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16 ottobre 2013

Studenti Italiani: secondo l’OCSE tra gli studenti più ignoranti d’Europa

Capitale umano inadatto

Si leggono dati sconfortanti sulla preparazione degli studenti italiani: a quanto pare siamo gli ultimi in Europa sia nella matematica, sia nelle lettere. 

Studenti Italiani

Studenti Italiani

E’ una notizia preoccupante quella sulla preparazione degli studenti italiani.

Non è tanto la denuncia della mancanza di cultura generale degli studenti, quanto un segnale d’allarme per una sorta di collasso logico, per la disgregazione di quelle capacità connettive che sono alla base di ogni processo culturale.

I dati, arrivati da un’indagine promossa dall’Ocse e realizzata per l’Italia dall’Isfol sono desolanti: gli studenti italiani, in una scala che va da zero a 500, nelle abilità alfabetiche fondamentali per vivere e lavorare, riescono a raggiungere un punteggio pari solo a 250, contro una media Ocse di 273, capitanata da Paesi come il Giappone e la Finlandia.

La situazione peggiora scendendo tra gli studenti del Mezzogiorno e il confronto internazionale diventa più duro se si analizzano le competenze degli studenti laureati. Infatti l’Isfol evidenzia come «il deficit del nostro Paese è più accentuato per i livelli di istruzione più avanzati». Tra l’altro nella Penisola il 70 per cento degli italiani non sarebbe in grado di leggere un testo mediamente complesso o affrontare operazioni aritmetiche. E per i Neet, i giovani che nè studiano nè lavorano, la quota è pari ad appena il 5%. E’ chiaro che non si può generalizzare, ci sono sempre adolescenti geniali capaci di risolvere un problema in dieci secondi, però la maggioranza annaspa nella fanghiglia. A chi la colpa di tutto ciò?

Il problema degli studenti, oltre alla scuola, è anche degli adulti. La stragrande maggioranza degli studenti italiani, infatti, dopo le scuole smettono di leggere (7 su 10 dichiarano di non aver letto nemmeno un libro nell’ultimo anno), di studiare ed informarsi; anche i dirigenti o i manager laureati smettono di istruirsi e di leggere, colpa della mentalità diffusa che la cultura sia costosa e senza benefici pratici.

Pubblicitari, stilisti, estetisti, manipolatori dell’immaginario collettivo, spacciatori di false promesse, venditori di un futuro impossibile, agenti senza scrupoli del consumismo universale, comici da due soldi, programmatori televisivi, politici ladri, speculatori, mafiosi sanguisughe della società: ecco qual è la classe dirigente che fa d’esempio ai piccoli studenti italiani che si siedono tra i banchi di scuola, la stessa classe dirigente che ci ha portato ad essere spaesati, poveri di cultura, senza pensiero critico e senza un capacità di parola adeguata per confrontarci con il resto del mondo.

Suania Acampa

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