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1 ottobre 2013

Crui. ll Sistema Universitario Italiano secondo la Crui: gli obiettivi e il punto del prof. Stefano Paleari

Stefano Paleari

“E’ mia intenzione restituire alla comunità accademica anche la sua missione storica. Quella di avanguardia che propone alla società e ai suoi Governi nuovi quesiti e soluzioni possibili”  – Stefano Paleari –

Crui

Crui

La Crui è l’associazione delle Università italiane statali e non statali.

LA Crui Nata nel 1963 come associazione privata dei Rettori, ha acquisito nel tempo un riconosciuto ruolo istituzionale e di rappresentanza e una concreta capacità di influire sullo sviluppo del sistema universitario attraverso un’intensa attività di studio e di sperimentazione.

Dal 2001 la Crui è affiancata, nei compiti gestionali e operativi, dalla Fondazione CRUI, incaricata di sviluppare progetti e servizi coerenti con le strategie della Conferenza.

Al fine di comprendere meglio il ruolo della Crui in aderenza alla crisi del sistema universitario e capire gli obbiettivi che la Crui quest’anno intende raggiungere, abbiamo sentiro il suo presidente il prof. Stefano Paleari

Presidente della Crui Stefano Paleari Lei è Professore Ordinario di Analisi dei Sistemi Finanziari presso l’Università degli Studi di Bergamo. Dal 2009 è Rettore dell’ateneo lombardo. Laureato con lode in Ingegneria Nucleare presso il Politecnico di Milano, nel corso della Sua carriera accademica ha avuto il pregio di ricoprire incarichi importanti: Dal 2009, ad esempio, è Airneth Academic Fellow e membro del Gruppo internazionale degli accademici più rappresentavi nel settore del trasporto aereo. Ha fondato “Universoft”, spin-off dell’Università Bergamasca operante nel campo dello studio dei mercati borsistici e dell’analisi finanziaria, ed è stato autore d’importantissime opere scientifiche.  Infine, è assurto al rango di Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Presidente, qual è la Sua opinione in merito al Sistema Universitario Italiano? Quali sono gli obiettivi della Crui?

Stefano Paleari

Stefano Paleari

“Parto dal secondo quesito. L’obiettivo che mi sono preposto sin dalla mia candidatura, e che i colleghi hanno accolto eleggendomi, è quello di premere l’acceleratore sulla nostra capacità di proporre. L’emergenza, che da anni è diventata per l’università quotidiana amministrazione, ci ha sempre costretto a reagire. A rispondere. A tamponare ove possibile. E’ chiaro che dovremo continuare a farlo. Ma è mia intenzione restituire alla comunità accademica anche la sua missione storica. Quella di avanguardia che propone alla società e ai suoi Governi nuovi quesiti e soluzioni possibili. In fin dei conti è ciò che fa ogni buon ricercatore. Si pone le domande che anche altri si sono posti e cerca soluzioni innovative.

Non a caso il mio mandato inizia con richieste precise, che hanno un impegno finanziario modesto ma un obiettivo strategico chiaro: premiare il merito e puntare sui giovani.

Per non finire nella pericolosa situazione che sta vivendo in questi giorni la Grecia, infatti, è necessario intervenite tempestivamente. Si parla spesso di Europa e di competitività, per questo non dobbiamo dimenticare che l’Europa è nata con le sue Università e non esiste una nuova Europa senza le Università. Allo stesso modo l’Europa oggi affronta uno scenario competitivo inedito. In quest’ottica due cose sono urgenti.

Ricerca

Ricerca

In primo luogo servono subito 100 milioni ai migliori nella valutazione della ricerca, una motivazione per chi ha affrontato positivamente la sfida del merito.

Altrimenti il taglio ereditato nei bilanci dell’Università per il 2013, pari a quasi 400 milioni (il 4,5% in meno rispetto al 2012), impedirà di premiare chi si è comportato meglio, rendendo inutile l’immenso lavoro di Atenei e ANVUR.

In secondo luogo è indispensabile un piano per i giovani ricercatori che ne arresti l’emorragia, altrimenti ogni richiamo alla crescita risulterà vano. I dati ci dicono che abbiamo 4 addetti alla ricerca ogni 1000 occupati. La Francia ne ha 9. Germania e Regno Unito 8. Persino la Spagna 7. Solo per passare da 4 a 5 avremmo bisogno di 20.000 ricercatori.

Università e Laureati

Università e Laureati

Ma, come già accennato, la CRUI non intende fermarsi a questo. Nelle prossime settimane presenteremo al Governo un pacchetto di proposte su 4 punti per noi vitali: Autonomia, Semplificazione, Competitività, Modello di finanziamento delle Università. Vogliamo Atenei forti, competitivi e al servizio del Paese e dei giovani.

E’ solo dall’Università che può ripartire l’ascensore sociale che sta alla base del benessere e della prosperità diffuse.

E vengo al secondo quesito. Cosa penso dell’Università italiana? Intanto che lo sforzo che ho visto negli ultimi anni per rispondere alle sfide e ai disagi delle minori risorse è stato enorme, al Nord come al Sud. E poi che, fatti i compiti a casa, dobbiamo comunicare al meglio con la società, parlare al Paese smentendo i luoghi comuni, rigirandoli contro chi li usa per il gusto un po’ provinciale di trovare capri espiatori. Per farla breve, penso che qualche volta dovremmo ricordarci della massima di Pippo. Sì, ha capito bene, quello dei fumetti. “Una salita, vista da un’altra angolazione, è pur sempre una discesa”. E basta guardare diversamente alla cosiddetta fuga di cervelli per capire il valore della nostra Università. Se all’estero i nostri giovani sono così apprezzati, e finiscono spesso ad occupare ruoli di prestigio, vorrà pur dire che le nostre Università li hanno ben preparati?”.

In collaborazione con Antonio Migliorino

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