Come prepararsi ai test ingresso 2019 e superare le prove di accesso

Daniela Saraco 8 Agosto 2019

Consigli per sapere come prepararsi ai test ingresso 2019: cosa fare, cosa portare con se e cosa evitare davanti alla commissione per superare le prove di accesso.

Terminata la fase di iscrizione alle prove di ammissione presso le facoltà a numero chiuso o programmato, fissate le date dei test dal MIUR, non resta che prepararsi per superarle ed essere ammessi alla facoltà scelta in fase di pre-iscrizione.

Ma cosa fare, cosa evitare e come prepararsi ai test ingresso 2019? Ecco utili consigli da seguire e le novità previste dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Rispetto agli altri anni anche l’università ha importanti novità. E’ innanzitutto importante sapere che quest’anno le prove di ammissione si basano  su più domande di cultura generale, coerenti con quanto studiato durante l’ultimo anno della scuola secondaria, e meno quesiti di logica.

L’ammissione ad alcuni corsi di laurea, oltretutto, è gestita direttamente dal Miur: si tratta dei corsi ad accesso programmato nazionale come Medicina, Veterinaria, Professioni Sanitarie e Architettura.

In base a quanto comunicato dal Miur, nei test di ingresso 2019 a Medicina e Odontoiatria, Veterinaria, Professioni Sanitarie, i quesiti di logica sono stati dimezzati, passando da 20 a 10, mentre quelli di cultura generale passano da 2 a 12  e riguardano la storia, la letteratura italiana e straniera, l’attualità.

La cultura generale, quindi, da quest’anno assume un valore specifico anche se  si tratta di una materia molto ampia, che cambia a seconda della facoltà. Per essere preparati in cultura generale, infatti, non occorre studiare un programma specifico, ma è necessario possedere una solida base di cultura attraverso le nozioni acquisite negli anni scolastici o tramite lettura di libri o giornali.

Come prepararsi ai test d’ingresso 2019 e cosa studiare per la prova d’accesso per l’ammissione

Il Miur  ogni anno oltre a stabilire le modalità per l’accesso alle facoltà a numero chiuso e programmato, comunica  l’elenco degli argomenti oggetto delle domande a cui rispondere. Si possono, pertanto, utilizzare i libri di scuola o acquistare libri appositi che contengono sintesi su tutti gli argomenti. Così come è possibile utilizzare siti on line con le  simulazioni dei test  per allenarsi.

Per le prove di logica e quelle di cultura generale  non esiste un programma da studiare. I quesiti di cultura generale quest’anno sono 12 e gli argomenti trattati possono essere molteplici. E’, dunque, importante, non solo l’esercitazione ma informarsi su tutto ciò che capita nel mondo. Bisogna, quindi, individuare quali sono le tipologie di domanda inserite nel test e trovare il sistema per rispondere correttamente e nel minor tempo possibile per ottenere un punteggio alto.

Le graduatorie nazionali, difatti, vengono definite considerando il punteggio ottenuto e le preferenze di sede espresse dal candidato all’atto della registrazione.

I punteggi vengono raggiunti assegnando:

  • 1,5 punti per ogni risposta esatta;
  • – 0,4 punti per ogni risposta errata;
  • 0 punti per ogni risposta non data.

È possibile raggiungere un massimo di 90 punti e per essere inseriti in graduatoria, bisogna ottenere un punteggio di minimo di 20 punti.

Cosa fare durante le prove d’accesso: cosa portarsi e cosa evitare

Per essere pronti alle prova di ammissione presso ogni facoltà a numero chiuso, oltre a sapere come prepararsi al test ingresso, sono utili le info sullo svolgimento. Non solo bisogna essere preparati, ma bisogna conoscere le regole per non farsi annullare la prova di ammissione.

Ecco cosa fare, cosa portarsi con se e cosa evitare davanti alla commissione del test d’ingresso 2019.  Il giorno delle prove gli studenti devono  portare con sé solo:

  • Documento di identità in corso di validità (carta di identità, patente o passaporto)
  • Ricevuta dell’iscrizione online alla piattaforma Universitaly
  • Ricevuta del pagamento del bollettino dell’università per l’iscrizione al test d’ingresso

La penna sarà fornita direttamente dall’università ed è proibito introdurre di proprie all’interno della sede.

Sono vietati anche smartphone, smartwatch e altre apparecchiature elettroniche. Lo stesso vale per libri, manuali e appunti.

Il Ministero comunica infatti  che ci sono alcune cose da non portare assolutamente“E’ fatto divieto di introdurre nelle aule cellulari, palmari o altra strumentazione similare, a pena di annullamento della prova”.

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto