Chiusura scuole e università fino al 13 aprile per emergenza Covid-19

Daniela Saraco 2 Aprile 2020

Dopo le dichiarazioni della Ministra Azzolina, la chiusura di scuole e università è prorogata fino al 13 Aprile 2020, dunque è ufficiale, scuole chiuse per Coronavirus in tutta Italia.

Dopo l’ultimo decreto “Io resto a casa” del Premier Conte, il Ministro dell’Istruzione ha dichiarato la proroga della sospensione delle attività didattiche  fino al 13 aprile per emergenza Covid19. Le ultime indicazioni del gruppo di lavoro del Governo, riguardano il prolungamento delle misure contenitive.

Il  nuovo Decreto, infatti, rinvia le misure contenute nei Decreti del Consiglio dei Ministri dell’8, 9, 11 e 22 marzo. Nonché quelle previste dall’ordinanza del Ministro della Salute del 20 marzo prorogate al 13 di aprile 2020 e che coinvolgono anche il MIUR. Dunque anche  le attività  didattiche saranno ferme fino a tale data. C’è anche l’obbligo di chiusura di scuole e università  che potranno aprire solo in caso di necessità.

Il  DPCM blocca anche il mondo dello Sport. C’è difatti lo stop degli allenamenti degli atleti. A pochi giorni dalle fine delle misure restrittive dell’ultimo decreto, Conte ne ufficializza uno nuovo. Ma per quanto tempo resteranno chiuse le scuole quest’anno e cosa succede agli esami di maturità 2020?

Conte annuncia :”Non siamo ancora nella condizione di poter allentare le misure restrittive che abbiano disposto di alleviare i disagi e risparmiarvi i sacrifici a cui siete sottoposti. Per questo ho firmato il nuovo DPCM che proroga le misure fin qui prese fino al 13 aprile. Se allentassimo le misure pagheremmo un prezzo altissimo.”

Infatti, se da un lato gli ultimi bollettini consentono un fiducioso ottimismo, dall’altro i numeri sono ancora altissimi. Anche se la curva del contagio da Covid-19 si è abbassata e l’incremento dei contagiati è diminuito, sarà difficile individuare una possibile data della riapertura delle scuole per l’anno scolastico 2019/2020. E quindi cambia l’esame di maturità 2020, in considerazione anche delle ultime dichiarazioni del Ministro Azzolina.

Chiusura scuole e università fino al 13 aprile per emergenza Covid-19: SCARICA DECRETO

Con il nuovo DPCM restano dunque in vigore i divieti. Tutte le attività  consentite dovranno comunque essere fatte rispettando la distanza di almeno un metro dagli altri e indossando la mascherina. Per chi torna dall’estero, rimane l’obbligo di autodenunciarsi comunicando l’indirizzo di dove si va a stare e rimanendo in quarantena per 14 giorni. Tutti quelli che escono devono essere muniti dell’ultima autocertificazione ufficializzata da Conte.

Dunque anche la chiusura di scuole e università è prorogata fino al 13 Aprile per causa Coronavirus. Gli studenti si chiedono intanto se saranno tutti promossi quest’anno e se l’anno scolastico sarà convalidato. Il Ministro MIUR Azzolina ha già annunciato che l’anno sarà comunque valido. Ha inoltre attivato una task force per la didattica a distanza. La Ministra dell’Istruzione ha, difatti, firmato il Decreto Ministeriale per distribuire alle scuole 85 milioni per il potenziamento della didattica on line. L’unica soluzione per non fermare le lezioni è  seguirle da casa. Ha, inoltre, incontrato, in videoconferenza, le organizzazioni sindacali. Hanno  discusso  sull’emergenza coronavirus per il comparto scuola e  della chiusura dell’anno scolastico in corso.

Nuovo esame di maturità 2020, cosa cambia: possibili proposte del MIUR

E’ ufficiale, dunque, che la chiusura di scuole e università per coronavirus è prorogata fino al 13 aprile 2020. Fino a tale  data quindi bisognerà stare chiusi in casa e adottare tutte le misure di contenimento.  Non ci sarà nessuna  ripresa delle attività economiche né di quelle scolastiche. I maturandi sono preoccupati. Cosa succede per gli esami di maturità 2020? Come saranno gestiti?

La ministra invita  il  comparto scuola e gli studenti  a continuare la didattica a distanza. Intanto il tavolo tecnico del Ministero dell’Istruzione lavora sugli esami di Stato. A giorni saranno comunicate le decisioni ufficiali. Dal Miur le proposte sono numerose. C’è chi  ipotizza  l’allungamento dell’anno scolastico. Chi ha chiesto di eliminare la seconda prova scritta. Chi ancora punta sui soli commissari interni. Azzolina comunica: ” Agli esami di Stato dovranno tener conto della situazione d’emergenza, e l’impegno è quello di lavorare su molteplici scenari“.

Inoltre dal suo profilo Facebook Azzolina rasserena gli studenti: “Voglio ribadire quanto sia importante, soprattutto in questa fase, dare credito solo alle notizie ufficiali pubblicate dal Ministero dell’Istruzione o direttamente da me. E ripeto ciò che ho avuto modo di dire qualche giorno fa anche in televisione: non è previsto il prolungamento dell’anno scolastico a luglio e agosto.”

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto