moderazione: scongiurare il pericolo di una dipendenza nociva, evitando che l’apparecchio diventi la classica protesi inseparabile.

In parole povere, resistere. Facile, dirà qualcuno. Non proprio, se ci sono psicologi che si scomodano per mettere in guardia gli utenti. Ma se non siete convinti, girano voci su Ruzzle-maniaci pronti a giurare di aver “smesso di fare sesso per giocare”.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy