Berlusconi condannato a 7 anni. Sentenza Berlusconi, reclusione e interdizione: la reazione dei giovani e della politica

Redazione Controcampus 24 Giugno 2013

Le prime reazioni politiche del centrodestra alla notizia della sentenza di primo grado che ha condannato Silvio Berlusconi a sette anni e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici sono state dettate da un forte malcontento.

Fabrizio Cicchitto dopo la sentenza così dichiara. “La pacificazione salta”, un messaggio probabilmente rivolto al premier e ai colleghi di maggioranza del Pd. L’ex capogruppo Pdl chiarisce: “Un’operazione che deriva da chi vuole distruggere l’equilibrio politico, da chi è alla ricerca di nuove imprese e non quindi da esponenti del Pd”. 

Silvio Berlusconi condannato e le reazioni politiche – Il segretario del Pdl e vicepremier Angelino Alfano esprime tutta la sua amarezza in una dichiarazione: “Io e tutto il Popolo della Libertà esprimiamo il nostro rammarico per la condanna al presidente Silvio Berlusconi, è una sentenza che va a ledere il comune senso di giustizia, esprimiamo quindi il nostro dolore e una profonda amarezza a tal riguardo. Deve tenere duro non solo per sé, ma per tutto il nostro movimento politico e per milioni di italiani che hanno visto in lui valori, ideali e programmi nei quali si riconoscono”.

Alla sentenza di Berlusconi condannato a 7 anni, forte è stata anche la reazione dell’attuale capogruppo Renato Brunetta. “Una sentenza che fa paura, non solo perché va a ledere una tale figura sia a livello politico sia a livello morale, ma mostra una volta per tutte in quale stato si trova la giustizia. Mostra quindi agli italiani a chi ci siamo affidati”. Brunetta evoca una precisa immagine quella della eversione: “Non si può non considerate l’atto contro il presidente del Popolo della libertà, Silvio Berlusconi, un atto eversivo dei principi di legalità e del buon senso, non è proporzionato ed è inaccettabile, ordito in parte  dalla magistratura, ormai ben noto il loro schieramento politico. La sentenza sul ‘caso Ruby’ è l’ennesimo atto di una giustizia tutta italiana e fallimentare, una sentenza che dovrebbe far indignare non soltanto il Popolo della Libertà, ma l’intero popolo italiano. Si può parlare di democrazia per la nostra Repubblica? Quando ormai sono stati gli stessi protagonisti a smentire la vicenda, è da oltre vent’anni che si cerca di togliere dalla scena politica Berlusconi usando, di volta in volta, i processi, le sentenze e infine una giustizia non equa. Non si può accettare tutto e rimanere indifferenti! Ora è arrivato il momento di difendere e tutelare la  nostra libertà. Il Pdl sarà al fianco del suo leader per combattere insieme un’altra ed ennesima battaglia”.

Le reazioni alla condanna Berlusconi

Le reazioni alla condanna Berlusconi

Altre reazioni alla notizia di Berlusconi condannato. Leader del Pdl in Veneto, ex ministro, Giancarlo Galan, esprime anche lui il suo rammarico: “Ora dovrei dire parole misurate, equilibrate ed adeguate alla circostanza, ma il mio rammarico mi lascia senza parole. Questa sentenza non è accettabile, non si può accettare una sentenza del genere addirittura la pena è stata aumentata rispetto alla richiesta della Procura. Ciò che vedo e come me tanti italiani è una persecuzione nei confronti di Berlusconi, troppi quadri non coincidono, le ricostruzioni si affermano e si annullano reciprocamente. I cittadini sapranno valutare e sapranno capire dov’è la giustizia. Chi pensa di poterlo attaccare con una serie di accuse e sentenze ha sbagliato strada. Io da 28 anni gli sono vicino oggi lo sono ancor di più”.

Abbiamo deciso di intervistare subito dopo la notizia di Berlusconi condannato, un laureato in Scienze della Comunicazione dell’Università di Fisciano, Giovanni, fervente uomo di sinistra e Saverio, laureato in ingegneria meccanica e sostenitore del Popolo della Libertà, per capire “a caldo” quali possono essere le prime impressioni nate nei giovani studenti alla notizia della sentenza.

Ciao Giovanni, quali sono le tue impressioni circa la condanna berlusconiana? Pensi che ci sia davvero una “persecuzione” attuata nella sua persona come sostengono molti politici del centro-destra? 

Berlusconi condannato? Tutti si aspettavano una sentenza equa, che ci testimoniasse finalmente che in questo Paese la legge sa essere ancora uguale per tutti, e così è stato. La condanna inflitta quest’oggi a Berlusconi è forse l’atto conclusivo della parabola discendente del Caimano, la cui fortuna politica ha toccato oggi il suo punto più basso.

Chi ha creduto alla favoletta di Ghedini e dei tanti che in questi anni hanno inscenato vere e proprie crociate contro la magistratura italiana rea di persecuzione politica al premier dovrà farsene una ragione. L’immagine del premier sensibile che tende la mano agli ultimi senza lesinare doni e attenzioni, addirittura incassando “gratuite” dichiarazioni di amore da parte delle sventurate che a suo dire avrebbe restituito alla vita e alla loro dignità di donne non poteva durare a lungo.

C’è da riflettere semmai su come sia stata l’accusa apparentemente più “debole” tra le tante a fare lo scalpo a Berlusconi. Segno di una credibilità ormai ridotta al lumicino che determinerà prestissimo una frenetica emorragia di consensi che ci auguriamo per l’Italia sia quella definitiva! Resta l’ennesima macchia di fango sulla rispettabilità del nostro paese, che credo, neppure una sentenza tanto esemplare, riuscirà a riabilitare completamente questo perchè per troppo tempo questa farsa è corsa sulle bocche di tutto il mondo, contribuendo a disarcionare il Cavaliere dalle sue certezze di superuomo.

Ciao Saverio, quali sono le tue impressioni alla notizia che Berlusconi è stato condannato? Credi in una persecuzione perpetrata dalla magistratura per ledere una figura che ha dominato e probabilmente domina il panorama politico italiano? 

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Berlusconi paga l’esacerbarsi di una tensione politica che esige ora una vittima sacrificale per scrivere la pagina nuova della politica italiana, la magistratura ha approfittato di una congiuntura storica favorevole per vendicare la diffamazione patita negli anni da parte di Berlusconi alla quale Letta strizza l’occhio, perché la nuova Italia ha bisogno di “uccidere il padre” padrone che la sinistra da sola non sarebbe riuscita a silurare.

Si è trattato di una pagina vergognosa nella storia della magistratura italiana, perché ci si è abbassati a fare del gossip in materia penale. Giudicare un politico dai suoi costumi sessuali è il pretesto più banale e facile per minarne la credibilità, perché Berlusconi non è l’unico depravato d’Italia anzi! Per anni è stato un simobolo di quell’Italia mondana che ogni italiano medio sognava. Sì è deciso di punire Berlusconi per il mito che si è costruito più che per il reato che ha commesso.
Sinistra e magistratura vogliono cancellare la memoria del berlusconismo, cominciando dalla radice perché vogliono prendersi il merito dei cambiamenti a cui l’italia si sta preparando.
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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto