Sciopero 5 Maggio 2015: sciopero scuola contro il Ddl “Buona Scuola”

Redazione Controcampus 23 Aprile 2015

Confermato lo sciopero 5 Maggio 2015, l'istruzione si ferma e scende in piazza con uno sciopero scuola: docenti, professori, studenti e sindacati uniti contro il Ddl Buona Scuola del Governo RenziNews sullo sciopero 5 Maggio 2015 della scuola.

Clima rovente intorno al ddl Scuola.  Confermato il timing: la riforma, pare, sarà legge entro Maggio. Studenti e sindacati bocciano il Ddl Scuola e chiedono il blocco della riforma.

Tutto sullo Sciopero 5 Maggio 2015: chi sciopera e quali sono le motivazioni di lavoratori della scuola e studenti che aderiscono alla mobilitazione? Il Ddl Scuola rischia davvero il blocco? Le scuole saranno uniche a scioperare? 

Ecco le motivazioni dello sciopero 5 maggio 2015 della scuola nella voce degli studenti, insegnanti, dei sindacati e le risposte da parte della politica: il punto dell’Onorevole Simona Malpezzi del Pd.

Chi vive la scuola dall’interno dice un sonoro “no” al progetto di scuola delineato nel disegno di legge e chiede significative modifiche a “La Buona Scuola”, che altrimenti sarà approvata in via definitiva il 10 maggio.

Le critiche da parte delle opposizioni M5S, SEL, Lega e FI, non mancano. Gli appartenenti a questi partiti accusano “La Buona Scuola” di essere un di percorso a tappe forzato e condannano la decisione di collegare il ddl alla manovra di bilanci attraverso il DEF, Documento di Economia e Finanza.

Ma cosa chiedono le persone che aderiranno allo Sciopero 5 Maggio 2015? Schematizziamo, in breve, le motivazioni principali che hanno mosso il popolo scolastico all’organizzazione di uno sciopero così significativo. Le richieste alla bse dello sciopero contro “La Buona Scuola” riguardano

  • Un nuovo diritto allo studio col fine di raggiungere la piena gratuità dell’istruzione;
  • un’alternanza scuola-lavoro finanziata e qualificata;
  • finanziamenti per il rilancio della scuola pubblica;
  • una riforma della valutazione in chiave democratica;
  • investimenti sostanziosi sull’edilizia scolastica;
  • un ripensamento radicale dell’autonomia scolastica;
  • una riforma dei cicli scolastici.

Studenti, docenti e sindacati non saranno gli unici protagonisti dello Sciopero 5 maggio 2015, che è una data importante anche per quanto riguarda chi appartiene al settore dei trasporti. Lo Sciopero 5 maggio 2015 sarà tale anche per i trasporti, a partire dai mezzi su gomma ad arrivare agli aerei.

Sciopero 5 maggio 2015, reazioni di Renzi e del Ministro dell’Istruzione

 Lo sciopero 5 maggio 2015 è dunque una manifestazione di richiesta delle suddette garanzie. Renzi, dal suo canto, difende la bontà della riforma scolastica “La Buona Scuola” e a proposito dello Sciopero 5 Maggio 2015 parla di mobilitazione incomprensibile. Non solo: pronta una lettera aperta indirizzata agli insegnanti in cui il Premier si impegna a chiarire gli aspetto più controversi della riforma. Un tentativo di sgonfiare lo sciopero 5 Maggio 2015? Chi vivrà, vedrà.

Salvo il piano dell’assunzione dei 100mila docenti precari: si farà, promette Renzi.

Intanto, il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini fa sentire la sua su twitter, scrivendo “Manifesto rispetto per chi sciopera. Stiamo cercando di costruire consenso su #labuonascuola, riforma culturale rivoluzionaria”.

Sciopero 5 maggio 2015, cosa dicono i sindacati sullo sciopero della scuola

Sindacati docenti e studenti sullo sciopero 5 maggio 2015

Sindacati docenti e studenti sullo sciopero 5 maggio 2015

Per quanto riguarda lo sciopero 5 maggio, i sindacati espongono le proprie idee seguendo una linea di pensiero nettamente più dura.

È il caso di Rino di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti: “Il ddl di riforma della scuola sia fermato, chiediamo che il governo ascolti la piazza.

Lo Sciopero 5 Maggio 2015 non deve essere la conclusione di un periodo di lotta, ma l’inizio, a costo di scioperare anche nel periodo degli scrutini”. 

Gli fa eco Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola: “Quando si mette mano a questioni senza averne conoscenza e competenza, si finisce come l’apprendista stregone e si rischia di fare danni incalcolabili. Questo sta facendo Renzi sulla scuola. Non si cambia il sistema scolastico senza chi ci lavora, o peggio contro chi ci lavora. Insegnanti, personale Ata, dirigenti sono il motore della nostra scuola, sono la sua risorsa più preziosa. Pretendere di cambiare la scuola senza partire dalla loro conoscenza dei problemi, dalla loro esperienza, dalla loro competenza è un grave atto di presunzione ed è anche la ragione per cui stiamo assistendo da mesi a proposte ogni volta diverse, spesso addirittura stravaganti, ma sempre ugualmente lontane da ciò che servirebbe davvero alla scuola per cambiare in meglio”.

Appelli che trovano conferma nelle parole del segretario generale della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo, che annuncia così lo Sciopero 5 Maggio 2015: “Basta “autoritarismo” sul ddl di riforma della scuola, “bisogna avere l’umiltà di cambiare e ascoltare. Le organizzazioni sindacali hanno presentato proposte, non si solo limitate a dire di no a un provvedimento che non è buona scuola ma torna indietro. Chiediamo al presidente della Repubblica di intervenire perché stanno mettendo sotto i piedi la Costituzione italiana”.

Sciopero scuola 5 maggio 2015, parola all’On. Malpezzi (PD)

Simona Malpezzi

Simona Malpezzi

Le legittime motivazioni dell’Altra Scuola e dei partecipanti tutti allo Sciopero 5 Maggio 2015 riusciranno ad aprire una nuova fase di dialogo? La Buona Scuola, ci chiediamo, rischia davvero di essere pericolosa per la scuola stessa?

Il valzer degli emendamenti riuscirà a far scoppiare la pace sulla Riforma della Scuola? O, come accusano molti, dobbiamo prepararci ad un nuovo, fragoroso tonfo?

Ci risponde l’On. Simona Malpezzi (PD).

Manca ancora qualche giorno all’annunciato Sciopero 5 Maggio 2015. I “grandi assenti”, come si definiscono studenti, docenti, Ata e dirigenti scolastici aderenti a Flc-Cgil, Cisl scuola e Uil scuola, Gilda-Unams, Snals-Confsal scenderanno in piazza contro il disegno di legge sulla Buona scuola. Fronte compatto su stabilizzazione dei precari, rinnovo del contratto e realizzazione di una sistema libero, fondata su principi di merito, sburocratizzazione e cooperazione reali con gli attori della scuola e del territorio. Perché, dicono, non si può più aspettare. Non si fa la scuola senza le giuste competenze e conoscenze, ma soprattutto non si fanno le riforme senza ascoltare chi nella scuola ci lavora e ne conosce i bisogni più veri. La Buona scuola rifletterebbe cioè presunzione, superficialità e scarsa consapevolezza di chi l’ha proposta, maggioranza parlamentare e Renzi in primis. Come giudica queste critiche che riflettono, di fatti, i motivi alla base dello Sciopero della Scuola?

La Buona scuola può convincere o lasciare perplessi nei contenuti, ma il documento ha già un merito: non si sottrae alla discussione e al confronto. L’avvio di una consultazione su un testo in divenire è una novità. Infatti, negli ultimi anni tutte le proposte di cambiamento del mondo della scuola sono state calate dall’alto, senza alcuna consultazione preliminare, già pronte e blindate in formato decreto legge. Con questo documento diciamo che la scuola è una delle principali infrastrutture del Paese e una leva fondamentale per tornare a crescere, rimettendola al centro del confronto politico e lo facciamo chiedendo il contributo di tutti. Impediamo che anche questa volta cambi tutto perché nulla cambi. Abbiamo una grande opportunità: non lasciamocela scappare.

Il pressing intorno al Ddl Scuola di precari e dei lavoratori della conoscenza ha intanto raggiunto ormai livelli altissimi, vedi appunto l’annunciato Sciopero 5 Maggio 2015 prossimo. I motivi sono facilmente deducibili, ma ovviamente il grande motore della mobilitazione rimane l’occupazione: ad. es, ricordiamo che tra i cardini della riforma, c’è l’attesa assunzione di 100 mila insegnanti da portare a cattedra entro il 1 Settembre 2015. Restano ancora da chiarire, però, criteri, finalità e coperture finanziarie. La Buona Scuola riuscirà finalmente a ridare gambe all’occupabilità dei lavoratori della scuola?

Il nostro proposito è quello di realizzare tre obiettivi: dare alle scuole un organico funzionale stabile mettendo fine alle supplenze; chiudere la piaga delle Graduatorie ad Esaurimento; rendere dal 2016 il concorso, bandito finalmente con regolarità dal ministero e riservato ai soli abilitati, l’unico strumento per l’immissione in ruolo (cosa del resto sancita dalla nostra Costituzione che, per l’accesso alla PA, prevede proprio il concorso).Solo avviata questa fase, infatti, sarà possibile procedere a un nuovo sistema di formazione e reclutamento che superi finalmente le incongruenze di un sistema stratificato che ha ampiamente dimostrato di essere inefficace. Stabilita la necessità di intervenire in questi tre ambiti, durante la campagna di ascolto, sono emerse una serie di questioni che si inseriscono in due ambiti diversi. Il primo riguarda le obiezioni scaturite nel corso del confronto avviato con tutti gli attori interessati a questo capitolo. Il secondo, invece, scaturisce da una sentenza che ha in parte modificato il quadro iniziale entro il quale avevamo stabilito i nostri obiettivi. Mi riferisco alla sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha evidenziato i limiti della nostra legislazione nella reiterazione dei contratti a tempo determinato per i lavoratori della scuola. Non è, quindi, l’istituto della ‘supplenza’ in sé a essere sotto accusa, ma il fatto di aver celato veri e propri posti di lavoro con sostituzioni temporanee. Ora certamente dovremmo essere bravi e cercare di verificare tutte le posizioni nelle GAE perché non è accettabile che si assumano anche docenti che non hanno neppure un’ora di lezione alle spalle senza almeno metterli alla prova. Faremo torto all’idea del merito che fonda il nostro lavoro. E così mi riaggancio al primo problema emerso nel corso della campagna di ascolto: nelle GAE ci sono diverse migliaia di persone che non hanno i tre anni di contratto annuale ed alcune migliaia di persone come dicevo che non hanno mai lavorato a scuola perché stanno facendo un altro mestiere e che attualmente nelle scuole stanno lavorando circa 30.000 insegnanti di II fascia che hanno i requisiti dei tre anni di contratto annuale (e che quindi andranno indennizzati se non immessi in ruolo), ormai tutti abilitati attraverso PAS o TFA. Dobbiamo tutelare il maggior numero di abilitati di II fascia che altrimenti rimarrebbero fuori. Ci stiamo lavorando.”

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto