Test Medicina e Professioni Sanitarie 2015: Ultime News Date e Ricorsi

Redazione Controcampus 6 Marzo 2015

Continuano le polemiche sui Test Medicina e Professioni Sanitarie 2015.

 Ecco quali sono le ultime notizie sulle date del test d’ingresso a professioni sanitarie e sui ricorsi. Intervista all’Avvocato Michele Bonetti

Gli studenti che vogliono effettuare l’iscrizione a medicina e a Professioni Sanitarie 2015 si chiedono quali saranno i metodi di accesso alla facoltà e se è davvero stato abolito il test medicina, hanno ancora le idee poco chiare. 

Stesse sorti per gli studenti di medicina che per le specializzazioni mediche hanno effettuato il ricorso a seguito di quanto accadde nel mese di ottobre con le irregolarità nello svolgimento dei test per le scuole di specializzazione per le professioni sanitarie.

Ma quali sono le news Miur sul test medicina e su Professioni Sanitarie 2015? Come entrare a medicina e a professioni sanitarie? Quali le date dei Test di Medicina 2015, Architettura, Scienze infermieristiche, Veterinaria, Odontoiatria e Protesti Dentaria e alle altre facoltà a numero chiuso per l’anno 2015-2016? Altro tema caldo è i ricorsi per il test medicina e professioni sanitarie, di cui si sta occupando in prima persona l’avvocato Michele Bonetti, che ci ha concesso delle interessanti novità sul ricorso per  i test medicina. Ora vediamo insieme tutte le news sul test medicina e sulle professioni mediche, le date e qual è l’attuale situazione sui ricorsi ai test medicina.

Test Medicina e Professioni Sanitarie 2015: date e news del Miur

A discapito di quanto potevano sperare per gli studenti vicina alla Maturità 2015, il test Professioni Sanitarie 2015 si farà anche quest’anno. Il Miur fa sapere il periodo orientativo in cui i test medicina 2015 si svolgeranno, ovvero nella prima decade di Settembre. Le date esatte sono ancora da definire. Per quanto riguarda i test delle Professioni Sanitarie 2015, anche il quel caso le news Miur comunicano un periodo orientativo che pare sia, appunto, il mese di Settembre 2015.

News Data test medicina e professioni sanitarie

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Le prossime matricole di professioni sanitarie, dunque, dovranno attendere l’annuncio del nuovo bando per l’accesso alla facoltà di Medicina ancora per un po’.

Per quanto riguarda le scuole di Specializzazione Medica il Miur comunica che…

è pronto ed è stato inviato al Consiglio di Stato il nuovo Regolamento per l’accesso alle scuole di Specializzazione in Medicina. Come annunciato in Parlamento, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini ha infatti deciso di semplificare alcuni passaggi del Regolamento per sveltire le procedure di scorrimento delle graduatorie finali.” 

“2 le modifiche rilevanti. Ogni candidato potrà concorrere per un massimo di 3 tipologie di Scuole da indicare in ordine di preferenza. I 70 quesiti parte generale della prova di selezione faranno riferimento alla formazione clinica del percorso di laurea, per improntare le prove a maggiore caratterizzazione pratico-applicativa nella porzione comune dei quiz. 

Il bando per il secondo concorso nazionale di accesso alle Scuole sarà quindi emanato entro il 30 aprile, non appena il Regolamento tornerà dal Consiglio di Stato e dopo aver completato il passaggio alla Presidenza del Consiglio e alla Corte dei Conti. Le prove si svolgeranno entro il 31 luglio”.

Il ricorso al test di medicina e professioni sanitarie per Michele Bonetti

Avvocato Bonetti

Avvocato Bonetti

Non c’è tregua per i ricorsi per il test Professioni Sanitarie 2015. Non sono mancate, infatti, le proteste in merito alle ammissioni in sovrannumero stabilite dal Tar. Questo il primo dei tanti elementi che potrebbero consentire la messa in atto di un maxi ricorso.

E’ ancora possibile, infatti, per chiunque fosse in graduatoria del test medicina e professioni sanitarie fare ancora ricorso. A spiegarci come l’avvocato Michele Bonetti, da sempre in prima linea per la giustizia degli studenti.

Maxi ricorso Specializzazioni Mediche e adesioni, come sta procedendo? Ci può fare una panoramica a 360°?

“Abbiamo avuto moltissime adesioni al maxi ricorso per le Specializzazioni Mediche e, anche per questo “nuovo” numero chiuso, i tantissimi ricorrenti del maxi ricorso sono stati suddivisi in tranches, secondo precisi criteri, al fine di evitare una pronuncia di inammissibilità, spada di Damocle di ogni class action”. – Dice Avvocato Michele Bonetti –

“Abbiamo cominciato le udienze sottoponendo all’esame dei Giudici due ricorsi cosiddetti pilota. – Continua Bonetti – Uno, sull’irregolarità dello scorrimento della graduatoria, è stato accolto e rappresenta l’unica vittoria sulla questione tra tutti i ricorsi pendenti sul territorio nazionale. Per l’altro ricorso, rigettato su problemi formali, siamo al Consiglio di Stato. Il Tar del Lazio, dopo la scomparsa del Presidente Massimo Luciano Calveri, è in attesa dell’arrivo al vertice del neo Presidente Conti che dovrebbe insediarsi il 12 marzo. Si tratta anche quindi di attendere nuove comunicazioni nell’attesa che il Tar stesso riorganizzi i ruoli di udienza e che il Consiglio di Stato si pronunci. Di recente il Miur ha provveduto a comunicare che il prossimo concorso non vedrà l’uso del sistema utilizzato finora. Coloro che, però, hanno fatto quest’ultimo hanno saranno costretti a pagare lo scotto degli errori fatti dal Ministero: molti dottori, infatti, hanno dovuto scegliere anche scuole di specializzazione diverse dalla loro preferenza pur di non perdere il posto; cardiologi che diventano otorini e viceversa. Si sta creando, dunque, una classe dirigente medica sempre più insoddisfatta.”

Non crede che il Ministero non riesca a trovare i soldi in più per le borse dei medici?

“La storia dei numeri e dei soldi è una “bufala”. A bando c’erano 3200 posti in più, dai miei calcoli per sanare tutti i ricorrenti basterebbero 750 borse in più, considerando che molti Dottori sono entrati in sedi e specializzazioni diverse e che dunque le borse già le hanno. Voglio fare un po’ di ironia, se il Ministro della Salute va a visitare la sede della Consulcesi consegnando gli assegni ai “vecchi” medici specializzati per i rimborsi degli anni di specializzazione, vuol dire che le casse del nostro Governo non sono poi così poco floride come si dice…” – Dichiara l’avv Michele Bonetti –

“Nel 2007 ho iniziato a scrivere una raccolta di pensieri, poi confluiti in quello che poi è stato il mio libro “Cepus dei”, che mette in luce la fallacità di un sistema ad imbuto e che invece valorizza un sistema a cilindro che garantisce ai laureati il diritto di specializzarsi e formarsi. Il mio sogno, infatti, è un’Università e un post università aperti, in modo da garantire a tutti i laureati di specializzarsi. Un sistema a cilindro che, con le idee e con le innovazioni che possono partire solo dalla ricerca, generi investimenti e posti di lavoro. Una riforma radicale del sistema con la sanatoria di tutte le posizioni pendenti; un punto a capo per ricominciare, anche senza ricorsi.”

Professioni Sanitarie 2015. Si parlava di abolizione da un bel po’ ma, a quanto pare, il test di ammissione si terrà a settembre. E’ stato solo un fuoco di paglia?

“Ad oggi, i 7200 ricorrenti che hanno ottenuto l’immatricolazione sovrannumeraria a seguito del test medicina frequentano regolarmente i corsi e in questi giorni stanno sostenendo gli esami del I semestre. Aggiungo anche che tantissime sono le mail e gli sms che mi giungono dai ricorrenti che superano gli esami con 30 e lode, 30, 28 e si classificano tra i migliori del corso. Con questo si prova ancora una volta che il numero chiuso non rappresenta una selezione efficace per stabilire chi può o chi non può studiare, chi può e chi non può diventare medico, chi può e chi non può realizzare i propri diritti. In questo momento, dunque, dopo 7200 pronunce dei Giudici che hanno emesso un giudizio negativo sull’operato delle Università e del Ministero, tramite la cosiddetta fase del consolidamento ciascun ricorrente è chiamato a dimostrare che i Giudici del Tar del Lazio hanno emesso provvedimenti Giusti e che questo sistema non seleziona i migliori. E’ un modo per aiutare se stessi e la “causa”.

“Speravo in una riforma dell’accesso programmato, in un nuovo sistema che impedisse da un lato le illegalità, dall’altro i ricorsi. Ad ogni modo, non ci arrendiamo. E’ ancora tutto in corsa. Le Istituzioni non possono fare orecchie da mercante nei confronti della voglia di studiare di questi ragazzi, un dato in controtendenza e positivo dei nostri giovani. L’adesione al maxi ricorso a seguito del test medicina ha consentito una partecipazione ampia, visto il costo pari a soli 15 euro. Questa è la dimostrazione che abbiamo voluto mettere in moto una macchina sociale.”

“Al momento il Ministero sta buttando le mani avanti dicendo che le facoltà di Medicina non sono pronte ad accogliere 90mila studenti; ciò che non capiscono è che, andando avanti così, la domanda aumenterà ogni anno sempre di più, spostando l’imbuto all’ingresso con il rischio di esplosioni sociali.”

Lei dice che il numero chiuso e il riproporre lo svolgimento del test medicina non va bene, e lo ha anche dimostrato, ma dopo la sua “rottamazione” propone un modello alternativo?

“Prima di passare all’accesso libero si può ipotizzare un sistema graduale e aperto all’ingresso, con verifiche intermedie all’esito delle quali le Commissioni siano in grado di indirizzare gli studenti nei vari settori dell’area scientifica. Eliminando il test medicina, la preparazione e le conoscenze acquisite possono rappresentare la base e la continuazione della carriera accademica, non come le due nozioni appiccicate in testa per il test di ingresso che non vengono conteggiate nella carriera universitaria. Questo rappresenterebbe una rivoluzione dell’Università. Un sistema che necessita di una costante opera di orientamento e di meccanismi premiali, in termini economici e non solo, riservati agli Atenei che mettono a disposizione più posti.”

“Il Ministero dovrebbe cambiare radicalmente i propri schemi e dar vita a poli universitari che attirino gli studenti dall’estero nel nostro Paese, magari nella aree più depresse, impedendo la fuga di cervelli che sta impoverendo l’Italia e arricchendo altri Paesi. Manca il coraggio.”

“In questi anni ho assistito come Avvocato dell’UDU agli errori più eclatanti, dalle truffe nei test medicina, a documenti sottratti e distrutti, fino all’inversione di una prova al posto di un’altra; di fronte a tutto questo chiedo solo di sperimentare un modello alternativo. In tal caso, sono pronto a mettere da parte i miei ricorsi e, probabilmente, del numero chiuso e dei diritti degli studenti continuerò solo a scrivere nei miei libri.”

Non ritiene che la partita delle rivendicazioni alla base dei ricorsi, come il diritto allo studio e alla specializzazione, debba essere affrontato più sul piano politico?

“La spiazzo. Sono d’accordo con Lei, anche se ritengo, in un momento totale di “chiusura”, che i ricorsi siano uno strumento di pressione sociale e politica, la miccia che riaccende in modo esplosivo il dibattito culturale.”

“La partita non può essere giocata solo in Tribunale; da qui la scelta di appoggiare la nascita del Coordinamento Mondo Medico, una nuova struttura di stampo federale e sindacale, suddivisa per regioni e che coordini le realtà di categoria già presenti, aumentando la partecipazione di tutti i medici che credono che la specializzazione sia un diritto e un dovere”.

“Una struttura autonoma, che dialoghi con il mondo del lavoro, come la FP CGIL Medici che ha sostenuto il maxi ricorso per le specializzazioni e con le porte aperte al mondo studentesco e ai prossimi professionisti medici. Qualcosa di nuovo che faccia da volano tra il mondo del lavoro e quello studentesco.”

Un’ultima domanda per chi volesse ancora aderire, i ricorsi  ai Test Professioni Sanitarie 2015 per chi ha svolto il test medicina sono chiusi?

“I ricorsi di medicina e per le specializzazioni sono scaduti. Colgo l’occasione, dunque, di informare tutti i dottori e gli studenti, che sicuramente leggeranno questo articolo, di non credere ad annunci che propongono ricorsi. Tranne casi particolarissimi, sono delle “patacche”, non cascateci.” – Conclude l’Avvocato Michele Bonetti –

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto