Test Medicina 2015: date prove accesso e news Miur Test Medicina 2015

Redazione Controcampus 13 Gennaio 2015

Come andrà per il test medicina 2015? Quali sono le news Miur Test Medicina  e per le facoltà a numero chiuso? Quali sono gli interventi del Miur sul test medicina 2015? Intervista al Movimento 5 StelleRiforma ultimata solo nel 2016 e Test Medicina 2015 ad Ottobre 2015 (ancora da stabilire le date degli atenei).

Resta il numero chiuso (ce lo impone l’Europa).

Niente abolizione, ma probabile stop per le domande di logica e cultura generale. Il Ministro Giannini: bisogna ripensare la filiera formativa dei futuri medici: dall’accesso al corso di studi all’ingresso in corsia. Tre le mosse in programma:  orientamento (con corsi di preparazione al test in tutti gli atenei), rivisitazione delle modalità di accesso al corso di studi e più copertura per le borse di studio indispensabili per l’accesso alle scuole di specializzazione medica. Marcia indietro sul “modello francese”: si va verso il rinvio.

Dopo il “caos specializzazioni mediche” e l’immancabile pioggia di ricorsi post test di ingresso, comincia a prendere forma l’attesa riforma del Test Medicina.  Cresce intanto il fermento degli studenti. Quali sono le novità in agenda? Come cambia la filiera formativa? E, soprattutto, quando arrivano le relative regole? Dal Miur i primi, importantissimi chiarimenti in merito al nuovo meccanismo selettivo. Deadline ancora da definire. Pronto il rilancio di Viale Trastevere: la riforma sarà pronta entro il 2015 così da esser finalmente operativa l’anno successivo. Riforma “al microscopio” nella lettura dell’On. Francesco D’Uva (M5S).

News Miur Test Medicina: le principali novità, date e abolizione test ingresso

Giorni intensi per il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini che, insieme a suoi tecnici, sta lavorando alla proposta di riforma del Test Medicina 2015 avanzata nelle scorse settimane dal Pd. Un restyling globale che promette di cambiare definitivamente pelle al quizzone più chiacchierato e controverso dell’università italiana. Sarà, sempre stando alle parole della titolare di Viale Trastevere, un sistema più aperto, che consentirà di monitorare gli aspiranti medici lungo tutto il primo anno di corso per poi selezionale secondo il fabbisogno dopo 12 mesi, tramite una prova conclusiva nazionale. Accantonata, quindi, l’ipotesi modello francese. Si cambia musica. Un atto doveroso, di responsabilità, ribadisce il Ministro, che va dritto al cuore della questione: “Ogni anno selezioniamo un numero limitato di giovani con una prova circoscritta, li facciamo formare in un percorso lungo, complesso e costoso”. E dopo oltre sei/sette anni diciamo alla metà di questi laureati che per loro non c’è posto.”

E i segnali di questi giorni (per alcuni confusi per altri meno) sembrerebbero confermare questa accelerazione. Molti i punti al centro del dibattito, dei quali alcuni, con tutta probabilità, andranno a comporre la versione definitiva della riforma. Scopriamo quali.

Date e news Miur Test Medicina: ipotesi del doppio quiz

Cambiano, tanto per cominciare, le tempistiche. Non a Settembre né ad Aprile. Il Test medicina 2015 si terrà ad Ottobre. Nel dettaglio, la proposta allo studio del Miur dovrebbe prevedere un doppio quiz,con un intervallo di due settimane tra una prova e l’altra. Per la valutazione si terrebbe conto solo della prova migliore. Una misura pensata per compensare le incognite della prova secca (limitando il fattore “fortuna” per premiare i più meritevoli) e ridurre al minimo l’impatto dei contenziosi che ogni anno riscrivono l’accesso a son di sentenze e di iscrizioni soprannumerarie. Ricordiamo, infatti, che solo quest’’anno il quizzone ha prodotto qualcosa come 6mila immatricolati “con riserva”, vale a dire oltre il 60% dei 10mila posti inizialmente previsti a bando.

Ipotesi, quella delle due prove, che rischia, di trovare impreparati studenti ed atenei e che, probabilmente, farà slittare la decisione a tempi più “propizi”. Per tutte le altre facoltà a numero programmato nazionale  –  Veterinaria, Architettura, Scienze della formazione e Professioni sanitarie) per il momento, nessun cambiamento in vista. Idem per le altre facoltà dell’ambito medico-scientifico: Biologia, Farmacia, Biotecnologie, sebbene in una prima versione sarebbero rientrate nella proposta di riforma alla francese, poi osteggiata dai rettori, e finita (per il momento) in soffitta.

Corsi preparazione quizzone e test medicina 2015 manuali consigliati

Non finisce qui. Per elasticizzare il tutto, infatti, nei mesi estivi (altra novità assoluta) gli atenei saranno probabilmente tenuti ad organizzare corsi di preparazione al Test Medicina 2015. Gratis oppure a prezzi di assoluto vantaggio, vale a dire decisamente inferiori rispetto a quelli prospettati dalle società private (i cui listini oscillano mediamente da un minimo di 3-4mila fino ad una massimo di 10 per l’intera preparazione). Un’ipotesi decisamente percorribile, ai detta dei proponenti, soprattutto se si considera che sono molte le università che, in questi ultimi anni, si sono dotate di strutture ad hoc, destinate appunto ad accogliere gli studenti in ingresso e seguirli nella preparazione ai test di accesso alle facoltà a numero chiuso. Un modo insomma per rispondere all’annosa protesta di quanti lamentano l’esosità di un Test che, così com’è configurato oggi, sembra poter costituire un’opportunità reale solo per chi ha il portafogli dalla sua. In questo senso, per garantire a tutti i candidati condizioni di partenza il più possibile paritarie, al Miur si starebbe pensando anche all’eventualità di è di fornire in anticipo agli aspiranti medici una bibliografia di testi consigliati su cui improntare la propria preparazione.

Domande del test medicina 2015: cultura generale, logica e Inglese

Ma le note più liete potrebbero arrivare dal fronte domande. A fronte di tanti cambiamenti, quali saranno le materie oggetto del Test medicina 2015? Come cambia il quiz?  Abbiamo appena parlato di una dotazione standard di manuali e test forniti urbi et orbi dal Miur. Ebbene, con tutta probabilità, le domande del prossimo Test Medicina 2015 dovrebbero dunque ruotare intorno agli argomenti contenuti nella bibliografia consigliata. Sicura la “permanenza” di Fisica, Matematica, Biologia e Chimica. Più incerto, invece, il destino per “cultura generale” e logica, che sembrano anzi avviate verso un’esclusione definitiva. In compenso il nuovo test medicina 2015 potrebbe parlare inglese: il quiz insomma dovrebbe contenere domande di Inglese, delle quali tuttavia restano ancora da definire numerosità e peso.

Ma, al di là delle indiscrezioni e dei proclami più o meno entusiastici delle ultime ore, la domanda cui tutti attendono risposta è: quali sono, ad oggi, i punti di forza e le debolezze dell’attesa riforma del Test Medicina 2015?

Come evitare che un test a crocette, somministrato a 18, anni possa discriminare (forse irreversibilmente) tra un cattivo medico e un futuro Dr. House? Le nuove regole permetteranno davvero di centrare gli obiettivi dichiarati, vale a dire maggiore attendibilità, merito ed equità? Cosa devono aspettarsi gli aspiranti camici?

Lo abbiamo chiesto all’On. Francesco D’Uva (M5S), componente della  VII Commissione parlamentare Cultura, Scienze ed Istruzione, da sempre attivissimo sulla questione.

On. D’Uva, anno nuovo, vecchie diatribe: parliamo dell’annunciata riforma del Test Medicina 2015. Gli studenti puntano i piedi chiedendo risposte definitive, ma i chiarimenti circa l’attesa riforma della selezione per medici ed odontoiatri continuano ad apparire quantomeno “timidi”. L’unico dato certo è che non si tratterà di un’eliminazione del numero chiuso, quanto piuttosto di una rivisitazione del meccanismo selettivo. Qual è la Sua opinione in merito a questa chiacchierata riforma? Sappiamo, infatti, che proprio in questi giorni Lei si prepara a depositare una proposta di legge in proposito. Può parlarcene brevemente?

“La proposta di legge che abbiamo depositato è stata frutto di discussione sul Portale LEX del MoVimento 5 Stelle già da marzo 2014 al fine di presentare un testo più condiviso possibile, quindi ben prima che il Ministro Giannini si candidasse alle elezioni europee e facesse di questa proposta un suo personale cavallo di battaglia (addirittura sui giornali si parlava di abolizione del test). Nella nostra pdl si chiede:

  • l’introduzione del metodo francese (test d’ingresso alla fine del primo anno accademico);
  • designazione dei posti in base al fabbisogno nazionale (aumento del numero di posti disponibili);
  • numero di borse per le scuole di specializzazione di area sanitaria pari al numero di laureati in medicina nello stesso anno (diritto alla specializzazione).”

Non sarà, insomma, un addio al numero programmato, ma al test medicina così come lo conosciamo. Si andrà, con tutta probabilità, verso l’adozione del cosiddetto “modello francese”, anche se non subito (scadenza rinviata al 2016, pare). Un modello “corretto all’italiana”, che tuttavia non eliminerà il numero chiuso. Immatricolazione aperta a tutti e selezione basata sugli esami sostenuti e sul merito dello studente dopo il primo anno, con le università che probabilmente godranno di un’autonomia maggiore rispetto agli standard di valutazione. È la strada giusta?

Ad oggi non sappiamo cosa voglia fare esattamente il Ministro e soprattutto come voglia adottare il modello francese in Italia. Tale modello credo possa essere davvero la strada giusta per rendere più meritocratico il sistema d’accesso ai corsi di laurea di area sanitaria perché permetterebbe di avere dei test basati sulle nozioni imparate durante l’anno universitario (evitando le celebri domande sulla grattachecca e sui mariti di Liz Taylor), perché riuscirebbe a mettere sullo stesso piano gli studenti provenienti da ogni tipo di istituto superiore e senza causare disparità tra chi si può permettere un corso di preparazione ai test e chi invece non se lo può permettere.”

Rispetto alla proposta attualmente allo studio del Miur, va però registrato lo scetticismo e, in molti casi, la ferma opposizione degli studenti. Allo spostamento in avanti del Test Medicina 2015 si accompagnerà infatti una selezione più dura, lamentano le rappresentanze studentesche, insistendo sull’ineluttabilità di un’abolizione definitiva del test medicina. Il numero chiuso, infatti, non viene eliminato ma solo posticipato, con la selezione che interviene precisamente alla fine del primo anno di corso. Tagliola solo rimandata insomma. Si tratta, secondo Lei, di una protesta fondata? Quali correttivi andrebbero pensati per riformare un test da sempre al centro di contestazioni annosissime e scandali, non ultimo la nota vicenda del mancato annullamento dei Test per le specializzazioni mediche?

“Credo che qualunque protesta possa trasformarsi in proposta se c’è qualcuno pronto ad ascoltare. Per questo noi crediamo che si debba seguire un iter parlamentare, con audizioni del mondo studentesco e accademico in commissione cultura, ed evitare un’imposizione direttamente dal MIUR. Un tema così delicato merita il supporto di tutti. Ideologicamente anch’io vorrei l’abolizione del numero chiuso, poi penso però che non sarebbe comunque possibile garantire a tutti i laureati di specializzarsi quindi risolveremmo un problema per crearne un altro. Ma questa è un’opinione su cui sarei felice di confrontarmi.”

Ma le perplessità in merito al Test Medicina 2015 vengono anche dai rettori stessi, che pur dicendosi aperti all’ascolto del ministro, difendono l’impossibilità di operare questo cambiamento radicale in tempi brevi. Servono, insomma, tempistiche più larghe. E le motivazioni appaiono assolutamente ragionevoli. I criteri di accesso devono rimanere, per il bene degli stessi studenti. Il sistema sanitario nazionale ha certi numeri, non è possibile pensare che, rendendo libero l’accesso, poi tutti riescano a trovare un impiego. Come giudica questa posizione?

“Le perplessità sono fondate perché si deve vedere come affrontare l’elevato numero di iscritti al primo anno e come esaminare l’enorme mole di matricole e allo stesso tempo evitare di dare discrezionalità agli esaminatori. Problemi questi risolvibili (lezioni in streaming o in conferenza per il primo ed esami scritti per il secondo) se c’è la volontà politica e il giusto confronto. Una cosa certa è che il sistema d’accesso così com’è non va bene. Le cose possono essere fatte bene, col confronto e la condivisione, o in fretta. Ci auguriamo che il Ministro Giannini opti per fare tutto in condivisione.”

© Riproduzione Riservata
avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto