Come diventare opinionista tv: casting e quanto si guadagna

Redazione Controcampus 25 Aprile 2016

Ecco come diventare opinionista tv secondo la modella e showgirl Sarah Altobello: da Uomini e Donne ad altri talk show, fino ai programmi sportivi, casting e quanto si guadagna.

Lavorare in televisione come giornalisti o presentatori è l’aspirazione di molti giovani che sono in cerca di notorietà e fama, e andare nei talk show ad esprimere la propria opinione o raccontare una propria esperienza potrebbe rivelarsi un’occasione irripetibile.

Ma come diventare opinionista televisivo? Se fare una comparsa in televisione potrebbe essere piuttosto semplice, lasciare il segno ed essere richiamati in qualità di ospiti nelle trasmissioni è molto più complicato. Ma allora, come diventare famosi? Quanto si guadagna in TV e, in particolare, quanto guadagna un opinionista o un ospite nelle trasmissioni televisive?

Non esiste una regola fissa su come diventare opinionista tv, molto dipende dalle proprie capacità artistiche, ma anche alla preparazione che si ha sull’argomento sul quale si viene chiamati a confrontarsi. Dire cose interessanti e catturare l’attenzione del pubblico in studio o da casa è il primo passo che conduce verso il successo.

Come diventare opinionista tv e dei talk show: casting per partecipare e quanto si guadagna

Partiamo dal principio. Un tempo l’opinionista era un giornalista, quindi un esperto dell’informazione, oppure un professionista di un determinato settore (ad esempio uno scienziato o un giurista). All’opinionista era affidato il compito di esprimere il suo punto di vista su un particolare tema, in una trasmissione televisiva o sulle colonne di una testata nazionale.

Negli ultimi anni, però, la musica sembra essere cambiata. La televisione ha aperto le porte alla gente comune, conquistandone i cuori, e divenendone indiscusso totem postpanottico.

Tant’è che, se un tempo, la tv entrava nelle case degli italiani, adesso sono questi ultimi a desiderare, a tutti costi, di far televisione.

Cerchiamo di capire, quindi, come diventare opinionista televisivo. Non esistono scuole, né corsi universitari. Ciò nonostante, per esprimere un parere, per condividere il proprio punto di vista in tv è necessario essere in possesso di tre requisiti basilari: buona dialettica, discreta cultura generale e capacità di sintesi.

I tempi della tv contemporanea li conosciamo tutti. Tra un intervallo pubblicitario e il successivo, capita spesso che ad un opinionista, invitato nel salotto di un talk show, siano concessi soli 30 secondi per esprimere un concetto che poi sarà puntualmente smentito o contestato dal collega seduto di fianco. Si anima in questo modo il caotico e dispersivo dibattito cui noi telespettatori siamo, di norma, costretti ad assistere. Ma il bello della tv è anche questo. Anzi soprattutto questo. E poi lo dimostrano i numeri.

Secondo un’indagine del Centro Studi Televisivi Sitcom circa un italiano su tre (il 29%) coltiva il desiderio di apparire in tv nei panni di opinionista o figurante. Ma quali sono le trasmissioni più bramate? Come diventare opinionista televisivo?

Si va da Forum a Uomini e Donne, da I Fatti Vostri a Striscia la Notizia, fino a scalfire Le Iene, Mezzogiorno in Famiglia, Affari Tuoi e tutte le altre trasmissioni televisive con pubblico presente in studio. In alcuni casi, ad esempio, un figurante arriva a percepire circa 40 euro lordi a puntata, mentre un opinionista può guadagnarne anche il doppio, ossia 80 euro lordi. Niente male di questi tempi. E poi per partecipare, di norma, è sufficiente contattare telefonicamente la redazione della trasmissione televisiva prescelta. In altri casi, invece, occorre fare dei veri e propri casting.

Come diventare opinionista tv per la modella e showgirl Sarah Altobello

Intervista a Sarah Altobello su come diventare opinionista tv

Sarah Altobello

Per saperne di più su come diventare opinionista televisivo, abbiamo contattato la modella e showgirl pugliese Sarah Altobello.

Curve da capogiro, fisico mozzafiato, sguardo sensuale e carisma da vendere.

Sono queste alcune delle doti di Sarah Altobello, la giovane ed avvenente modella di origini pugliesi che, venerdì 15 aprile, è stata tra le protagoniste di Ciao Darwin 7, lo storico programma condotto da Paolo Bonolis.

Sarah, che cosa ne pensa, in generale, della tv italiana?

“La tv italiana è sicuramente quella per cui io tifo! La adoro perché è in grado di spaziare da contenitori seri e di informazione a quelli più leggeri, capitanati al meglio da conduttori di grande spessore che, perché no, mi piacerebbe emulare, un giorno …”.

Nel corso della tua giovane carriera artistica hai sfilato come modella su prestigiose passerelle, hai posato per un importante calendario ed hai partecipato in qualità di opinionista a diverse trasmissioni televisive, tra cui “Quelli che il calcio” e “Uno Mattina”. Sarah, potresti aiutarci a capire come diventare opinionista televisivo?

“È molto importante l’informazione. Io, appena ho tempo, cerco di leggere e di documentarmi il più possibile e al di là del mero testo accademico, riesco a farlo anche semplicemente viaggiando tanto, scrutando le genti, soffermandomi su usi e costumi che provo a interpretare e a comprendere. È da tutto ciò che nasce la mia incommensurabile voglia di raccontare agli altri la vita secondo le tematiche proposte, di volta in volta, nelle trasmissioni a cui vengo chiamata”.

Molti ragazzi coltivano il desiderio di apparire in tv e, magari, di riuscire, un giorno, a lavorarci. Niente da obiettare, ovviamente. Ma, secondo te, lavorare in tv, ad esempio, nelle vesti di opinionista, è un’occupazione redditizia? 

“Bella domanda! Ci sono i pro e i contro. La notorietà può essere un’arma a doppio taglio, talvolta è effimera. Ad inizio carriera bisogna anche saper investire, i guadagni vengono col tempo ma è necessario gettare le basi per un qualcosa di più profondo e duraturo, studiando e preparandosi adeguatamente. Essere lungimiranti è fondamentale. L’improvvisazione lascia il tempo che trova. Molto spesso, però, io consiglio a questi giovani aspiranti anche di costruirsi un’alternativa più valida, andando all’università o imparando un mestiere perché come recita una canzone di qualche decennio fa: Uno su mille ce la fa …”.

Qual è il tuo programma televisivo preferito? E perché?

“Il mio programma preferito è “Avanti un Altro” con Paolo Bonolis meravigliosamente al timone. È un format unico nel suo genere e quando lo vedo rido, ma di gusto! Amo il mix di comicità e cultura che sa proporre pur essendo un quiz ed i personaggi che lo animano, molti davvero particolari e curiosi”.

Come diventare opinionista

Come diventare opinionista

C’è una trasmissione che ti piacerebbe condurre o cui vorresti partecipare nelle vesti di modella o  che suggerisci ai giovani come esperienza per come diventare opinionista?

“Ce ne sono un’infinità che apprezzo perché, come già detto, amo la televisione italiana ma la mia preferenza va al salotto più quotato e ambìto ovvero quello della mia amata Barbara D’Urso. Mi piacerebbe molto essere nei suoi format come Pomeriggio Cinque e Domenica live”. – Concluse Sarah Altobello –

Antonio Migliorino

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto