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19 luglio 2013

Spotify: ascoltare musica gratis. Come funziona spotify e come scaricare l’app

Arriva Spotify il nuovo modo di ascoltare musica.

La lotta alla pirateria sembra avere un nome: Spotify, il nuovo servizio musicale che consente all’utente di poter ascoltare in streaming una selezione di brani di varie case discografiche ed etichette indipendenti, incluse Sony, EMI, Warner Music Group e Universal.

Il servizio spotify è fruibile attraverso Microsoft Windows, Mac OS X, Linux, Telia Digital-tv e i dispositivi mobili equipaggiati con iOS (iPod/iPhone/iPad), Android, BlackBerry (in versione beta limitata), Windows Mobile, Windows Phone, S60 (Symbian), webOS, Squeezebox, Boxee, Sonos, WD TV e MeeGo.

Per accedere a Spotify è necessario avere un account facebook o essere iscritti a Spotify prima del 22 settembre 2011. Una volta entrato in Spotify, l’utente potrà scegliere i suoi brani musicali per artista, album, etichetta, genere, playlist o inserendo direttamente la canzone che ricerca. Da quel momento l’utente di Spotify avrà un periodo di prova gratuito di sei mesi, attivato al momento del primo accesso, durante il quale l’utente potrà ascoltare una quantità illimitata di musica grazie alla pubblicità, che poi si riduce a dieci ore al mese.

Chi invece non si accontenta del semplice streaming può abbonarsi alla versione Unlimited per €4,99 al mese che prevede milioni di brani, nessun limite di ascolto, no pubblicità, condivisione, ascolto solo su Pc e Mac oppure la versione Premium a €9,99 al mese con  musica illimitata anche offline, migliore qualità audio, accesso anche in viaggio tramite dispositivi mobile (iOS, Windows Phone e Android)

Le caratteristiche attuali di Spotify per mobile sono:

  • Ascolto in streaming di oltre 15 milioni di brani
  • Ascolto offline senza richiedere connessione rete dati (a pagamento)
  • Playlist con possibilità di creare liste di musica preferita
  • Sincronizzazione in wireless sui vari device iPhone, iPod Touch e iPad
  • Condivisione della musica attraverso canali social e ascolto via Facebook

Ma se Spotify sembra non avere punti deboli, ci sbagliamo di grosso, specialmente se a pagarne le conseguenze sono le band emergenti. Infatti secondo quanto riportato da lettera.43La regola generale è che la piattaforma paga le royalties in relazione alla popolarità degli artisti: se una band ha collezionato nel 2012 lo 0,1% delle riproduzioni totali su Spotify, i detentori dei diritti di quelle canzoni (compagnie discografiche, manager) incasseranno lo 0,1% lordo di 350 milioni. Alla band, come da accordi, arriverà solo una percentuale di questi soldi. Per esempio, il gruppo indie rock statunitense Grizzly Bear ha fatto sapere a fine 2012 di avere ricevuto solo 10 dollari per 10 mila riproduzioni”.

Ma c’è già chi pensa a combattere contro le logiche conservatrici del mercato per far si che anche i giovani emergenti possano trarre maggior profitto dai loro progetti.

  • Per saperne ancora di più su Spotify clicca qui – Per scaricare Spotify clicca qui
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