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29 luglio 2013

Meteo dell’Unimore. Previsioni Meteo: Caldo Caronte fino a giovedi: ritorna pioggia e freddo

Il Meteo di Università degli Studi di MODENA e REGGIO EMILIA – La rottura odierna dell’anticiclone africano a Modena a detta degli esperti dell’ Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia sarà di breve durata. Secondo il meteo dell’Unimore da metà settimana le temperature riprenderanno a salire anche se difficilmente si raggiungeranno gli estremi dei giorni scorsi. Nel complesso il luglio del 2013 secondo il meteo dell’Unimore sarà uno dei più caldi della storia.

Caldo Estate

Caldo Estate

Trenta anni fa, esattamente come oggi 29 luglio, il termometro della stazione dell’Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, posto sul torrione orientale del Palazzo Ducale di Modena, toccava il valore di 38.5°C, che per gli annali resta qualificato come “giorno più caldo” di sempre in città.

Abbiamo rischiato di festeggiare il trentennale di quel record storico – commenta il meteorologo Luca Lombroso battendolo. Ieri, infatti, 28 luglio 2013, il termometro dell’Osservatorio Geofisico universitario di Piazza Roma ha raggiunto il valore definitivo e validato di 38.2°C. Un ulteriore commento merita anche il dato, veramente sorprendente, del Campus universitario di Ingegneria in Via Vignolese, dove si sono toccati 40.4°C con il 28% di umidità. E’, infatti, la prima volta in cui a Modena un termometro professionale e collocato a norma WMO (la misura al Campus è su terreno erboso, a 2 m dal suolo e con opportuna schermatura del termometro) tocca e supera i 40°C”.

La differenza tra periferia e centro città – avvertono gli esperti del meteo – non deve sorprendere e dipende da vari fattori, come la collocazione e altezza degli strumenti e la forma della città stessa, che fa una sorta di effetto “foresta urbana”, proteggendoci, almeno entro il centro storico, dal caldo cocente estivo e dal freddo invernale. “Questo però ha un prezzo ed è quello del caldo notturno, poiché anche la notte scorsa in centro – aggiunge Luca Lombroso – non si è scesi sotto a 27°C, mentre in periferia il termometro scendeva a 21.2°C, valore comunque sopra la soglia di <notte tropicale>, fissata per convenzione a 20°C di temperatura minima”.

Riguardo le cause dei valori “strampalati di domenica 28 luglio, i motivi sono molteplici. “Anzitutto – ci dice Luca Lombroso dell’Osservatorio Geofisico universitario di Modena – un motivo di climatologia statistica, poiché il periodo stagionale attuale è quello <perfetto> per le alte temperature, ovvero quello in cui climaticamente si raggiunge solitamente il <giorno più caldo dell’anno>, anche se il valore <tipico> del giorno più caldo dovrebbe essere sui 33-35°C. Un secondo motivo è di ordine meteorologico, con la presenza, inconsueta anche per questo periodo, dell’anticiclone africano. Questa figura barica faceva rare apparizioni fino a fine XX secolo, una fu appunto nel 1983, con una situazione assai più pronunciata di questo anno. Fu, tuttavia, un caso isolato in quegli anni e di breve durata. Alla causa meteorologica, generale, se ne aggiunge una locale: il fenomeno del föhn appenninico, che agisce in presenza di venti da SW, i quali nel versante sottovento dell’Appennino diventano, appunto, venti caldi e secchi. Anche qui nel 1983 il fenomeno e il vento furono molto più pronunciati. Infine, i cambiamenti climatici e il global warming,  è dimostrato che rendono più frequenti ed intense le ondate di caldo. Non dimentichiamo che sono già tre anni consecutivi che il <giorno più caldo> a Modena è su livelli che fino al 2000 erano l’eccezione e non la regola. L’anticiclone africano infatti non è arrivato <in ritardo> come sostiene qualcuno: normalmente non dovrebbe affatto arrivare nelle nostre zone”.

Si diceva che nel 1983 le cause meteo e locali erano più pronunciate, se si ripetessero dove si arriverebbe? “Difficile dirlo, ma – avverte Luca Lombrosoè meglio non pensare ai valori di estati future, a ciò che accadrà nella metà di questo secolo, nel caso non si agisca per limitare le emissioni serra e le temperature globali aumentassero di 3-5°C: le nostre zone e il Mediterraneo sono infatti <punti caldi> dove gli effetti sarebbero maggiori!

Con questa ondata di caldo il mese di luglio, partito solo relativamente in sordina secondo meteo dell’Unimore, e con molti giorni di temperature oltre i 30°C, – secondo le analisi dell’Osservatorio Geofisico universitario di Modena – si appresta a chiudere a ridosso del podio, tra quelli più caldi, ed anche, finora, avari di piogge.

Previsioni e meteo dell’Unimore . La fase acuta della seconda ondata di caldo 2013 (la prima, ricordiamo, fu a metà-fine giugno) è conclusa, ma il caldo continua. Per la giornata odierna di lunedì 29 luglio il quadro è variabile-perturbato con temporali anche intensi che stanno passando sull’Emilia, cui si accompagnano forti raffiche di vento che in città sono arrivate a sfiorare i 70 km/h. Nonostante il cielo coperto, le temperature intorno alle ore 11.00 erano già a 31.6°C al Campus e a 31.3°C in Piazza Roma, ma sono poi scese durante il temporale ai piacevoli e freschi 22.7°C del Campus di Ingegneria, quasi venti gradi meno di ieri pomeriggio, e ai 25.7°C di Piazza Roma, ritoccando perfino la temperatura minima giornaliera: in pratica in centro a Modena la tarda mattinata ed il primo pomeriggio sono stati più freschi della scorsa notte! Domani martedì 30 luglio con il ritorno del bel tempo il caldo tornerà a farsi sentire, benché contenuto entro valori più sopportabili, con massime che si aggireranno sui 31-33°C. Da metà settimana però l’anticiclone, che di fatto non se ne va, riassumerà caratteristiche “africane” e le temperature torneranno prossime a valori “da febbre”. “Se può consolare – commenta Luca Lombrosoper il momento non è previsto un bis di valori estremi come domenica 28, ma l’estate non è affatto finita. Vale la pena ricordare che negli ultimi anni nel dopo ferragosto non c’è stata la classica <rottura>, ma frequenti ed intense ondate di caldo tardive”.

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