Rimborso abbonamenti scolastici, palestre e stadio per Coronavirus

Daniela Saraco 22 Aprile 2020

Coronavirus, ecco le indicazioni per ottenere il rimborso per abbonamenti, viaggi, scuola, palestre e stadio: come fare, quali sono le procedure e i termini.

A risponderci è l’Avvocato Michele Calvanico.

A causa dell’emergenza sanitaria, sono vietate le vacanze, le manifestazioni sportive, la frequentazione di palestre, scuole, università e corsi di doposcuola. Questi divieti, seppure indispensabili a tutelare la salute pubblica, hanno creato molte contestazioni tra consumatori e fornitori di servizi.

Molti italiani, per esempio, avevano già prenotato le vacanze estive presso strutture alberghiere. C’è inoltre chi frequenta i centri sportivi ogni settimana e  aveva pagato le lezioni anticipate. Per non parlare dei tifosi che avevano fatto l’abbonamento annuo di calcio per vedere giocare la loro squadra.

Per altre, invece, bisogna far riferimento al Codice Civile e al Codice del Consumo. In generale, infatti, i consumatori che non usufruiscono di un determinato servizio, già pagato in anticipo, si aspettano di ottenere un indennizzo. In effetti, chi paga per avere un servizio che poi non viene effettuato, ha diritto di essere rimborsato. E’ bene ricordare, però, che la mancata prestazione non dipende dal fornitore del servizio, ma dall’emergenza sanitaria.

Nonostante le indicazioni fornite dal decreto, non sono poche le difficoltà riscontrate dai consumatori. Questi ultimi hanno fretta di sapere come ottenere il rimborso di palestra, asilo nido e altro tipo di retta scolastica perchè i termini per i rimborsi scadono a giugno. Dunque, è consigliabile inviare una Pec alle società di servizi, prima della scadenza. Vediamo nel dettaglio le procedure da seguire per richiedere il risarcimento di  viaggi, spettacoli culturali o eventi sportivi.

Quando è previsto il rimborso abbonamenti scolastici, palestre e stadio per chiusura

Gli italiani dovranno ancora aspettare per tornare ad una vita normale. Le restrizioni di questi giorni, come la chiusura di scuole, palestre e di molti negozi, sono, infatti, ancora prorogate. Il Governo sta preparando  la fase 2  per alcune aziende,  attività commerciali e istituti scolastici. Mentre il premier Conte invita tutti al buon senso, la popolazione si chiede come recuperare i soldi per servizi già pagati. Vediamo, dunque, dove è possibile richiedere un rimborso.

A spiegarcelo è l’Avvocato Calvanico: “In linea di massima, il Codice Civile prevede l’impossibilità sopravvenuta della prestazione. In pratica, chi paga per avere un servizio che poi, per causa di forza maggiore, non può essere ottenuto, ha diritto di essere rimborsato. Neanche il fornitore del servizio, ovviamente, è responsabile che però gioverebbe di un arricchimento ingiustificato. Quindi, è prevista la restituzione di quanto versato. Con il Decreto Cura Italia, è stato previsto un risarcimento per spettacoli, concerti ed altri eventi annullati nel periodo delle restrizioni agli spostamenti. La somma di denaro può essere sostituita con un voucher di pari importo da utilizzare per il medesimo evento o di diversa natura.”

Ma per i frequentatori dei centri sportivi? L’Avvocato comunica che anche per le palestre può essere richiesto un rimborso o, nel caso di abbonamenti, di allungare la scadenza decurtando il periodo di chiusura forzata. In ogni caso non è mai prevista la restituzione di una somma in denaro ma solo uno scambio di un nuovo servizio di pari importo.

Come chiedere rimborsi abbonamenti scolastici, palestre e stadio

Dopo aver chiarito se e quando è possibile chiedere un rimborso, facciamo chiarezza su come riceverlo. L’Avvocato Calvanico consiglia:” Per ricevere quanto versato, è importante rispettare il termine di 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Così come il venditore, avrà, poi, lo stesso tempo per emettere il voucher. Per cui, è necessario contattare gli enti, le strutture sportive o le compagnie di viaggi, con una missiva che riporti la data.”

Vediamo nel dettaglio le modalità di rimborso per:

  • viaggi aerei, ferroviari o marittimi: i consumatori possono richiedere il risarcimento  entro 30 giorni dalla data prevista per la partenza. Bisogna  allegare la documentazione necessaria. Il vettore procede alla restituzione della somma versata con l’emissione di un voucher di pari importo. Il voucher è utilizzabile  entro un anno dall’emissione;
  • nido, asilo, mense scolastiche: le famiglie possono interrompere i pagamenti per tutti i servizi scolastici e chiedere la restituzione delle somme già versate;
  • eventi vari: sono sospese in tutta Italia le manifestazioni e gli eventi in ogni luogo, sia pubblico sia privato. Anche in questi casi, come l’art. 88 del decreto cura-Italia indica,  esiste la sopravvenuta impossibilità della prestazione. Chi ha acquistato i biglietti per un concerto, ha diritto al rimborso. Basta  presentare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, l’istanza di rimborso al venditore. E’ necessario  allegare il  titolo di acquisto.
  • stadio: sono annullate le competizioni sportive. Anche in questo caso vale l’impossibilità sopravvenuta. Chi ha acquistato un abbonamento può richiedere la restituzione di quanto versato;
  • palestre: gli sportivi hanno diritto ai rimborsi della quota di abbonamento non usufruita. In questi giorni alcuni operatori stanno proponendo ai consumatori di “congelare” gli abbonamenti per poi riprenderli a emergenza finita.
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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto