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28 aprile 2017

Facoltà di architettura: quali sono le migliori e dove iscriversi

Studenti della facoltà di Architettura
Studenti della facoltà di architettura

Studenti della facoltà di architettura

Informazioni e consigli sulle facoltà di architettura: quali sono le migliori in Italia. Dove iscriversi e quale università scegliere. Info sul test d’accesso e numero chiuso. Classifica Censis-Repubblica e intervista esclusiva al Prof. Nicola Sechi dell’Università di Sassari.

Diventare architetto è, di certo, il sogno di molti ragazzi. Ma quali sono le migliori facoltà di architettura italiane? E, soprattutto, quali sono i pro e contro di questo ambito corso di studi? Ecco, di seguito, degli utili consigli per gli aspiranti progettisti. E, poi, uno sguardo alla classifica delle migliori facoltà di architettura .

Va anzitutto precisato che per diventare architetti bisogna acquisire un notevole bagaglio, “culturale”, tecnico-teorico. E che, probabilmente, occorre anche una certa predisposizione in ambito scientifico.

Perché, chi pratica quest’affascinante arte è quotidianamente a contatto con strumenti tecnici tutt’altro che comuni. Quali: scalimetri, compassi, disto laser, goniometri, modelli (anche 3D) e software grafici di vario tipo.

Detto ciò, i corsi di laurea offerti di architettura italiane sono sia triennali, sia a ciclo unico. Il requisito basilare d’accesso è, in entrambi i casi, il diploma di scuola secondaria superiore. Per alcuni corsi, come vedremo, è necessario superare il test di ingresso nazionale. I corsi di laurea triennali sono di norma ripartiti nei seguenti, e differenti, ambiti disciplinari.

Si va dai corsi in Disegno industriale. A quelli in Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale. Fino a scalfire l’offerta formativa di Scienze e tecniche dell’edilizie e Scienze dell’architettura (test d’ingresso obbligatorio).

Si tratta, in soldoni, di percorsi di studio universitari di primo livello. Che mirano a preparare e formare i futuri professionisti della progettazione edilizia e territoriale.

Con l’intento di far luce sui pro e contro e, dunque, sui pregi ma anche sugli aspetti più complessi dei corsi di studio offerti dalle facoltà di architettura, abbiamo contattato il Prof. Nicola Sechi, Direttore del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica (DADU) dell’Università di Sassari, che da anni è al vertice della classifica Censis-Repubblica.

Facoltà di architettura: come e perché iscriversi, prospettive di lavoro ed opportunità

Gli studenti riceveranno un’adeguata formazione teorico-pratica. Il laureato in scienze dell’architettura, ad esempio, avrà dinanzi a sé un discreto ventaglio d’opportunità lavorative. Potrà iscriversi all’Albo Professionale dell’Ordine degli Architetti, sezione b. E svolgere le relative funzioni previste dal D.p.r. 328/2001.

Potrà, quindi, collaborare con studi professionali o società di architettura e ingegneria. Poi, se lo vorrà, conseguito il titolo triennale, potrà proseguire gli studi, ed iscriversi al corso di Laurea Magistrale a durata biennale.

Così facendo, l’aspirante progettista e direttore dei lavori, superato l’esame di stato, potrà finalmente fregiarsi del titolo di Architetto ed iscriversi al relativo Albo professionale, sezione a. Del resto, il corso di laurea di architettura a ciclo unico rilascia un titolo riconosciuto nei paesi della CE in conformità alla Direttiva 2013/55/UE.

Per tale motivo, l’iscrizione alle classi di laurea quinquennali di architettura, seppur aperta ad ogni diplomato, è, di norma, a numero programmato. E, per potervi accedere è necessario superare un test predisposto a livello nazionale.

Il punto del direttore Sechi dell’Uniss sulla facoltà di architettura

Direttore Sechi, quali consigli darebbe ad un aspirante architetto? Ci parli della bellezza e della complessità di quest’affascinante professione.

“La professione dell’architetto, del designer e dell’urbanista ha il fascino che le proviene dall’esprimersi in progetti. E quindi in realizzazioni che possono essere opere d’arte, ma allo stesso tempo sono anche la risposta a bisogni importanti dell’uomo, ossia quelli dell’abitare, del lavorare, del muoversi, dello stare insieme, della crescita culturale, del pregare e così via.

“Qui sta proprio la bellezza e la complessità dell’essere architetto (o designer, o urbanista): muoversi sempre a cavallo tra il sapere scientifico/tecnico e quello umanistico, perseguendo l’obiettivo di ideare forme e spazi capaci di varie funzioni. ma allo stesso tempo farlo con il linguaggio e gli strumenti culturali del proprio tempo.

Un aspirante architetto deve cercare di capire subito questo approccio così da entrare in un’ottica secondo la quale per creare bisogna conoscere bene le regole, osservando, studiando tutto quello che ci circonda senza barriere e senza preconcetti.  – continua il Direttore Sechi -”.

Direttore Sechi, quali sono, secondo Lei, le materie più complesse del corso di laurea di architettura?

“Ovviamente ogni corso di Laurea ha tradizionalmente degli insegnamenti più difficili. Ma questo a ben guardare riguarda le attitudini del singolo studente rispetto, nel nostro caso, alle materie scientifiche piuttosto che a quelle storiche o ancora la facilità al disegno creativo piuttosto che a quello tecnico.”

“Questo percorso di studi ha una difficoltà complessiva che è quella che le proviene dal contenere, come già detto, delle anime diverse che lo studente deve padroneggiare progettando in laboratori molto intensi forme e spazi conoscendo i principi matematici, della scienza dei materiali o delle costruzioni, ma anche la storia, muovendosi quindi nello stesso momento in campi disciplinari all’apparenza molto distanti. – conclude il Direttore Prof. Nicola Sechi -”.

Classifica Censis migliori facoltà di architettura: ecco dove iscriversi

Diamo adesso uno sguardo alle performance delle facoltà di architettura italiane. Anche quest’anno, come già accennato, è stata pubblicata la Grande Guida Università 2016-2017 curata da Censis-Repubblica. Il Report, come noto, permette alle aspiranti matricole di orientarsi al meglio nella scelta del corso di studi universitario.

E lo fa attraverso classifiche basate sui risultati raggiunti dai singoli atenei e dipartimenti. Per la costruzione degli indicatori, gli esperti hanno impiegato diverse fonti. Tra queste, i dati dell’Anagrafe Nazionale degli Studenti Universitari. E quelli della rivelazione sul diritto allo studio offerti dal Miur, in relazione all’a.a. 2014-2015.

Le classifiche delle facoltà di architettura stilate dai redattori sono imperniate, come le altre, su due parametri valutativi. Da un lato, la progressione di carriera degli studenti e, dall’altro, i rapporti internazionali.

Classifica facoltà di architettura: corsi triennali ed a ciclo unico – Anche quest’anno, al primo posto fra i corsi triennali, c’è l’Università degli studi di Sassari con 108 punti di media.

L’ateneo sardo rappresenta ormai un vero fiore all’occhiello nel panorama italiano ed internazionale. Salgono sul podio anche architettura di Venezia Iuav (99,5) e dei Politecnici di Torino e Milano (98,5). Ma raggiungono ottimi risultati, altresì, gli atenei di Roma Tre (90,5), Camerino (88,5), Napoli II (88,0), Marche (88,0), Udine (85,5) e Firenze (83,5).

Nella classifica delle facoltà di architettura a ciclo unico (architettura e ingegneria edile), invece, agguantano il podio, nell’ordine, Ferrara, con ben 110 punti di media. E poi gli atenei della Basilicata, di Pavia e Napoli II (tutti a quota 96,0). Ottimi risultati anche per Marche (92,0), Catania, Bologna e Firenze (90,0), quindi Brescia e Padova (89,5).

Antonio Migliorino

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