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15 maggio 2013

Sistema Bibliotecario di Ateneo. Valutazione sistema bibliotecario e salute del SBA in uno stato di crisi

Sistema bibliotecario di Ateneo

Come accade ormai dal 2008, le Università Italiane e i rispettivi SBA – sistema bibliotecario di ateneo si ritrovano puntualmente a contenere l’urto di una crisi sistemica che si fa sempre più grave ed impegnativa, fino ad assumere, in molti casi, il carattere di una vera e propria lotta per la sopravvivenza.

Sistema bibliotecario di Ateneo

Sistema bibliotecario di Ateneo

Colpa dei drastici colpi di forbice all’istruzione, dell’inattualità di molti investimenti pubblici, delle sempre più numerose concessioni alla scuola e all’università private, che costringono gli atenei statali ad una concorrenza sempre più insostenibile, ma anche e soprattutto dell’assenza di politiche culturali adeguate, una latitanza che ha accomunato ed ancora accomuna vecchi e nuovi governi dello Stivale, da sempre colpevoli di remare controcorrente rispetto alla maggior parte delle economie europee e mondiali, per le quali istruzione, cultura, ricerca non sono, banalmente, costi da sfrondare o, peggio, una spesa inutile, ma, piuttosto, indispensabili volani di crescita e di sviluppo.

La domanda che tutti si fanno, allora, non può che essere la seguente: qual è oggi la condizione del nostro sistema bibliotecario di ateneo Nazionale?  Come reagiscono, cioè, le nostre università alle pressioni e alle criticità di una fase storica drammaticamente provante?

Così mentre altrove ci si arrovella sul come mettere a frutto patrimoni bibliotecari anche importanti, ma certamente non paragonabili al nostro, qui da noi, in Italia, la grande riserva mondiale della cultura bibliotecaria universale, la parola d’ordine rimane, nella migliore delle ipotesi, mummificare il sapere, museificarlo. Consegnarlo, cioè, alla muffa, all’immobilità, al silenzio. In Italia non si guarda al futuro. La cultura finisce in una teca. Diventa reliquia, sminuzzata dai tagli alla spesa pubblica, ridotta in polvere dall’indifferenza della classe dirigente.

Come si misura e valuta lo stato di salute del sistema bibliotecario di ateneo

Gli indicatori per la verità sono diversi e non sempre si escludono a vicenda, anzi operano spesso congiuntamente aggregando dati differenti. Tra gli strumenti diagnostici di riferimento comunemente utilizzati per verificare la qualità e l‘efficienza di servizi, risorse, e altre attività tipiche di una biblioteca e valutare l‘adeguatezza delle risorse allocate così come è percepita dai propri utenti ricordiamo: E-Metrics, IFLA – Statistics and Evaluation Section, EQUINOX, BIX, MIEL, HEFCE, PROLIB-PI ecc., che esprimono a vario titolo, e a vari livelli di efficacia, il modo in cui la biblioteca soddisfa l’offerta stabilita nella sua “mission”.

Si tratta di misure per lo più affidabili, che ci restituiscono una istantanea approssimativamente realistica circa la qualità “tecnica” delle collezioni elettroniche e dei servizi erogati (es. sito della biblioteca, risorse in abbonamento alla biblioteca, database, accesso al sito, quantità di documenti digitali, ebooks ecc, numero di visite virtuali, numero di sessioni, numero di download, durata delle sessioni, numero di ricerche). Dati su cui, successivamente, si provvede a tracciare un quadro più ampio, che comprende altre valutazioni di carattere stavolta meno quantitativo e più qualitativo: la cosiddetta customer satisfaction del sistema bibliotecario di ateneo insomma.

Monitorare il sistema bibliotecario di ateneo – Lo standard internazionale che mette d’accordo un po’ tutti del sistema bibliotecario rimane, tuttavia, il famoso  ISO 11620 Information and Documentation – Library Performance Indicators, la  cui funzione principale è fornire  indicatori di performance nelle biblioteche e di trasmettere conoscenze specifiche su come condurre efficacemente misurazioni e valutazioni delle performance stesse.

Questi gli “aspetti” più ricorrenti nelle rilevazioni: tasso di penetrazione, orario di apertura in relazione alla domanda, qualità delle raccolte (liste di controllo, uso delle raccolte, uso delle raccolte per area tematica, documenti non utilizzati), qualità del catalogo (ricerca di un documento noto, ricerca per argomento, disponibilità dei documenti delle raccolte, velocità di prestito e consultazione, velocità del trattamento del libro, disponibilità, tempo di consegna dei documenti, velocità di prestito interbibliotecario), servizio di reference (tasso di risposte corrette), accesso remoto e soddisfazione dell‘utente.

Osservatorio per la Valutazione del sistema bibliotecario di ateneo e GIM – In Italia le rilevazioni più veritiere in materia di SBA sono prodotte da due organi fondamentali, attraverso la somministrazione periodica di appositi questionari valutativi:  l’Osservatorio per la Valutazione del Sistema Universitario e il Gruppo Interuniversitario di Monitoraggio e Valutazione del  Sistema Bibliotecario di Ateneo (GIM).

Il primo è un organo istituzionale del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, che interagisce autonomamente con le università e il Ministero, risponde al Ministro e riferisce alle competenti Commissioni parlamentari allo scopo di valutare i risultati relativi all’efficienza ed all’efficacia delle attività delle istituzioni universitarie, di verificare i piani di sviluppo e di analizzare lo stato del sistema universitario.

Il secondo nasce, invece, da una iniziativa di alcuni tra sistema bibliotecario di ateneo accademici che dal 2000 hanno cominciato a collaborare per misurare e valutare le biblioteche ed i servizi bibliotecari delle università in modo condiviso. Gli atenei di GIM definiscono la metodologia di rilevazione, i dati da raccogliere e gli indicatori che costituiscono la base per la valutazione.

La condizione dei SBA. Dati statistici delle biblioteche universitarie italiane per indicatore – Proviamo allora a dare un’occhiata alla cifre. Vi proponiamo di seguito alcuni “quadri statistici”, che fotografano efficacemente la condizione dei nostri SBA rispetto agli indicatori selezionati dagli organi di monitoraggio di cui sopra.

Prima, però, eccovi una panoramica sulla composizione degli SBA in Italia:

Qui il testo integrale:

*Quanto alla customer satisfaction del sistema bibliotecario di ateneo, precisiamo che le classifiche riportate di seguito, composte sulla base dei dati pervenutici dalle università (confermati tra l’altro dalle rilevazioni GIM, non ultima quella del 2011), si riferiscono, data la straordinaria vastità ed eterogeneità dei parametri, ad un numero inevitabilmente ristretto di indicatori (i più emblematici) e non esprimono in alcun modo una graduatoria assoluta di merito. La “comparazione” ha, perciò, valore puramente statistico, con tutte le conseguenze metodologiche ed interpretative che questo comporta.

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