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19 aprile 2013

Professori Affascinanti: storie studenti e professori affascinanti “Mi piace il Prof”

Avances prof a studentessa

Studentesse rapite dal mistero di professori affascinanti, e insegnanti ammaliati dalla freschezza degli studenti.

Avances prof a studentessa

Professori Affascinanti

Se negli USA, a causa del sexual harassment, rapporti tra insegnanti e studentesse, si fanno più formali, invece in Italia, le aule pullulano d’amore.

Non parliamo però, di quello che fa scrivere il nome dell’amato sulle porte dei bagni, neppure quello che fa incidere cuoricini, nomi sui banchi, non il classico  primo amore, l’amore del primo bacio, quello che non si scorda mai.

Non parliamo delle classiche “cottarelle” studentesche. Ad aumentare sono le sbandate fra professori ed insegnanti.

Un fenomeno che parte dalle scuole medie fino all’Università. Il fenomeno dei professori affascinanti è indiscusso.

Professori Affascinanti

Professori Affascinanti

Certamente non si tratta di un fenomeno vistoso e portato avanti alla luce del sole, ma riguarda atteggiamenti nascosti e vissuti all’ombra, anche perché talvolta, si parla di reato, poiché la relazione si instaura fra un insegnante e un alunno/a maggiorenne.

Pare che l’amore fra coetanei sia passato di moda, a confermarlo gli psicologi che parlano di un preoccupante aumento degli innamoramenti fra studenti/esse ed insegnanti.

In molti casi ancora si tratta di  passioni più sognate che realizzate, da ragazzine/i sentimentali, per i loro professori/esse, non proprio giovanissimi che però hanno dalla loro parte l’essere professori affascinanti per il fascino della cultura, la sicurezza che deriva dalle esperienze della vita.

Qualche decennio fa un intreccio sentimentale di questo tipo veniva vissuto con  vergogna, senso di colpa, invece adesso il ragazzino/a che stabilisce un rapporto intimo con professori affascinanti viene considerato alla stregua di un eroe.

I professori affascinanti con il fascino del potere,  l’incantesimo della cultura, o l’assillo creato da un amore impossibile e inammissibile da un punto di vista sociale, che doveva essere necessariamente soffocato, ma al quale non si può che giurare fedeltà.

La  sbandata per il proprio insegnante è frequente durante l’adolescenza e può nascere dal desiderio del discente di trovare protezione in un  rapporto con un adulto, nella voglia di conquistare i “più grandi” .

Assistiamo – afferma Marcello Perrotta, dell’ Istituto internazionale di sessuologia di Firenzead un cambiamento dei ruoli sociali e ad una modifica dei ruoli tradizionali all’ interno delle relazioni. Se in passato non era concepibile che nella relazione allievo-docente scattasse l’ innamoramento, oggi una situazione di questo tipo è sostanzialmente accettata e vissuta in maniera del tutto particolare”. E c’ è anche un fatto nuovo importante: “Una volta la molla era prevalentemente l’ opportunismo, oggi ad ispirare il rapporto sono sempre più frequentemente sentimenti genuini e spontanei”.

Questo è quanto successo a S.R, adesso giovane studentessa ventiseienne, che ci ha spiegato la sua esperienza.

“Il prof mi avvicinò per la prima volta con intenzioni strane quando avevo più o meno diciotto anni. Non potevo credere a quello che mi stava chiedendo e mi vergognavo tantissimo con le mie amiche! Per me era la prima volta e non avrei mai immaginato una situazione del genere, sembrava uno come tutti gli altri.

Però quando mi sono accorta del suo fascino,  i suoi capelli brizzolati, il profumo della sua borsa di pelle piena di libri, ho creduto che dovessi dirgli quanto pensavo a lui. Inoltre, un po’ mi ero accorta delle sue attenzioni, allora poi un giorno mi avvicinai dopo le lezioni e gli chiesi di vederci. E ci vedemmo. Ah se penso a quel periodo, che stupida!

Se per me fu imbarazzante? Be’ certo non mi sarei mai sognata di parlarne ai miei genitori o a chiunque altro. Però in un certo senso mi piaceva sentirmi grande, matura. Poi ero così giovane…col senno di poi avrei dovuto pensarci meglio!”

Altre volte sentiamo parlare di docenti che sfruttano la loro posizione professionale e il sentirsi professori affascinanti, per ricattare, molestare studentesse/i.

Sono sempre di più i casi di insegnanti, che si sentono attratti dagli allievi/e, e  che sfruttando la propria posizione di educatore  e l’autoritas che il ruolo garantisce loro,  intrecciano una relazione intima con una giovanissima/o studentessa/e.

In molti casi, le indagini hanno dimostrato che  l’ irretimento  da parte del docente viene operato per lunghi tempi  e con puntuale  incisività psicologica.

Abbiamo parlato con un docente, il trentasettenne  V.S.

Professori Affascinanti

Professori Affascinanti

“Non è facile riuscire a spiegare bene quello che mi è successo. Ma ci provo, perché sono convinto che sono tanti gli insegnanti che, senza confessarlo neppure a se stessi, hanno vissuto esperienze simili alla mia.

Ho cominciato ad insegnare educazione fisica molto presto, avevo appena 32 anni e tanta voglia di mettermi alla prova. Premetto che fino a quel momento ho sempre avuto una vita normale, ero fidanzato (oggi sposato), avevo i miei hobby.

Mi sentivo realizzato, specie perché dopo tanti sacrifici e supplenze infinite sono riuscito a trovare lavoro in un liceo lombardo di cui preferisco non fare il nome.

Mi capitò una III liceo, una classe vivace, tutti ragazzi svegli, soprattutto le ragazze per la verità.

In particolare una, una ragazzina diciottenne decisamente spigliata, sai di quelle che fanno le battutine, notano il vestito nuovo, l’acconciatura, il telefonino…cose così. La belloccia della classe, c’è n’è una in ogni scolaresca.

Avevo notato che c’era un’attenzione particolare da parte sua nei miei riguardi. Mi considero un uomo di bell’aspetto, ma è un classico a scuola infatuarsi del professore caruccio, magari curato, moderno, simpatico. Vedevo le occhiatine che si scambiava colle compagne, le risatine, i commentini nei corridoi, al distributore ecc.

Provavo a far finta di niente, sulle prime mi divertiva la storia della cottarella, ma facevo finta di niente. Sono cose normali a quell’età ho sempre fatto il mio dovere e rispettato i miei ragazzi, non sono un pervertito insomma eppure alla lunga le attenzioni insistenti, gli appostamenti fuori dalla scuola, la richiesta di amicizia, la chat serale. Piano piano mi sono scoperto sempre più coinvolto per quanto cercassi sempre di non lasciare ad intendere nulla, di restare nei limiti del mio ruolo e della mia età soprattutto.

Però una sera decido di contattarla via chat. Le spiego che dobbiamo vederci per parlare di una cosa perché intanto la situazione era diventata insostenibile: chiacchiericci tra ragazzi, battutine di colleghi ecc.

Ci vediamo davanti ad un bar, io la aspetto in macchina…mi faccio forza e comincio a spiegarle che sta stiamo sbagliando, che bisogna tornare nei ranghi che lei deve vivere la sua vita di adolescente provare le sue esperienze, trovarsi un ragazzo della sua età e che anche io dovevo andare per la mia strada, rimanere fedele alla mia missione di educatore.

Lei, invece, mi prende per mano, mi si avvicina e ci baciamo. Inutile dirti che ho subito capito di aver fatto una cazzata. La accompagno poco lontano da casa, non le dico una parola. Lei mi fa mille domande. La sera stessa la telefono e le spiego che non ci saremmo più rivisti. Comincio a trattarla freddamente. Intanto però sai le migliori amiche avevano saputo e diffuso in giro la notizia, fortunatamente nessuno c’ha creduto veramente e anche ai colleghi dicevo che erano fantasie, che era meglio riderci sopra e basta. In cuor mio però stavo da schifo, così appena mi si è prospettato la possibilità di un trasferimento in un’altra scuola non ho perso tempo a tagliare i ponti con quella storia.

Ho cancellato profili, cambiato scheda.

Lei non mi ha più cercato, per fortuna. Non so cosa di lei mi abbia rapito, la freschezza, l’ingenuità, non lo so, so solo che ora non voglio più pensarci.

Non c’era nulla di sano in quell’ intesa. Il rapporto studente professore viene prima di ogni cosa. Lasciandomi coinvolgere ho mancato al mio dovere e probabilmente  ho rischiato  di rovinare la vita mia e di quella ragazza.

Dopo quest’esperienza  ho anche pensato di chiudere con l’insegnamento, non te lo nascondo. In realtà,  è stata solo una debolezza passeggera, può succedere ma non dovrebbe mai, è un errore che invito a non fare. Va bene un rapporto amicale, paterno, ma amoroso no. Bisogna rispettare i ruoli e i tempi, senza accelerare e vivere con serenità le tappe della propria vita.”

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