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10 novembre 2013

Crisi degli studi umanistici oggi: il lavoro degli studi umanistici e le sue opportunità

Come Studiare

La moria degli studi umanistici colpisce anche il nostro bel paese con un calo del 28,7 %  di iscrizioni, registrato nel 2013.

Studi Umanistici

Studi Umanistici

Calo degli iscritti agli studi umanistici. In una situazione di crisi cardiaca, dovuta al tracollo finanziario le cui cause sono da ricercarsi nelle fragilità sistemiche strutturali, “cattive abitudini” date sempre più per scontate, tendenza all’esagerazione e stress eccessivi.

Sono sempre troppi gli studenti che salutano le facoltà umanistiche abbandonando le aule universitarie di Lettere e filosofia, ma soprattutto di sociologia. Con Immatricolazioni calanti e cattedre ridotte al minimo, gli studi umanistici non sembrano più in grado di difendere il “proprio spazio” in un momento in cui di spazio ce n’è davvero poco per tutti.

Oggi i giovani studiano per circa vent’anni della loro vita terminando i loro studi sempre più tardi al fine di essere maggiormente competitivi sul mercato del lavoro ed ottenere il cosiddetto “pezzo di carta” che poi difficilmente hanno la possibilità di servirsene per aggiudicarsi il loro giusto posto nel mondo del lavoro. Le lauree in studi umanistici, infatti, non sono più in grado di assicurare “ il traguardo del pubblico impiego” laddove i vincitori dei concorsi, nel campo della pubblica istruzione, dovranno attendere anni in graduatoria prima di poter ricoprire concretamente il ruolo di insegnante.

Gli studi umanistici creano fabbriche di disoccupati. Non c’è dunque da meravigliarsi se le iscrizioni alle facoltà umanistiche, trasformatesi in vere e proprie fabbriche di disoccupati e in quel fragile terreno su cui è rischioso incamminarsi, stanno subendo un drastico calo favorendo un’ impennata della percentuale di iscritti alle facoltà scientifiche che, al momento, sembrano offrire maggiori sbocchi lavorativi.

Calo di iscrizioni anche nei licei classici, perché collegati gli studi umanistici

Persino gli studenti adolescenti avvertono la crisi di sconforto e di scoraggiamento vissuta dagli studi umanistici a tal punto da preferire non iscriversi al liceo classico, considerato un tempo come il migliore istituto, decidendo di frequentare istituti tecnici e professionali che offrono maggiori sbocchi lavorativi.

E così il liceo classico sta perdendo irrimediabilmente colpi su colpi con studenti che mostrano una scarsa elasticità mentale e nessun entusiasmo nello studiare il greco antico che, se appreso correttamente, potrebbe rivelarsi un vero e proprio corso di meccanica del pensiero garantendo loro la possibilità di poter sviluppare capacità ed acquisire competenze atte al superamento di qualunque sfida o esame la vita possa loro porre dinanzi ( un esame universitario complesso, un lavoro difficile, studiare ed imparare nuove lingue).

D’ altro lato ci ritroviamo dinanzi a docenti di cattedra senza brillanti prospettive e che mirano esclusivamente a lavorare poco, non assumersi nessuna responsabilità, a perseguire avanzamenti di carriera con conseguente aumento dello stipendio, godersi un bel periodo di vacanze ( estive, natalizie e pasquali )senza batticuore e con stipendio e pensione assicurati.

I motivi del disinteresse per gli studi umanistici sono imputabili, quindi,  non solo allo sconforto e allo scoraggiamento che pervade centinaia di studenti, ma soprattutto all’inadeguatezza di alcuni docenti rivelatisi dei burocrati frustrati che si limitano all’intellettualismo da cattedra piuttosto che porsi come obiettivo centrale quello di intervenire nell’ambito dell’educazione e della promozione culturale a partire dall’introdurre i giovani alla lettura in modo adeguato concentrando l’attenzione sulla scoperta del mondo dell’autore prossimo a quello del lettore e con esso comunicante.

L’opera letteraria di altri nasconde e può rivelare un mondo analogo a quello del lettore. Nasce in quel momento lo stimolo vero e proprio alla scoperta letteraria. Non esiste avventura più affascinante che scoprire a poco a poco, addentrandosi nell’opera, le “chiavi” attraverso le quali l’autore può essere interpretato e il suo mondo svelato. Un mondo fatto, proprio come il nostro, di immagini che testimoniano pensieri.

Uscire dalla crisi degli studi umanistici. Come? La sfida è di favorire la formazione degli studenti all’impegno civico, all’apprendimento di modalità e degli strumenti di lavoro di gruppo finalizzato all’acquisizione di capacità pratiche e di lettura della realtà, capacità atte alla realizzazione di attività progettuali e successivamente all’inserimento attivo nel mondo del lavoro, ma soprattutto favorire la crescita individuale degli studenti con conseguente sviluppo di autostima e capacità di confronto attraverso l’integrazione.

E così sia docenti che studenti dovrebbero rendersi utili nell’aiutare concretamente gli altri mettendo a disposizione le conoscenze acquisite, condividendo le informazioni in proprio possesso e contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro Paese.

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