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5 novembre 2013

Decreto Scuola 2013: Dl Istruzione approvato alla Camera, Senato entro l’11 novembre

Roberto Speranza

Il decreto scuola 2013 approvato alla Camera, approda al Senato chiamato a decidere l’11 novembre, ecco le reazioni della politica al decreto scuola e Istruzione.

Dopo anni di tanti tagli finalmente si ricomincia a investire e c’è una forte spinta da parte del Parlamento perché s’investa di più” dichiara soddisfatta il ministro Maria Chiara Carrozza, dopo l’approvazione alla Camera del Decreto Scuola. Ora, dunque, la decisione finale spetterà solo al Senato, chiamato a decretare il successo o il demerito del Decreto Scuola il giorno 11 novembre.

Vari i provvedimenti del decreto scuola approvati dalla Camera e che in questi giorno il Senato vaglierà punto per punto, per capirne l’effettiva necessità oltre che efficacia d’impatto sul sistema scolastico tutto.

In dettaglio, il Decreto Scuola 2013 approvato dalla Camera:

  • 1. il piano triennale 2014-2016 per l’assunzione a tempo indeterminato del personale della scuola
  • 2. la ri-determinazione della dotazione organica dei docenti di sostegno
  • 3. Il bonus maturità per l’accesso in soprannumero per chi ha sostenuto i test di ammissione lo scorso settembre
  • 4. gli interventi diretti sul personale scolastico e dirigenti
  • 5. i provvedimenti per la gestione del risparmi per l’acquisto dei libri di testo
  • 6. l’introduzione di agevolazioni per la digitalizzazione del materiale didattico
  • 7. più welfare studentesco: borse per trasporti e mensa, accesso al wireless a scuola.
  • 8. più interventi contro la dispersione scolastica
  • 9. la formazione in continuo per i docenti
  • 10. la formazione artistica, musicale e coreutica nei programmi
  • 11. più geografia, economia e inglese (già dalla scuola dell’infanzia)
  • 12. l’introduzione del divieto di fumo anche nelle aree all’aperto e luoghi di pertinenza della scuola

I numeri alla Camera sul Decreto Scuola 2013: A votare 202 deputati, 195 favorevoli al decreto 7 contrari

La voce dei Partiti sul Decreto Scuola 2013: da Roberto Speranza a Elena Centemero

Roberto Speranza (PD) sul decreto scuola: “Finalmente nella scuola italiana c’è il segno più. Non si toglie ma si mette: oltre 400 milioni di euro che rappresentano un importante cambio di passo.

L’approvazione del decreto istruzione segna finalmente una netta inversione di tendenza rispetto ai pesanti tagli subiti negli anni scorsi. Torniamo ad investire su un settore fondamentale per guardare al futuro con maggiore fiducia”.

Scelta Civica: “Abbiamo contribuito ad orientarlo verso la qualità rispetto alla quantità”.

Elena Centemero (PDL) sul decreto scuola: “Il Pdl ha votato per senso di responsabilità il Dl 104, un provvedimento che non ci convince fino in fondo, anche sul fronte delle coperture finanziarie, ma che contiene molte nostre importanti battaglie, come quella sull’ammissione in soprannumero degli studenti universitari penalizzati dall’eliminazione in corsa del bonus maturità, lo status di studente in alternanza, il rafforzamento di tirocinio, stage e apprendistato di alta formazione e la graduale introduzione del ruolo unico per i docenti di sostegno”.

A sottolineare, invece, i fattori critici di “insuccesso” del decreto scuola, l’associazione professionale sindacale di docenti e ricercatori (ANIEF), che dichiara “La Camera dei Deputati delude le aspettative del personale precario della scuola”. sull’assunzione dei precari, così lamenta, affermando che “alla scarsità di posti vacanti e disponibili, visto che sarebbero quasi il doppio quelli che si sarebbero dovuti accordare, si è aggiunta oggi la grave decisione di non accompagnare il provvedimento con un’adeguata copertura finanziaria. Al contrario di quanto accadde l’ultima volta, nel 2006, a tutti i docenti che verranno assunti nel triennio 2014-2016, si chiede di rimanere fermi allo stipendio base, senza progressioni di carriera, equiparando per ben 8 anni consecutivi la loro busta paga a quella dei precari”. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, non ci sono dubbi: “Un ricatto e uno sfruttamento lavorativo”.

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