Dove studiare medicina all’estero: atenei senza test e numero chiuso

Redazione Controcampus 7 Ottobre 2013

Ecco dove studiare medicina all'estero: corsi di laurea e università senza test e numero chiuso.

Sono sempre di più gli studenti italiani che provano ad indossare il camice fuori dallo Stivale, iscrivendosi ai corsi di medicina all’estero, senza passare per la roulette russa dei test d’ingresso.

L’eldorado dei nostri camici in fuga? Senz’altrol’Est Europeo.

Virtù dell’Europa unificata: più di 600 studenti italiani alla privata Vasile Goldis di Arad, una cinquantina alla Statale di Timisoara.

Un altro migliaio sparsi nella vicina Romania, tra Iasi e Bucarest, tra Cluj e Costanza ecc.

Tutti atenei che si fanno preferire non solo per la migliore agilità dell’ingresso (niente test d’ingresso né numero chiuso).

Ma anche per il rapporto studente/docente più favorevole che non in Italia, per la cultura della “pratica” più consistente ed assidua rispetto agli atenei nazionali, che continuano invece ad insistere su una formazione teorica, classicista, più nozionistica che empirica, per le chance lavorative più ampie e, non ultimo, lo studio e l’esercizio della lingua inglese negli ambienti di studio, spesso assente nelle facoltà di medicina italiane. Di questi una metà sarà medico, l’altra studia, invece, per diventare odontoiatri. In rapido aumento anche infermieri e veterinari.

Ma dove studiare medicina? Non tutti i paesi dell’UE limitano, infatti, l’accesso a medicina. In Austria ad es. non esiste il numero chiuso. In altri paesi, invece, il test si effettua dopo il primo anno. Come in Francia. Qui il test d’ingresso qui non esiste. Dopo il primo anno, però, gli studenti vengono sottoposti ad un esame di sbarramento molto duro che si può tentare di superare solo per due anni). Criteri fortemente selettivi anche in Germania dove il voto di diploma affianca un test, dicono, particolarmente proibitivo. In Inghilterra, invece, si richiede una lettera di referenza scritta da un insegnante, una nota autobiografica che illustri personal statement, motivazioni e un curriculum in cui, ad esempio, conta molto il volontariato, meglio se in prima linea, in Asia o in Africa.

Dove studiare medicina all’estero senza test: dove e come studiare, vantaggi e svantaggi

Ecco allora che laurearsi all’estero finisce per assumere agli occhi dei tanti delusi del post- test d’ingresso i contorni dell’ancora di salvezza a lungo sospirata. Spagna, Romania, Bulgaria, Albania ecc. Non si contano più le università estere che, complice un’accurata e persuasiva diffusione pubblicitaria,  offrono agli espatriandi del camice bianco una vasta gamma di corsi di laurea ad accesso libero e senza test d’ammissione che in Italia costerebbero fatica e magari rinunce, perché altamente scoraggiati.

Quale università scegliere? Dove studiare medicina all’estero e come scegliere il migliore o più facile ateneo?

A livello compativo, allora, proviamo a osservare più da vicino come avviene la selezione all’ingresso per i corsi della facoltà di medicina in questi paradisi della “medicina senza barriere”, soffermandoci soprattutto sui costi di iscrizione prima di decidere dove studiare medicina.

Ma dove studiare medicina all’estero? Proviamo, cioè, a disegnare la mappa dei Stati UE dove medicina è meno “amara”.

Tra le nazioni più “gettonate” da scegliere per decidere dove studiare medicina senza test d’ingresso perde terreno la Spagna, la grande meta storica dei transfughi dell’università italiana. Se in Italia, infatti, solo un candidato su 8 candidati supera la lotteria dei test ed entra a medicina, in Spagna ci riesce l’84 per cento degli aspiranti senza bisogno di test. Bastano i titoli, in particolare la votazione ottenuta all’esame di maturità. Le facoltà di medicina iberiche non prevedono alcun numero chiuso.

Rimane tuttavia una modalità di sbarramento alternativa: per accedere all’ambito corso di laurea il candidato deve innanzitutto raggiungere un livello di conoscenza della lingua spagnola pari al B2 e, successivamente, superare i test di accesso, basati su materie come biologia e chimica e non sui fantomatici test psico-attitudinali tipici del Belpaese.

Nelle sedi spagnole pur non esistendo alcun accesso a numero limitato, permane per gli aspiranti camici l’obbligo di presentare non solo il diploma di maturità con voto finale ma anche le votazioni curriculari degli ultimi tre anni di scuola superiore.

Solo al termine di tale procedura il candidato otterrà una votazione preliminare, cui sarà poi sommato il punteggio conseguito ai test di ammissione. Il candidato viene quindi collocato in una graduatoria nazionale, dalla quale, sulla base del punteggio ottenuto potrà accedere al corso di studi. Segue infine un colloquio finale, testo ad accertare la preparazione e motivazione complessiva dell’aspirante matricola.

In generale le rette di iscrizione alla facoltà di medicina e chirurgia per le università statali spagnole oscillano grossomodo intorno ai 1.500 euro al mese, per una spesa complessiva di circa 90.000 euro per un corso di 5 anni.

Attivissimo il mercato delle Università private. Tra di esse segnaliamo quella di Madrid (Università europea di Madrid e Università Alfonso X el Sabio),  Barcellona (Università Autonoma di Barcellona) , Valencia e Navarra. Qui i costi partono da un minimo di 750 fino ad una massimo di 1400-1500 al mese per 10 mesi l’anno. Anche il Belgio offre qualche spiraglio, dovuto soprattutto a test più abbordabili. Unico ostacolo: la conoscenza della lingua francese, basilare per affrontare gli esami di accesso nelle università valloni.

Dove studiare medicina all’estero e quanto costa: dai 400 a 800 euro

Spesa complessiva: 9000 euro annui e tasse di immatricolazione che svariano dai 400 agli 800 euro.

Altre volte la soluzione è dietro l’angolo. Parliamo della vicina Svizzera divenuta anch’essa meta di pellegrinaggio per vaste schiere di aspiranti medici. Qui l’opportunità si chiama Medical University of Sofia (MUS), che ha attivato per l’Associazione Interuniversitaria Europea (AIEU) presso il vicinissimo polo di Chiasso (al confine con la provincia di Como) il primo biennio di medicina in lingua inglese. Il corso si svolge completamente in lingua inglese, dura 6 anni ed essendo una laurea europea è riconosciuta in tutta Europa. Il corso di laurea in medicina è senza test di ammissione, mentre per l’accesso è necessario seguire un corso preparatorio (organizzato da CEPU International).su materie scientifiche, lingua inglese e linguaggio medico in inglese. Alla fine del corso è prevista una prova in inglese per certificare il possesso dei requisiti richiesti. Possibilità reale, ma cara: 50500 euro per l’iscrizione (ivi inclusi i costi di formazione da corrispondere al Cepu).

Bassi costi d’iscrizione e  facilità d’ingresso sono, invece, la ricetta del successo delle università ungheresi, ceche e slovacche che  sempre più spesso offrono corsi di medicina di grande attrattiva. Anche qui niente numero chiuso e test di ammissione più abbordabili. Oltre agli atenei spagnoli, tra le mete di questa momentanea fuga dei cervelli figurano anche università bulgare (Medical University Sofia ed Università Carol Davila di Bucarest), ungheresi (Università di Debrecen), ceche (Charles University Praga). 

All’origine del fenomeno troviamo varie ragioni, compresa la crescente reputazione che stanno acquisendo i diplomi di laurea conseguiti presso le università dell’Europa dell’est. Ma a contribuire sono anche altri fattori, non ultimo il fatto che le tasse universitarie in questi paesi non sono alte come nelle migliori facoltà occidentali e non è così difficile essere ammessi. Il tutto per una spesa media di 8000 euro annui  studente da corrispondere come tasse di immatricolazione.

Romania e altre città: dove studiare medicina e quando conviene

Ma oggi per decidere dove studiare medicina all’estero, si impiega poco tempo, la mecca è il Paese di Dracula. Timisoara in Romania è un nome che gli aspiranti medici conoscono benissimo. Gli atenei romeni, costituiscono una vera e propria “terra promessa” per il novello studente in medicina, in quanto a differenza degli atenei italiani  non prevedono alcun numero programmato, ponendo la possibilità per chiunque volesse studiare medicina di farlo liberamente senza alcun limite legale.

L’Università Statale di Timisoara prepara ogni anno un numero sempre meno esiguo di nostri connazionali, generalmente alla professione medica. Ma non c’è solo Timisoara. Sono oltre 600 gli studenti italiani iscritti alla privata Vasile Goldis di Arad, la più amata dai ragazzi italiani, mentre oltre un migliaio sono sparsi tra Oradea, Iasi, Bucarest, Cluj e Costanza, dove il test non è previsto.

Test d’ingresso blandi, consulenza linguistica, basso costo della vita. In più la Romania è uno Stato membro dell’Unione Europea, il che significa “titolo europeo”, quindi valido anche in Italia.. Oltre ai bassi costi di iscrizione le università romene, e in particolare Odontoiatria e Medicina, offrono notevoli vantaggi rispetto alle paritetiche italiane: non ci sono test d’ammissione, esistono corsi non solo in romeno ma anche in inglese e francese e inoltre è più facile iniziare il praticantato presso gli ospedali pubblici. In sei anni si torna in Italia con una laurea valida in tutta Europa e pronti per lavorare.

Dove studiare medicina all’estero e quanto costa?  Le tasse si aggirano attorno ai 4 mila euro ogni anno, che, sommati alle spese di vitto, alloggio e trasferimenti possono lievitare fino a raggiungere i 14 mila euro annui. 

La situazione più interessante resta però quella dell’Albania, ormai divenuta una vera e propria colonia accademica italiana. A Tirana sono due le università private che dispensano titoli di tutti i tipi: l’Università Cattolica Nostra Signora del Buon Consiglio, dove studiare medicina, farmacia, scienze economiche e politiche e l’università Kristal – quella agli “onori” della cronaca dopo la laurea conseguita oltreconfine dal “Trota” Renzo Bossi – con percorsi in medicina, legge, economia e scienze politiche. La seconda in particolare rilascia titoli di laurea in Medicina firmati dall’UniZkm e dall’università di Roma Tor Vergata, e titoli in Farmacia firmati da UniZkm e dall’Università di Milano.

La doppia attestazione evita qualsiasi trafila burocratica di riconoscimento. Per chi ha soldi da spendere e volesse iscriversi c’è tempo fino ai primi di ottobre (i test si svolgeranno fra il 10 e il 16 ottobre, l’ateneo ha già pubblicato il bando per i posti riservati agli studenti provenienti dll’UE).

La prova di selezione consiste in un test basato, scrive il documento ufficiale, “su domande in Italiano per valutare le conoscienze dei concorrenti nelle materie scientifiche” che vale per i due terzi della prova; per il restante terzo, invece, è pienamente operativo un bonus maturità in versione potenziata, che vale per un terzo del voto di ammissione (fino a 30 punti). La nota dolente riguarda semmai i costi: l’importo complessivo delle rette annuali medio è di 7000 euro a studente.

Fa caso a sé, invece, l’Austria, che già da molti anni accoglie ondate di studenti  che scappano dal “numero chiuso”. Fino al 2006 iscriversi alle facoltà di medicina austriache non prevedeva alcun un test d’ammissione .

Dove studiare medicina all'estero

Dove studiare medicina all’estero

Il numero chiuso a medicina è stato imposto dalla Corte di Giustizia Europea in quanto ritenuto necessario dal diritto europeo. I test, insomma, ci sono, ma parrebbero essere più blandi e quindi abbordabili. Le università di Medicina di Innsbruck e Vienna hanno deliberato di regolamentare l’accesso ai corsi di Medicina e di Odontoiatria mettendo a disposizione un determinato numero di posti, ai quali gli interessati accedono tramite un test attitudinale (EMS), comune ad entrambi le università. Qui frequentare Medicina costa intorno ai 6000 mila euro annui per studente.

In collaborazione con Matteo Napoli

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto