Sciopero scuola 12 novembre 2019 del personale docente e Ata

Daniela Saraco 6 Novembre 2019

Ultime notizie sullo sciopero scuola di martedì 12 novembre 2019 del personale docente e Ata: motivi dello stop e delle manifestazioni.

Sono numerose le manifestazioni di protesta e scioperi previsti per il mese di Novembre: si fermano benzinai, trasporti e scuola.

Mercoledì 12 novembre sono gli insegnati, personale Ata e collaboratori scolastici a scioperare: ecco perché.

Il mese in corso  è ricco  di scioperi nazionali in diversi settori, Previsti già disagi per i cittadini e, per quanto concerne la scuola, la possibile sospensione delle lezioni.  Il primo sciopero del mese inerente al mondo scolastico è  quello dell’otto  novembre, organizzato dall’Unione Studenti. Gli studenti scendono in piazza per protestare contro i continui tagli a scuola e per i pochi finanziamenti dedicati alla ricerca.

I ragazzi vogliono che il  Governo  investa di più nel mondo della scuola. Come si fa a chiedere impegno agli studenti, se non prima le Istituzioni si impegnano ad offrire una giusta offerta formativa?

Un ulteriore sciopero nel mondo della scuola si prevede per il 12 novembre,organizzato da ANIEF, occasione in cui è  il personale docente e ATA a protestare contro il precariato e i stipendi bassi. Lezioni a rischio in tutta Italia. Il 27 novembre è prevista ancora  un’ altra protesta scolastica, per il solo personale ATA. Lo sciopero è  proclamato dal sindacato FederAta e potrebbe mettere a rischio il regolare svolgimento delle lezioni.

I sindacati della Scuola annunciano lo sciopero nazionale per protestare contro il Decreto Scuola, che ha disatteso gli accordi stipulati. Il Decreto Scuola, difatti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, non contiene le misure inizialmente garantite dal Governo e secondo gli accordi con il Ministro dell’Istruzione. Lo sottolineano i sindacati del settore, annunciando la mobilitazione generale per il prossimo 12 novembre.

Motivi dello sciopero scuola di martedì’ 12 novembre 2019 del personale docente e Ata

I sindacati si dichiarano insoddisfatti sul decreto, contestando diversi punti che riguardano la funzione DSGA, la mancanza di percorsi abilitanti e la norma sui diplomati magistrali. Da segnalare anche lo sciopero MIUR del personale docente, ATA ed educativo, a tempo indeterminato e a tempo determinato, delle istituzioni scolastiche ed educative per l’intera giornata del 12 novembre 2019.

Martedì 12 novembre 2019, quindi, è una giornata di blocco scolastico.  Anief ,uno dei principali sindacati del comparto Istruzione,  promuove la protesta, che coinvolge tutto il personale docente, Ata ed educativo, sia a tempo indeterminato, che determinato, concentrandosi sulla denuncia del precariato nella scuola unito all’immobilità degli stipendi.

Anche in questo caso previsti disagi nelle scuole. Anief è un nuovo modo di fare sindacato che affronta molti temi: contratto, mobilità, GaE, precariato, relazioni sindacali, reclutamento, regionalizzazione, scioperi, politica. Marcello Pacifico, leader dell’Anief, esprime forti perplessità verso il Decreto scuola  emanato. Per questo conferma lo sciopero del 12 novembre.

L’Anief non condivide il licenziamento dei diplomati magistrale. Il decreto legge, infatti, prevede di stabilizzare solo i 24mila che superano la prova selettiva e solo laddove le Graduatorie a esaurimento sono esaurite e i posti sono vacanti e disponibili. Non è dunque un progetto che nasce per stabilizzare i precari ma per creare un canale sostitutivo delle Gae.

Calendario degli scioperi indetti nel mese di novembre 2019

Le manifestazioni iniziano venerdì 8 con uno degli scioperi organizzato dagli studenti e si prosegue con lo sciopero del personale ATA del 27 novembre . E’ stato però proclamato il terzo sciopero del mese, fissato per il 12. E si conclude con il 29 novembre con la protesta di docenti e dirigenti.

Da parte del personale Ata della scuola, l’intera gionata di mercoledì 27 novembre è dichiarata per le proteste. Per le gionate di martedì 12 e venerdì 29 novembre, invece, lo STOP è stato dichiarato dal personale docente e dirigente della scuola a livello nazionale.Dunque in questi gioni lo stop alle attività riguardano le scuole di tutte le regioni italiane.

Nella giornata del 12 novembre l’iniziativa coinvolgerà anche le università e tutto il loro personale docente.

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto