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3 aprile 2013

Come diventare giornalista pubblicista e professionista: Intervista al ODG

Diventare giornalista professionista
Come diventare giornalista pubblicista e professionista

Come diventare giornalista pubblicista e professionista

Ecco come diventare giornalista pubblicista e giornalista professionista: giornalismo del futuro tra passato e presente. Intervista al Direttore Ennio Bartolotta dell’ODG.

Diventare Giornalista: Dal Giornalismo di strada ai nuovi mezzi di comunicazione – C’era una volta un giornalismo fatto di sudore, abnegazione e suole delle scarpe. Un giornalismo di strada, d’impronta Corradiana; un giornalismo vagabondo, dinamico, impavido e privo di benda, capace di offrire ai lettori un’intensa, sincera e caleidoscopica visione del mondo. Quel giornalismo, oggi, è sul viale del tramonto. La sua storia ed il suo retaggio simbolico, invece, sono raffigurati e descritti nell’allegoria sul mondo dei giornali, sublime ed eterea opera di Luigi Vigevano esposta nella Sala Ocera del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

Diventare giornalista – Il giornalismo non è nato per suscitare indifferenze. Può essere amato o odiato, ma prima deve essere compreso. Il mondo dell’informazione è profondamente cambiato. La nostra è un’epoca caratterizzata dall’eterea ed inesorabile simbiosi tra giornalismo e tecnologia. Una simbiosi capace di recidere, in maniera a dir poco evidente, i poetici rami della purezza maieutica e, al contempo, d’instillare i semi dell’informazione del futuro.

Ad ogni modo, il giornalista sarà sempre l’occhio del lettore. Ed il lettore sarà sempre il cuore, la luce verso cui il giornalismo si dirigerà.

Al fin di comprendere al meglio la funzione, la disciplina normativa, l’importanza gnoseologica del giornalismo ed, al contempo, come diventare giornalista abbiamo deciso d’intervistare il Dott. Ennio Bartolotta, Direttore dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti.

Come diventare giornalista pubblicista e professionista per Ennio Bartolotta dell’ODG

Dott. Bartolotta cosa significa essere giornalisti, oggi? Quale sarà l’informazione del futuro? Come diventare giornalista pubblicista?

“Nell’attuale società dominata dalla potenza e dall’ingerenza dei mezzi di comunicazione e nella quale l’impatto mediatico è forza trainante di fenomeni di enorme portata nella vita quotidiana delle persone (basti pensare agli andamenti dei mercati finanziari piuttosto che agli scenari di rivolta nei paesi emergenti), finiscono per gravare sulla figura del giornalista responsabilità di gran lunga più complesse e complicate rispetto al passato, anche recente. Il giornalista ormai non è più colui che porta la notizia perché essa, si può dire, è subito disponibile alle masse non appena si forma ed è conosciuta in tempo reale via internet, tv, o telefonia mobile, ma è colui che deve renderne al più presto disponibile la comprensione e l’interpretazione. I giornalisti oggi devono essere soggetti tecnicamente sempre più preparati e su un’ampia gamma di materie, nelle quali devono sapere intervenire con competenza e prontezza per offrire il servizio informativo che la pubblica opinione oggi richiede e che consiste nel ricevere le chiavi di interpretazione dei fatti che si manifestano ed in concomitanza con gli stessi. Ciò comporta anche la perfetta conoscenza dei mezzi tecnici di comunicazione, la padronanza e l’uso degli stessi per far fronte a situazioni in cui essi dovranno esser in grado di produrre e trasferire l’informazione, quando necessario.  L’informazione, quindi, dovrà sempre più tener conto di questa  funzione di servizio che assolve nei confronti del pubblico, avendo sempre come guida i cardini deontologici professionali che impongono ai giornalisti il rispetto della verità e della personalità altrui”.

Consigli per come diventare giornalista pubblicista

Ma come diventare giornalista pubblicista?  Il pubblicismo rappresenta una peculiarità della professione giornalistica il cui Albo è, appunto, distinto in due elenchi, quello dei professionisti e dei pubblicisti. Il pubblicista è un giornalista a tutti gli effetti e come il professionista ne ha tutte le prerogative e oneri (dalla direzione delle testate registrate, alla direzione degli uffici stampa pubblici, al rispetto dei doveri deontologici,  ecc.). Ciò che lo differenzia è la non esclusività dell’esercizio della professione che è compatibile con altre professioni o impieghi. Per l’accesso non è previsto un esame ma l’attestazione di un biennio di attività professionale continuativa e regolarmente retribuita e documentata, da accertarsi da parte dei Consigli regionali dell’Ordine. L’aspirante pubblicista è chiamato a sostenere colloquio sulla produzione allegata alla domanda e che potrà concernere anche le conoscenze sulle materie legislative e deontologiche”.

Consigli per come diventare giornalista professionista

“Come detto, per divenire giornalisti professionisti occorre essere in possesso di un diploma di scuola media superiore e superare un esame di idoneità professionale (equiparato in senso tecnico all’esame di stato) cui si può accedere dopo 18 mesi  dall’iscrizione al registro dei praticanti. 

L’esame consiste in una prova scritta che prevede nella medesima giornata lo svolgimento di una prova di sintesi di un articolo, la risposta ad un questionario, la redazione di un articolo su argomenti di attualità scelti tra argomenti di interni, esteri, economia-sindacato, cronaca, sport, cultura-spettacolo. Se si supera lo scritto, l’idoneità si consegue con l’esito favorevole di una prova orale che consiste in un colloquio diretto ad accertare la conoscenza dei principi dell’etica professionale, delle norme giuridiche attinenti al giornalismo e, specificatamente, delle tecniche e pratiche inerenti all’esercizio della professione. Il candidato deve anche presentare una tesina su un  argomento di cui abbia particolare competenza”.   

L’opinione espressa dal Direttore Bartolotta ha il pregio e la virtù di evidenziare, in maniera a dir poco impeccabile, la funzione ermeneutica del giornalismo moderno, le modalità per diventare giornalista ed, al contempo, l’efficacia e la necessità di una comunicazione versatile ed aperta a qualsiasi forma di approfondimento tecnico-culturale. Il giornalista del terzo millennio, dunque, non è più colui che porta la notizia, ma colui che la interpreta, rendendola comprensibile ai lettori.

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