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17 settembre 2013

Registro Scolastico Elettronico. Il Miur sul registro scolastico del professore e scuola on line

Si chiama “rivoluzione digitale” e suona un po’ come una sorta di formula magica. La realtà, invece, è che si tratta di un  progetto di innovazione trasversale che coinvolge tutta la scuola italiana.

Dal registro scolastico elettronico all’intera scuola online, la scuola 2.0 prevede  iscrizioni da effettuare con modalità online, registro scolastico e pagelle in formato elettronico, disponibili per le famiglie sul web o tramite posta elettronica, invio delle comunicazioni agli alunni e alle famiglie in formato elettronico, e, naturalmente, registri di classe e personali in formato 2.0.

Questi i contenuti pregnanti del cosiddetto“Piano per la dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università e ricerca e dei rapporti con le comunità dei docenti, del personale, studenti e famiglie”, sicuramente una delle eredità più “scorbutiche” del dopo Monti. Obiettivo: abbattere i costi burocratico amministrativi che pesano sul comparto scuola e recuperare liquidità da reinvestire nell’ammodernamento didattico, tecnologico e strutturale degli istituti italiani. Operazioni che saranno possibili appena sarà pubblicato il decreto attuativo e con la dotazione di un pc per classe e un tablet per ogni docente.

Ma cosa ne pensano le famiglie e i docenti, della scuola 2.0 e del registro scolastico elettronico? I 2/3 sono soddisfatti del registro scolastico elettronico e della sua facilità, il 15% trova troppo complesso il softwaredel nuovo registro scolastico. Molti dirigenti e docenti si dicono contrari al registro scolastico elettronico, qualificandolo come un gigantesco quanto inutile sperpero di denaro pubblico e sostenendo che altre e più gravi sono priorità della scuola (dove il vocabolario di Latino bisogna portarlo da casa e 43 classi su 44 non rispettano i requisiti igienico sanitari relativi all’affollamento delle aule).

Basti pensare ai tanto strombazzati eBook che avrebbero dovuto, nelle intenzioni, soppiantare per sempre gli attuali e costosissimi manuali scolastici. Rivoluzione anche questa rimasta sulla carta.

Ma si sottolinea anche l’importanza di quella sacra «mediazione», soprattutto nella scuola superiore, che il registro scolastico elettronico, comunicando direttamente risultati e informazioni sui figli ai genitori, finirebbe drasticamente per rimuovere.

Difficoltà cui si aggiunge il fondato timore che la soluzione prospettata per questo settembre sia la classica soluzione all’italiana: un computer itinerante per raccogliere le assenze in più classi o un solo pc in sala professori in cui gli stessi potranno caricare i dati necessari anziché dotare ogni classe di un computer per velocizzare la procedura ed evitare errori e/o dimenticanze e un aggravio di lavoro per i docenti che dovranno caricare i voti al computer in un secondo momento.

Le scuole non compreranno più i registri cartacei, risparmiando una voce di spesa, ma i docenti dovranno “prendere appunti” in classe col rischio di dimenticare voti e altre annotazioni importanti.

Ma non si tratta solo di dotazioni. Volendo i fondi europei potrebbero risolvere il problema (lo scorso ottobre il ministero ha assicurato un finanziamento aggiuntivo per realizzare la rivoluzione digitale di 4.500 euro ad istituto).  Gli esperti calcolano che un programma per la gestione dei registri online comporterebbe una spesa media non inferiore ai 1000 euro mentre con la rimanente parte sarebbe possibile acquistare circa 6-7 computer. Saranno sufficienti a proiettare la scuola italiana nel futuro?

Gli applicativi inoltre, assicurano dal Miur, avranno il massimo supporto tecnico per problematiche di privacy, sicurezza e conservazione affidabile dei dati, fondamentali quando il nuovo registro scolastico è dematerializzato.

Per saperne di più allora su caratteristiche e funzionalità del registro scolastico elettronico, cercando di inquadrarne la novità nel più ampio panorama della “digitalizzazione scolastica” in funzione di una più corretta valutazione dei vantaggi e delle debolezze connesse a questo avveniristico strumento, abbiamo sentito Marco Rossi Doria, Sottosegretario all’Istruzione presso il MIUR.

Dott. Rossi Doria, a proposito di novità prossime venture, si parla sempre più insistentemente di introduzione del nuovo registro scolastico elettronico, già a partire dal Settembre 2013. Che novità rappresenterà per la nostra scuola il nuovo registro scolastico 2013?

“E’ tempo di abbandonare gradualmente la carta, per risparmiare ma anche per semplificare. Lo fa tutto il mondo. Si tratta di un passo necessario ed inevitabile. Il risparmio di tempo sarà utilissimo. La giusta gradualità serve per consentire a tutti di tenere il passo e per sostenere le scuole con le infrastrutture indispensabili. Infatti il Decreto Scuola prevede anche 15 milioni per l’introduzione del wi-fi in tutte le scuole, a cominciare da quelle secondarie superiori. Negli ultimi anni si sono fatti notevoli passi avanti con le iscrizioni on line e i plichi dell’esame di Stato via mail. Il registro elettronico sarà il prossimo passo.“

Quali sono secondo lei i pro e i contro del registro scolastico elettronico? Siamo pronti a dire addio al cartaceo? Gli eBook non riescono ancora a soppiantare i vecchi e costosi manuali scolastici, lavagne elettroniche e tablet school stentano ad affermarsi, il numero dei computer nelle scuole è spesso insufficiente, lo stesso MIUR aveva annunciato solo l’anno scorso l’avvento del digitale nelle scuole italiane poi l’ennesimo rinvio. Come si spiegano queste difficoltà e ritardi? Serviranno altre proroghe (per dare il tempo alle scuole e ai docenti di prepararsi)?

“Per quanto riguarda il registro elettronico e in generale le nuove tecnologie per la didattica, moltissime scuole di ogni ordine e grado in tutta Italia sperimentano con successo le diverse tipologie – tablet, lavagne multimediali, materiali didattici interattivi open source, eccetera – sia attraverso l’adesione a programmi ministeriali, come i progetti Scuola 2.0 e Classe 2.0, sia per proprio conto. I ritardi si spiegano, ripeto, con la necessità di una giusta gradualità che consenta a tutti (docenti in primis) di formarsi e tenere il passo e alle scuole di dotarsi delle infrastrutture indispensabili.”

In che senso l’obbligatorietà del registro scolastico elettronico cambierà la vita di studenti e, soprattutto, docenti? Cosa dobbiamo aspettarci nella Scuola del 2.0.?

“Le cose quindi vanno avanti, ci sono progressi e questo è importante, perché i bambini e i ragazzi crescono in un mondo digitalizzato e la scuola non può che tenerne conto, sfruttarne le potenzialità ed educare ad un uso corretto degli strumenti .L’online toglierà agli insegnanti la fatica di ricopiare a penna su dieci registri diversi assenze, presenze, voti. Quel tempo restituito dovrà essere dedicato a instaurare colloqui ricchi e utili. Le scuole che funzionano, qui e oggi, sono quelle che riescono a dedicare ore all’accompagnamento dei ragazzi e al loro rapporto con le famiglie. Questa fatica non si può sostituire: è il centro del patto educativo tra insegnanti, genitori e ragazzi”

Il Ministro Carrozza, in sintonia con quanto disposto dal Decreto del Fare, ha posto tra le questioni capitali della sua agenda la digitalizzazione della scuola, di cui il registro elettronico obbligatorio, per quanto importantissimo, non è che una faccia della medaglia. Come intende il Miur perseguire l’obiettivo digitale?

“Il Ministro Carrozza ha scelto finora di rallentare l’introduzione di registri elettronici ed e-book obbligatori perché siamo di fronte a un passaggio epocale ed è giusto affrontarlo analizzando i pro e i contro di tutti gli strumenti disponibili, non soltanto degli e-book, alla luce delle sperimentazioni in corso e delle pratiche più avanzate delle scuole. Abbiamo già previsto nel Decreto Scuola un piano di formazione in servizio dei docenti sulle tecnologie digitali e stiamo pensando a degli incontri nazionali per approfondire queste tematiche pubblicamente, anche sotto il profilo cognitivo perché l’obiettivo ultimo è sempre quello di migliorare l’apprendimento dei ragazzi, che avviene in molti modi diversi.”

In collaborazione con Matteo Napoli

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