Riforma Pensioni e Governo Renzi: il punto di Fausto Bertinotti

Redazione Controcampus 6 Luglio 2015

Ultime news sulla riforma pensioni 2015 e sul governo Renzi: dalla flessibilità alle penalizzazioni, intervista esclusiva all’On.

Ultime news sulla riforma pensioni 2015 e sul governo Renzi: dalla flessibilità alle penalizzazioni, intervista esclusiva all’On. Fausto Bertinotti.

“Ritoccare la riforma pensioni varata dal Governo Monti – dichiara l’ex Segretario del Partito di Rifondazione Comunista – sarebbe una misura d’igiene”.

Prosegue l’esame delle soluzioni destinate a garantire maggiore flessibilità in uscita.

Ecco le novità su pensione anticipata, quota 100, proposta dell’Inps, staffetta generazionale, opzione donna e prestito pensionistico.

Il dibattito sulla riforma delle pensioni continua ad incedere a piccoli passi, sotto lo sguardo attento di milioni d’italiani. La Commissione lavoro alla Camera ha, di recente, esaminato il disegno di legge sulla libertà di scelta nell’accesso al trattamento pensionistico. Nel corso della breve discussione, il Presidente, Cesare Damiano (Pd), ha riepilogato tutte le proposte di riforma della pensione  depositate finora dai partiti politici, presentando altresì gli ultimi disegni a firma di Airaudo, Ciprini e Pizzolante.

Degna di nota appare, altresì, la proposta che l’Inps ha sottoposto al vaglio del Governo. Costi contenuti e flessibilità in uscita: sono questi i capisaldi della filosofia sullodata da Tito Boeri.

Riforma Pensioni e Governo Renzi: ultime notizie e aggiornamenti, dalla Fornero a Poletti

L’iter parlamentare è in pieno svolgimento. Sembra che la via del dialogo pacifico, alla fine, abbia preso il sopravvento sull’incontrollabile linea dello scontro politico. Il Ministro del lavoro Poletti, infatti, incontrerà le confederazioni sindacali, il 16 luglio prossimo, dando vita ad una costruttiva conversazione sul sistema pensionistico italiano.

La necessità di ritoccare la Legge Fornero sulla riforma pensioni 2015 appare, ormai, un’idea sempre più ragionevole. Il Governo ha in mente di varare una norma che dia maggiore flessibilità in uscita ai lavoratori e garantisca, nel contempo, una pensione anticipata che superi le rigidità delle attuali misure. Il Ministro Poletti, infatti, vorrebbe innescare una sorta di staffetta generazionale, fra pensionandi e giovani, che anticipi, in qualche modo, l’entrata di questi ultimi nel mondo del lavoro.

Sembra, però, che quest’idea vedrà la luce soltanto con la ventura Legge di Stabilità e soprattutto – ha chiarito Poletti – compatibilmente con la tenuta dei conti pubblici. Della stessa opinione è il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, che il prossimo 8 luglio dovrebbe presentare ufficialmente le sue proposte rivoluzionarie destinate a trasfigurare l’attuale riforma pensioni.

Dalla Flessibilità in uscita con o senza penalizzazioni ai nuovi disegni

Il Governo sta vagliando attualmente le proposte depositate da diversi partiti alla Commissione Lavoro, con l’intento di imbastire un dialogo costruttivo in vista della futura rimodulazione del sistema pensionistico in particolare sulla riforma pensioni. Sembra, tuttavia, che le proposte più allettanti siano quelle a firma di Damiano, Sacconi e Padoan. Da non sottovalutare nella riforma pensioni 2015 è poi l’opzione donna, che ad oggi continua ad essere la scelta prediletta dalle lavoratrici italiane. La riforma pensioni vorrebbe fissare a 63 anni l’età minima per il congedo da lavoro, con una penalizzazione equipollente al numero di anni di anticipo rispetto ai requisiti standard.

Degne di nota appaiono anche le ultime proposte depositate in Commissione lavoro. Trattasi, come suindicato, del Ddl 3077 di riforma pensioni a firma di Airaudo (Sel), relativo alle agevolazioni ed alle misure per il reinserimento lavorativo degli over 50 privi d’occupazione; del disegno di legge 3144 di Pizzolante (Ncd), concernente l’introduzione del pensionamento flessibile; e del ddl 3114 di riforma pensioni a firma di Ciprini (M5S), recante disposizioni per la concessione di contributi previdenziali figurativi e l’anticipazione dell’accesso al trattamento di quiescenza.

Intervista esclusiva a Fausto Bertinotti sulla riforma pensioni 2015

Come andrebbe ritoccata la riforma pensioni 2015 firmata dall’ex Ministro Fornero?

Lo abbiamo chiesto all’On. Fausto Bertinotti, già Segretario del Partito di Rifondazione Comunista ed ex Presidente della Camera dei Deputati.

On. Bertinotti: qual è la Sua opinione in merito alla riforma pensioni varata dal Governo Monti? Pensa sia giusto metter mano al sistema previdenziale italiano? Secondo lei in che modo si dovrebbe intervenire?

“Ritoccare la riforma pensioni varata dal Governo Monti sarebbe una misura d’igiene. La legge Fornero rappresenta un’ingiustizia così clamorosa da chiamare in causa persino la Corte Costituzionale. Ma quello che vorrei mettere in luce sul terreno previdenziale è la grande controriforma sociale che è stata costruita sistematicamente nell’ultimo quarto di secolo. Viviamo in un’epoca caratterizzata dalla distruzione delle conquiste sociali maturate nel corso degli anni. Basti pensare, ad esempio, che in Italia s’era conquistata la pensione di anzianità, un principio di salvaguardia fondamentale, uno degli elementi più contrastati e dibattuti degli ultimi anni. In base a questo principio straordinario, l’accesso alla pensione non era legato soltanto all’età anagrafica, ma anche e soprattutto al percorso lavorativo di ognuno; sicché gli anni di lavoro effettuati venivano considerati in maniera diversa a seconda del tipo di mestiere svolto. La pensione d’anzianità, dunque, era un principio di salvaguardia contro il carattere usurante del lavoro manuale. E per tale ragione è stato demolito. Perché metteva in discussione le mistificazioni caldeggiate dall’ordine borghese, e volte a privare i cittadini di una loro collocazione sociale o di genere – dichiara l’On. Fausto Bertinotti -”.

Nel suo ultimo libro, “Colpita al cuore. Perché l’Italia non è una Repubblica fondata sul lavoro”, affronta, in modo impeccabile, il tema dell’eclissi del costituzionalismo e del nichilismo politico. Perché, secondo Lei, la nostra nazione è diventata una Repubblica fondata sul mercato?

“La sua domanda contiene, indubbiamente, un’analisi dei processi determinatisi in seguito alle vicende storiche e socio – economiche, che credo sia difficilmente contestabile. Purtroppo, dopo il ciclo ascendente del protagonismo del lavoro vero, che nel continente europeo aveva realizzato, in un’epoca definita dagli economisti trent’anni gloriosi, il compromesso democratico tra capitale e lavoro, è subentrato un rovesciamento del conflitto di classe. Una sorta di rivincita (come giustamente afferma Luciano Gallino) delle classi dirigenti; una risposta alla crisi che il capitalismo si era trovato a dover affrontare. Le classi possidenti hanno, dunque, agito, in questo’ultimo quarto di secolo, contro il mondo del lavoro per interessi finanziari, e per indurre le generazioni ad accontentarsi dello slogan di Occupy Wall Street, ‘Noi il 99%, voi l’1%, così da indicare il dominio del capitalismo finanziario sulle popolazioni. In questo quadro, l’Europa ha svolto un ruolo a dir poco nevralgico, contribuendo alla costruzione di un nuovo ordine capitalistico”.

“Un ordine che, liberatosi dai contrasti iniziali, ha riscoperto la sua vocazione totalitaria, assumendo il compito di demolire tutte le conquiste sociali e democratiche del ciclo precedente (diritti dei lavoratori, pensioni ecc) liberando, cioè, le imprese dai laccioli realizzati dalle lotte sociali per imporre il suo totale governo dei processi. L’Italia ha trovato, in questa situazione generale, una realizzazione specifica che ha fatto sì che questo processo dei diritti e delle garanzie per il lavoro si coniugasse con un processo di affievolimento e poi di demolizione della democrazia rappresentativa, sostituita da un ordinamento sostanzialmente oligarchico. Il lavoro, che prima era alla base del protagonismo sociale, è stato ricondotto, dunque, nell’ambito della merce – conclude Fausto Bertinotti -”.

Antonio Migliorino

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto