Chi era Afrodite: storia vera, significato della Dea bellezza

Ivonne Lamberti 25 Novembre 2020

La dea dell'amore e della bellezza, chi era Afrodite, qual è il significato del suo nome greco e romano, immagini e simbolo e perchè spesso è anche un tatuaggio.

Raffigurata da sempre nell’arte come l’incarnazione della vera bellezza. Dal corpo morbido e sinuoso, con lunghi boccoli del color dell’oro che si posano sulle spalle e scendono fino in vita.

Venere è il suo nome romano, dea dell’amore, della bellezza, della generazione e della primavera. Una delle dee più importanti e venerate nel pantheon greco, a lei furono dedicati moltissimi templi, culti e celebrazioni religiose.

I Romani le dedicarono la stella del mattino detta ”Lux Fero”, cioè “portatore di luce”, che il cattolicesimo ha demonizzato successivamente in Lucifero.

In tempi più antichi era venerata  dai Fenici e dai Sumeri rispettivamente con i  nomi di Ishtar e Inanna.

Secondo Omero era la figlia di Zeus e della ninfa Dione. Secondo il poeta Esiodo, invece, era nata antecedentemente al regno di Zeus, dalla spuma del mare, frutto del seme dei genitali di Urano gettati in mare da Kronos.

La dea aveva anche l’appellativo di ”Urania” ossia la pre-cosmica figlia di Urano e di ”Pandemos” come divinità civica inserita nel cosmo.

I suoi simboli si raffigurano nella colomba, nel cigno e nel passero. Tra le piante, invece, è rappresentata dalla rosa, dal mirto e dalla palma.

Simbolo ieri e oggi, ritroviamo spesso la sua immagine in opere d’arte e non solo, in manifesti pubblicitari e spesso sono in tanti a tatuarsela per via della sua bellezza e significato.

Ma a parlarci di questa  divinità su una conchiglia, non è un’immagine pubblicitaria o un tatuaggio, Afrodite chi era, dea greca e romana dell’amore, lo raccontano miti e leggende del passato.

Chi era Afrodite: storia, riassunto, significato e perché Dea della bellezza e amore sulla conchiglia

Diversi miti potranno raccontarci il significato del nome Afrodite, chi era la dea dell’amore e della bellezza, rappresentata su una conchiglia. Ma solo pochi di questi potranno davvero dirci di più su chi era, la sua storia e origini, perché è nata nel mare.

In greco antico: Ἀφροδίτη, Aphrodítē è, nella religione greca, la dea della bellezza, dell’amore e della fertilità. La potenza divina della dea si rivela nell’amplesso sacro in quanto vi si manifesta la forza che unisce l’elemento maschile con l’elemento femminile.

L’origine del culto della dea, secondo Erodoto, risale in Oriente, in Israele, e successivamente importato dagli abitanti di Cipro.  Ma la sua venerazione potrebbe risalire anche ai Fenici che trasferirono direttamente il suo culto in Grecia.

La sua figura venne ellenizzata già ai tempi di Omero nell’Odissea come moglie del dio Efesto, amata anche da Ares o Marte dio della guerra per i romani.

Nell’Iliade appare, invece, come figlia di Zeus e di Dione, che difende i Troiani, madre dell’eroe Enea generato con Anchise. Il passo in cui Zeus la rimprovera poiché interessata eccessivamente alla guerra di Troia si rifà all’Epopea di Gilgamesh, l’eroe che insulta la Regina del cielo Ishtar, alter ego di Venere. Questo passo può rappresentare una prova dei contatti anche a livello letterario tra la Grecia antica e il Vicino Oriente e in modo simile alle origini del culto della dea.

Esiodo nella sua Teogonia ne fa derivare il nome da aphros ovvero spuma narrando la sua nascita dalla spuma del mare. Kronos figlio di Gaia e Urano, Terra e Cielo, libera i suoi fratelli dall’oppressione del padre sulla madre, tagliandogli i genitali che poi getta in mare. Questi fecondano la spuma del mare da cui nasce Venere.

Fin dai tempi antichi è stata un modello di ispirazione. Nell’arte, l’opera più significativa, è ”La Nascita di Venere”, dipinto dell’artista Sandro Botticelli. Nel ritratto la dea avanza in tutta la sua bellezza e grazia, nuda e distante fluttua su una conchiglia che la fa approdare sull’isola di Cipro. Sospinta e riscaldata dal soffio di Zefiro e accolta da una fanciulla che, per proteggerla, le porge un magnifico manto rosa ricamato di fiori.

Non solo dea dalla bellezza e dell’amore, ieri come oggi, è un simbolo, Afrodite, immagine di amore e bellezza, significato chiaro e palese senza spiegazioni ulteriori: sarà anche per questo che spesso è scelta come tatuaggio.

Chi è la Dea della bellezza e dell’amore oggi

Se per molti è semplicemente la dea della bellezza, per molti altri chi era Afrodite e, chi è tutt’oggi, andrebbe ricercato in un significato meno estetico e più intrinseco della bellezza. E’ questo quello che è accaduto rispetto a questo personaggio nella cultura moderna.

La dea ancora oggi è simbolo di una bellezza eterea, seppur per alcuni non rappresenta i canoni fisici attuali. Ma non per Lady Gaga che con due conchiglie, in Grecia, si è presentata ai fan come la dea greca, in una versione più moderna e con uno stile personalizzato, come simbolo della lotta all’anoressia. Così ha incoraggiato i fan a sottrarsi ai canoni estetici valorizzando la bellezza di ognuno di noi.

Riportata anche al cinema con il film del 1958 di Mario Bonnard ”Afrodite, dea dell’amore” , e nella serie televisiva Xena del 1995.

Immagine, simbolo e significato, chi era Afrodite Dea

A differenza di molte altre divinità, dalla sua storia si legge che sin dalle origini, Afrodite chi era lo ha fatto sapere dal significato che l’accompagna. Bellezza eterea e dell’amore universale.

In principio simboleggiava l’amore universale per tutto il creato, rappresentava la forza dell’amore nelle sue diverse espressioni al fine della conservazione della vita.

Il suo significato, da questo punto di vista, è stato diversificato. Nel Simposio platonico è identificata come Urania dea più antica, figlia di Urano, divinità celeste e rappresentazione dell’amore puro e ideale. E come Pandemia, legata agli aspetti più sensuali e bassi dell’amore, considerata figlia di Zeus e Dione.

Rappresentata anche come Areia legata al culto di Ares, dio della guerra. Venerata come Anzeia e Pontia, dea della fecondità in rapporto ai frutti della Terra e come protettrice dei naviganti.

In antichità, il culto della dea, probabilmente, consisteva nell’esercizio del ballo, una forma molto simile all’attuale danza del ventre. Sicuramente era escluso ogni tipo di sacrificio, il suo altare, essendo simbolo dell’amore, non doveva essere profanato dalla morte.

Inoltre, la rosa, uno dei simboli della dea, è stato collegato al culto di Maria Vergine e Madre.

Anagrafica Principale
Afrodite è la dea della bellezza e dell'amore universale. Venerata dai romani con il nome di Venere. Pre-cosmica figlia di Urano nella Teogonia di Esiodo ma figlia di Zeus e Dione secondo Omero. Adorata fin dall'antichità dai Fenici e dai Sumeri con il nome di Ishtar e Inanna. Ancora oggi è il simbolo della bellezza e dell'amore per il creato.
Nome e CognomeAfrodite
Anagrafica Principale
Afrodite è la dea della bellezza e dell'amore universale. Venerata dai romani con il nome di Venere. Pre-cosmica figlia di Urano nella Teogonia di Esiodo ma figlia di Zeus e Dione secondo Omero. Adorata fin dall'antichità dai Fenici e dai Sumeri con il nome di Ishtar e Inanna. Ancora oggi è il simbolo della bellezza e dell'amore per il creato.
Nome e CognomeAfrodite
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avatar Ivonne Lamberti Studentessa universitaria, appassionata di scrittura e informazione. Il mio interesse è rivolto in particolar modo a quei problemi di carattere ambientale e sociale. Sono convinta che il giornalismo sia un potente mezzo per comunicare e informare in quanto riporta avvenimenti che hanno la necessità di essere divulgati ogni giorno. Leggi tutto