Professori affascinanti: studenti innamorati dei professori

Redazione Controcampus 19 Aprile 2013

Studentesse rapite dal mistero di professori affascinanti, e insegnanti ammaliati dalla freschezza degli studenti.

Non parliamo di quello che fa scrivere il nome dell’amato sulle porte dei bagni, neppure quello che fa incidere cuoricini, nomi sui banchi, non il classico  primo amore, l’amore del primo bacio, quello che non si scorda mai.

Non parliamo delle classiche “cottarelle” studentesche. Ad aumentare sono le sbandate fra professori ed insegnanti.

Un fenomeno che parte dalle scuole medie fino all’Università. Il fenomeno dei professori affascinanti è indiscusso.

Certamente non si tratta di un fenomeno vistoso e portato avanti alla luce del sole, ma riguarda atteggiamenti nascosti e vissuti all’ombra, anche perché talvolta, si parla di reato, poiché la relazione si instaura fra un insegnante e un alunno/a maggiorenne.

Pare che l’amore fra coetanei sia passato di moda, a confermarlo gli psicologi che parlano di un preoccupante aumento degli innamoramenti fra studenti/esse ed insegnanti.

In molti casi ancora si tratta di  passioni più sognate che realizzate, da ragazzine/i sentimentali, per i loro professori/esse, non proprio giovanissimi che però hanno dalla loro parte l’essere professori affascinanti per il fascino della cultura, la sicurezza che deriva dalle esperienze della vita.

Qualche decennio fa un intreccio sentimentale di questo tipo veniva vissuto con  vergogna, senso di colpa, invece adesso il ragazzino/a che stabilisce un rapporto intimo con professori affascinanti viene considerato alla stregua di un eroe.

Professori affascinanti: studenti innamorati: perché e cosa accade per Marcello Perrotta

I professori affascinanti con il fascino del potere,  l’incantesimo della cultura, o l’assillo creato da un amore impossibile e inammissibile da un punto di vista sociale, che doveva essere necessariamente soffocato, ma al quale non si può che giurare fedeltà.

La  sbandata per il proprio insegnante è frequente durante l’adolescenza e può nascere dal desiderio del discente di trovare protezione in un  rapporto con un adulto, nella voglia di conquistare i “più grandi” .

Assistiamo – afferma Marcello Perrotta, – ad un cambiamento dei ruoli sociali e ad una modifica dei ruoli tradizionali all’interno delle relazioni. Se in passato non era concepibile che nella relazione allievo-docente scattasse l’innamoramento, oggi una situazione di questo tipo è sostanzialmente accettata e vissuta in maniera del tutto particolare”. E c’è anche un fatto nuovo importante: “Una volta la molla era prevalentemente l’ opportunismo, oggi ad ispirare il rapporto sono sempre più frequentemente sentimenti genuini e spontanei”.

Questo è quanto successo a S.R, adesso giovane studentessa ventiseienne, che ci ha spiegato la sua esperienza.

“Il prof mi avvicinò per la prima volta con intenzioni strane quando avevo più o meno diciotto anni. Non potevo credere a quello che mi stava chiedendo e mi vergognavo tantissimo con le mie amiche! Per me era la prima volta e non avrei mai immaginato una situazione del genere, sembrava uno come tutti gli altri.

Però quando mi sono accorta del suo fascino,  i suoi capelli brizzolati, il profumo della sua borsa di pelle piena di libri, ho creduto che dovessi dirgli quanto pensavo a lui. Inoltre, un po’ mi ero accorta delle sue attenzioni, allora poi un giorno mi avvicinai dopo le lezioni e gli chiesi di vederci. E ci vedemmo. Ah se penso a quel periodo, che stupida!

Se per me fu imbarazzante? Be’ certo non mi sarei mai sognata di parlarne ai miei genitori o a chiunque altro. Però in un certo senso mi piaceva sentirmi grande, matura. Poi ero così giovane…col senno di poi avrei dovuto pensarci meglio!”

Docenti che sfruttano la posizione per ricattare, molestare studentesse/i

Sono sempre di più i casi di insegnanti, che si sentono attratti dagli allievi/e, e  che sfruttando la propria posizione di educatore  e l’autoritas che il ruolo garantisce loro,  intrecciano una relazione intima con una giovanissima/o studentessa/e.

In molti casi, le indagini hanno dimostrato che  l’ irretimento  da parte del docente viene operato per lunghi tempi  e con puntuale  incisività psicologica.

Abbiamo parlato con un docente, il trentasettenne  V.S.

“Non è facile riuscire a spiegare bene quello che mi è successo. Ma ci provo, perché sono convinto che sono tanti gli insegnanti che, senza confessarlo neppure a se stessi, hanno vissuto esperienze simili alla mia.

Ho cominciato ad insegnare educazione fisica molto presto, avevo appena 32 anni e tanta voglia di mettermi alla prova. Premetto che fino a quel momento ho sempre avuto una vita normale, ero fidanzato (oggi sposato), avevo i miei hobby.

Mi sentivo realizzato, specie perché dopo tanti sacrifici e supplenze infinite sono riuscito a trovare lavoro in un liceo lombardo di cui preferisco non fare il nome.

Mi capitò una III liceo, una classe vivace, tutti ragazzi svegli, soprattutto le ragazze per la verità.

In particolare una, una ragazzina diciottenne decisamente spigliata, sai di quelle che fanno le battutine, notano il vestito nuovo, l’acconciatura, il telefonino…cose così. La belloccia della classe, c’è n’è una in ogni scolaresca.

Avevo notato che c’era un’attenzione particolare da parte sua nei miei riguardi. Mi considero un uomo di bell’aspetto, ma è un classico a scuola infatuarsi del professore caruccio, magari curato, moderno, simpatico. Vedevo le occhiatine che si scambiava con le compagne, le risatine, i commentini nei corridoi, al distributore ecc”.

“Provavo a far finta di niente, sulle prime mi divertiva la storia della cottarella, ma facevo finta di niente. Sono cose normali a quell’età ho sempre fatto il mio dovere e rispettato i miei ragazzi. Piano piano mi sono scoperto sempre più coinvolto per quanto cercassi sempre di non lasciare ad intendere nulla, di restare nei limiti del mio ruolo e della mia età soprattutto.”

“Però una sera decido di contattarla via chat. Le spiego che dobbiamo vederci per parlare di una cosa perché intanto la situazione era diventata insostenibile: chiacchiericci tra ragazzi, battutine di colleghi ecc”.

“Ci vediamo davanti ad un bar, io la aspetto in macchina…mi faccio forza e comincio a spiegarle che sta stiamo sbagliando, che bisogna tornare nei ranghi che lei deve vivere la sua vita di adolescente provare le sue esperienze, trovarsi un ragazzo della sua età e che anche io dovevo andare per la mia strada, rimanere fedele alla mia missione di educatore”.

Lei, invece, mi prende per mano, mi si avvicina e ci baciamo

“Inutile dirti che ho subito capito di aver sbagliato. La accompagno poco lontano da casa, non le dico una parola. Lei mi fa mille domande. La sera stessa la telefono e le spiego che non ci saremmo più rivisti. Comincio a trattarla freddamente. Intanto però sai le migliori amiche avevano saputo e diffuso in giro la notizia, fortunatamente nessuno c’ha creduto veramente e anche ai colleghi dicevo che erano fantasie, che era meglio riderci sopra e basta. In cuor mio però stavo da schifo, così appena mi si è prospettato la possibilità di un trasferimento in un’altra scuola non ho perso tempo a tagliare i ponti con quella storia.”

“Ho cancellato profili, cambiato scheda. Lei non mi ha più cercato, per fortuna. Non so cosa di lei mi abbia rapito, la freschezza, l’ingenuità, non lo so, so solo che ora non voglio più pensarci.”

“Non c’era nulla di sano in quell’ intesa. Il rapporto studente professore viene prima di ogni cosa. Lasciandomi coinvolgere ho mancato al mio dovere e probabilmente  ho rischiato  di rovinare la vita mia e di quella ragazza”.

“Dopo quest’esperienza  ho anche pensato di chiudere con l’insegnamento, non te lo nascondo. In realtà,  è stata solo una debolezza passeggera, può succedere ma non dovrebbe mai, è un errore che invito a non fare. Va bene un rapporto amicale, paterno, ma amoroso no. Bisogna rispettare i ruoli e i tempi, senza accelerare e vivere con serenità le tappe della propria vita.”

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto