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Biblioteca Unisa. Apre la biblioteca Unisa: Nuova biblioteca tecnico scientifica dell’Università di Salerno

Redazione Controcampus 15 Maggio 2013

Illuminare le giovani menti che animeranno questi spazi, come ha precisato la prof.

ssa Daniela Valentino, delegata alla biblioteca Unisa.

In due parole “Sapere aude”. 

Motto che dal 3 maggio 2013, giorno della sua inaugurazione, campeggerà sulle teste degli studenti della nuova biblioteca Unisa.

Dopo una attesa lunga 7 anni, ecco finalmente il sospirato epilogo. Il 3 Maggio 2013 l’Università degli Studi di Salerno ha inaugurato la nuova biblioteca Unisa tecnico-scientifica, che affiancherà da questo momento l’altra storica biblioteca Unisa del campus salernitano, quella del polo umanistico, la celebre E. R. Caianiello, già attiva dal lontano 1997.

È Raimondo Pasquino a rompere gli indugi, esprimendo ai presenti il suo entusiasmo per  i progressi che l’Unisa ha compiuto negli ultimi anni sotto il profilo qualitativo: “Con l’inaugurazione della biblioteca Unisa scientifica si chiude un ciclo che ha visto crescere l’Università di Salerno. Dai cantieri aperti, dalle aree abbandonate, siamo riusciti a creare una vera e propria cittadella universitaria. Fisciano mirava a diventare una struttura urbanisticamente controllata dove il sapere e i servizi trovano il connubio perfetto e in 13 anni, nonostante i tagli finanziari è sorta l’università così come la vediamo adesso, con progetti internazionali, infrastrutture, opere di ricerca, con un sistema finanziario funzionale e con le tasse più basse di tutte le università italiane.”

Stesso entusiasmo che ha animato le parole dell’Architetto Pagliara, celebrato artefice di questa struttura biblioteca Unisa che ha il merito di unire alle più avanzate avanguardie della tecnologia digitale moderna una concezione architettonica dal sapore antico (ispirata dichiaratamente alla Biblioteca di Alessandria, ma anche a modelli presi a prestito dalla narrativa, come la famosa biblioteca de “Il nome della rosa” di Eco).

L’edificio, costruito ha l’aspetto insieme arioso ed imponente di una grande fabbrica del sapere, in cui a prendere il posto delle ciminiere sono le canne di aerazione degli impianti montate su basi in rame anticato verde che si  slanciano sopra la parte terminale struttura che occupa un lotto di oltre 2000 mq.

L’edificio nuova biblioteca Unisa, che si sviluppa su 8 piani, vanta 498 postazioni-utente, fornite ognuna  di collegamento internet illimitato e tecnologia wireless. I mobili, le lampade , i tavoli di lettura, le scrivanie, ecc sono stati pensati per la massima gradevolezza estetica mantenendo comunque altissima l’ attenzione ai bisogni funzionali degli utenti. Il plesso, che avrà una capienza complessiva di 30/350.000 unità bibliografiche, ospiterà fondi librari già afferenti alle biblioteche delle Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, Ingegneria e Farmacia (titoli monografici e annate di periodici). La sicurezza e vigilanza del patrimonio librario saranno invece affidati alla tecnologia RFID (Radio Frequency IDentification) con l’applicazione di un’etichetta con microchip contenente i dati per l’identificazione della singola unità bibliografica.

Intervista a Marcello Andria direttore della Biblioteca dell’Università di Salerno

Ma come sarà organizzata la nuova biblioteca Unisa, quali servizi offrirà e da quando sarà accessibile. E’ allo stesso direttore della biblioteca, il Dott. Marcello Andria che lo chiediamo. 

Marcello Andria

Marcello Andria

“Comincio col dire che si tratta di una struttura molto, molto prestigiosa, sia dal punto di vista architettonico sia dal punto di vista della concezione bibliotecaria. Dal punto di vista architettonico, si tratta di una struttura organizzata su 8 livelli.

“Praticamente salvo l’ultimo, l’attico, che include alcuni uffici, resta interamente destinata alla fruizione pubblica. Ci sono 7 sale di consultazione, con circa 540 postazioni attrezzate per il pubblico. Nei due piani interrati ci sono due enormi magazzini che occupano l’intera area inferiore della biblioteca per la conservazione del materiale cartaceo”.

Uno per i periodici, settore per il quale la biblioteca Unisa è particolarmente ferrata e l’altra per le monografie e i libri. Dal punto di vista tecnologico sarà una biblioteca interamente fornita di wire less, quindi sarà possibile da qualsiasi punto della biblioteca collegarsi in rete e le postazioni saranno ovviamente attrezzate per l’utilizzo di computer e tablet, liberamente utilizzabili da parte dell’utenza.”

Come valuta l’apertura di una nuova biblioteca Unisa in un momento certamente non facile per l’università e per la ricerca italiane? Si tratta di una scelta in controtendenza di cui andare fieri? Che segnale può rappresentare questo per gli altri SBA?

“La biblioteca Unisa scientifica ovviamente nasce in un momento molto particolare, dobbiamo dire quasi in controtendenza come è stato più volte sottolineato anche nella manifestazione inaugurale. In altre città d’Italia, nelle sedi universitarie stesse, in questo momento si stanno addirittura chiudendo molte strutture bibliotecarie per mancanza di personale, per mancanza di risorse finanziarie per cui il fatto che l’università di Salerno abbia invece investito un patrimonio di risorse finanziari ed umane nella costruzione di una nuova struttura bibliotecaria è un fatto estremamente eccezionale, molto molto importante soprattutto perché come sottolineano i quotidiani nazionali in questi giorni, io non posso che prevedere un futuro positivo. Siamo ottimisti. Noi organizzazione universitaria, gli organi accademici , il rettore in questi anni hanno sempre mostrato una una straordinaria sensibilità verso questo ambito, ripeto, cosa che non è avvenuta sempre nel nostro paese, per un problema com’è noto di crisi finanziaria nazionale. Siamo ragionevolmente ottimisti, perché contiamo di potere utilizzare la nuova biblioteca Unisa, che è funzionalmente diversa da questa.”

Una biblioteca Unisa quella scientifica diversa da quella “umanistica”. In che senso?

Ecco una cosa importante da dire. Mentre la biblioteca umanistica è una biblioteca a scaffale aperto, cioè il pubblico accede direttamente ai materiali librari senza necessariamente passare per la mediazione dell’operatore, la biblioteca Unisa scientifica, dal punto di vista strutturale è meno tradizionale: sotto troviamo i magazzini e sopra le sale librarie. Nello specifico la struttura dispone di 7 sale, per un totale di 540 posti ed una capienza massima, orientativa intorno ai 350000 volumi. Inoltre dovremmo avere un consistente spazio per l’ampliamento anche nei prossimi anni. Questo ci induce naturalmente ad avere, per il fatto di aver compiuto un percorso di suo già così complesso ed importante, un atteggiamento positivo”.

Sappiamo che la risposta del pubblico alla nuova biblioteca Unisa è stata importante (soprattutto da parte degli studenti) e la cerimonia decisamente apprezzata. Lei che sensazioni ha avuto?

 “Lo hanno visto tutti. La biblioteca scientifica, che pure è una struttura enorme, era praticamente gremita di studenti entusiasti, e non solo di docenti e personale tecnico- amministrativo, dunque la risposta è stata eccellente, gli organi di stampa sono stati molto ricettivi, molto partecipi di questo evento giustamente sottolineato dalla nostra rassegna stampa. La manifestazione credo sia stata per tutti estremamente suggestiva ed è culminata nella splendida lectio magistralis del Professore Settis, già direttore della Normale di Pisa e presidente del Consiglio Nazionale dei Beni Culturali , voce molto ascoltata e ricorrente su tutti gli organi di stampa, che ha tenuto una prolusione magnifica a giudizio di tutti sui fondamenti costituzionali del diritto del cittadino alla cultura. Un intervento illuminante, straordinariamente lucida che ha emozionato tutti i presenti.”

Biblioteca-Scientifica-interno

Biblioteca-Scientifica-interno

Ci sono state polemiche sui tempi di apertura del plesso nuova biblioteca Unisa. Nel senso la struttura è stata inaugurata, ma non è ancora fruibile. Bisognerà aspettare molto? Vuole dirci qualcosa a proposito?

“Riguarda la questione dell’apertura preciso subito che siamo pressoché pronti, credo che in tempi molto rapidi riusciremo ad aprire. Noi siamo assolutamente intenzionati a rendere la struttura fruibile, chiaramente in questa fase iniziale ci saranno ancora dettagli da mettere a punto, ma questo penso rientri nella normalità.

I ritardi sono ordinaria amministrazione. Quando si apre una struttura, si immagina come possa funzionare, poi naturalmente intervengono piccole difficoltà che tuttavia si mettono a fuoco, studiando gli interventi più vantaggioso e chiaramente rapidi. Noi siamo convinti che riusciremo a risolvere tutto in tempi rapidi, attendiamo disposizioni dall’amministrazione centrale ma non credo assolutamente che ci voglia molto. Chiaro è che se la biblioteca Unisa è stata inaugurata, non aperta, venerdì 3 maggio, non si può pretendere che sia aperta 1-2 settimane dopo.”

Pareri positivi e speranze di ripresa condivisi anche dai tanti ragazzi che hanno partecipato alla cerimonia inaugurale, i quali non hanno mancato di sottolineare con sincero entusiasmo la bontà di questa iniziativa. Come ha ampiamente dimostrato il bagno di folla tributato dagli studenti del polo scientifico e non solo la mattina del 3 maggio, con i piani e le scale letteralmente gremiti di giovani eccitatissimi.

Tra di loro c’era anche Federico Ienco (22), studente al terzo anno di Ingegneria: “La struttura è impressionante, enorme e molto spaziosa, l’ideale per studiare in tranquillità o consultare  i libri di cui hai bisogno. Ci è voluto del tempo, ma era ora che le facoltà del polo scientifico e tutti gli iscritti avessero la loro biblioteca Unisa. Certo, vista la grandezza non sarà neanche semplice mantenerla pulita ed in ordine. Molto dipenderà da quante persone verranno impiegate, ma anche gli studenti avranno una grande responsabilità. In questo senso, è condivisibile quanto detto dalla delegata alle biblioteche Daniela Valentino durante la cerimonia inaugurale: ora che l’edificio è completo, il compito di  tenerlo in vita sarà affidato ai ragazzi e al personale. Sapevo che sarebbe stato un edificio ultramoderno, tecnologico, pronto a raccogliere le sfide della modernità. Non mi aspettavo questo sintesi perfetta di antico e moderno che ho trovato magistrale. In questa biblioteca non devi trattenere il respiro per paura di fare rumore, ti invita invece a respirare. A respirare quell’aria pulita che è la conoscenza. Una conoscenza dinamica, che aggrega ed unisce a tutti i livelli. Finalmente anche noi possiamo contare su un punto di riferimento unico, attrezzato come si conviene ad un’università che lavora per il futuro dei suoi ragazzi e di tutte le anime del campus. La partecipazione di tanti ragazzi credo sia la risposta più forte a chi troppo frettolosamente ci ha additato in questi anni come una generazione senza futuro. Intanto il segnale credo sia arrivato forte e chiaro: l’università non ci sta a farsi mettere i piedi in testa. Questa biblioteca Unisa credo sia la testimonianza di una progettualità che sa guardare oltre le difficoltà del presente. La cultura deve andare avanti. Di attentati al nostro diritto allo studio sono piene le cronache, ma il mondo studentesco deve reagire. Ed iniziative come questa non possono che aiutare la risalita.”

A cura di Matteo Napoli

© Riproduzione Riservata
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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto