Silvio Berlusconi tra coalizione e nuove maggioranze con FI

Gabriella De Rosa 3 Luglio 2020

Silvio Berlusconi, intervistato da Repubblica, esprime la sua posizione in Parlamento mentre non nega nuove vie per la maggioranza.

Nonostante dagli ultimi sondaggi politici emerga che Forza Italia stia attraversando un periodo di crisi, l’ex Cavaliere si professa ago della bilancia in Parlamento.

Questa dichiarazione si lega alle dichiarazioni del passaggio del parlamentare Vincenzo Carbone da Forza Italia a Italia Viva. Il campano lamentava la linea eccessivamente sovranista degli alleati degli azzurri.

Un altro pezzetto strappato all’opposizione per far rimanere a galla questo governo ma con il tacito benestare di Silvio Berlusconi. L’ex premier infatti, non nega un dialogo aperto con il partito renziano.

Il centrosinistra alla maggioranza intanto esulta così come Matteo Renzi, che pochi giorni fa in un’intervista al foglio si era proclamato ago della bilancia del Parlamento e Italia Viva serviva come attrattiva e accoglienza per chi voleva fuggire ai sovranisti.

Secondo il ministro per i Rapporti col Parlamento, Federico d’Incà, in mancanza di altre maggioranze, “l’unico epilogo di questo governo sia il voto anticipato” dura anche la reazione della Lega che ribadisce che l’unica via maestra sono le elezioni.

Silvio Berlusconi tra coalizione e nuove maggioranze: futuro del governo e riflessioni sul Mes

Sempre con la sua solita ironia e diplomazia, l’ex premier confessa a Repubblica la sua opinione riguardo il futuro di questo esecutivo.

La sua replica è affatto che belligerante, tipica da opposizione. Si esprime fiducioso riguardo la consapevolezza dei parlamentari di maggioranza che questa strada porti al disastro economico. Inoltre, riserva parole di stima in maniera molto vaga ma esplicativa: “non escludo affatto che in alcuni di loro prevalga l’amore per la nazione rispetto gli interessi personali o di partito.”

Ma alla domanda esplicita se questo governo supererà la crisi economica di autunno, Berlusconi risponde “mi pare sempre più difficile”. Continua con la sua sagacia sui grillini  dicendo “la voglia di sopravvivenza del ceto politico dei Cinque Stelle può fare miracoli. Il presidente Conte ha dato prova di sapersi destreggiare con abilità fra le contraddizioni della sua maggioranza.”

Infine, Silvio Berlusconi conferma la sua posizione collaborativa e la sua predisposizione al dialogo con il governo sin dall’inizio della crisi. Si mostra propenso a redigere un dossier di proposte per la ripartenza insieme ai suoi alleati di coalizioni.

Per quanto riguarda la coalizione, su un punto Forza Italia è in disaccordo con gli alleati: il Mes. Non è un mistero che gli azzurri abbiano una linea scissa e separata dalle forze politiche sovraniste sull’argomento Mes.
A tal riguardo, ribadisce la posizione liberale ed europeista del partito che egli stesso ha fondato.

Alla luce di culture e opinioni differenti tra loro, Berlusconi ci tiene a sottolineare che il centrodestra è un’alleanza, non un unico partito e mai lo sarà. L’importante è essere capaci di fare una sintesi tra le opinioni discordanti.

Forza Italia e M5S, alleanza impossibile, ma possibile maggioranza

La Lega stessa non ha apprezzato le parole di Silvio Berlusconi e delle manovre nelle retrovie del Parlamento che presagiscono un piano alle spalle dei suoi alleati della coalizione centrodestra.

In questa intervista Berlusconi fa intendere fondate le paure di Salvini, da una parte nega le condizioni di un governo di unità nazionale e dall’altra non esclude “nuove maggioranze da verificare”.

Per Berlusconi, l’unico ostacolo insormontabile per qualsiasi cambio di schema sono i 5 stelle. Per il leader di Forza Italia è impossibile pensare ad un tavolo comune con il Movimento 5 Stelle. 

Alla domanda sul governo di unità nazionale risponde che “all’Italia non serve un governo con forze politiche antitetiche fra loro. Noi e i 5 stelle abbiamo una visione diametralmente opposta su tutto.”

Ribadisce quindi la sua lontananza dai grillini e sottolinea un’incapacità di alleanza, ma non esclude che possano rimescolarsi le carte in tavola con altre forze politiche.

Infatti, conclude mostrandosi aperto a prendere in considerazione una maggioranza diversa  e più efficiente, qualora si creassero le condizioni.

Berlusconi e il “golpe politico giudiziario”

A Repubblica l’ex premier non ha intenzione di esprimersi in merito alla vicenda giudiziaria. E riguardo ai suoi che propongono la carica di senatore a vita come risarcimento, ringrazia onorato chi lo ha proposto ma non entra in merito.

In questi giorni l’ex premier è protagonista ancora una volta delle vicende giudiziarie. Dopo che sono stati presentati gli audio i suoi fedelissimi hanno urlato al “plotone d’esecuzione” e a “sentenze pilotate dall’alto”.

Forza Italia manifesta con striscioni davanti alla Camera per chiedere verità e giustizia per Berlusconi. Alla ricerca della chiarezza e della verità si accoda anche Matteo Renzi e allo sdegno sugli errori della magistratura Meloni e Salvini definendolo “uso politico della giusitiza”:

L’ex premier fu condannato perché Mediaset acquistava a prezzi gonfiati i diritti dei film dagli USA e che questi soldi andavano a finire in fondi neri.
A Quarta Repubblica vengono mandati in onda gli audio del relatore del verdetto della condanna, Amedeo Franco.

In questi audio emerge la volontà di condannare a prescindere Berlusconi senza prove, ciò ha scatenato l’ira dei forzisti. Per loro è stato un processo politico e non giudiziario e chiedono ora la verità invocando una commissione d’inchiesta.

© Riproduzione Riservata
avatar Gabriella De Rosa Sono una linguista specializzata in ambito giuridico. Sono appassionata di comunicazione e informazione. Ho unito i miei studi in lingue applicate alla comunicazione internazionale e la mia passione per l'ambito giuridico e politico, poiché credo fortemente in una partecipazione attiva del cittadino alla politica attraverso una comprensione del diritto e del linguaggio istituzionale. Rendere il linguaggio giuridico più chiaro è un dovere democratico. La mia formazione post-lauream mi ha portato ad uno stage negli uffici di Legal drafting e Affari Internazionali del Senato della Repubblica. Da lì ho approfondito i miei studi sul linguaggio politico e il fondamentale rapporto tra politica e comunicazione. Leggi tutto