Cashback bancomat e bancoposta: quando conviene e quando no

Martina Sapio 28 Dicembre 2020

Come funziona il cashback bancomat e bancoposta: quando conviene chiedere il rimborso spese allo Stato.

Cos’è cashback di stato? Un bonus esteso a quasi tutti gli acquisti effettuabili fisicamente, e funziona tramite la restituzione di una percentuale di quanto speso. Per chi usa il bancomat, ci sono alcune operazioni che rischiano di rimanere escluse dalla promozione. Al contrario tramite bancoposta sono previsti vantaggi a livello di sconti.

Ad indicare come funziona cashback bancomat è il governo, che sceglie di elargire rimborsi spesa e consumi, per rilanciare il commercio e l’economia. Applicabile in via generale a tutti gli acquisti senza contanti compiuti dai cittadini, è utilizzato da quasi quindici milioni di abitanti e sta avendo grande successo. Nonostante alcuni inziali refusi legati a difficoltà tecniche della piattaforma, sta procedendo adesso efficientemente.

I cittadini si sono anche chiesti se può aderire al cash back bancomat la moglie o coniuge maschile, nel caso in cui si usino una o più carte diverse tra i due sposi. La risposta è sì. Tutte queste ipotesi hanno una risposta positiva, nel senso che è possibile registrare più carte (anche se usate da persone diverse) a patto che si usi lo stesso codice fiscale.

Quando conviene il cashback bancomat e bancoposta per ottenere rimborso sul conto corrente

A gestire il cashback l’agenzia delle entrare, che tiene conto della generalità dei circuiti e delle transazioni. Tra queste, il circuito dei bancomat e quello dei bancoposta.

Per quanto riguarda il bancomat, bisogna fare una premessa su come funziona il rimborso di stato. Perno centrale del Cashback bancomat l’app IO, la piattaforma della Pubblica Amministrazione che tiene conto delle varie carte utilizzate e delle spese fatte. Ci si registra tramite SPID, si inserisce la carta di preferenza, si inserisce l’IBAN e si può iniziare ad approfittare del rimborso.

Detto questo, però, bisogna specificare che i bancomat permettono il pagamento contactless, semplicemente avvicinando la carta al POS. Questo pagamento, però, utilizza un circuito diverso rispetto a quello che l’app IO recepisce.

In parole povere, questo significa che quando si effettuano pagamenti con questo metodo la transazione non viene registrata dall’applicazione, e il rimborso non si può ottenere. Quindi, a conti fatti, il cashback con bancomat o carta di credito conviene, se ci si ricorda di effettuare il pagamento in maniera fisica (inserendo il PIN). In questo modo, infatti, l’operazione sarà perfettamente regolare e rientrare nel piano di rimborso spese dello stato.

Al contrario, sembrano non esserci punti a sfavore per il cash-back con bancoposta. Ci sono infatti alcuni esercizi nei quali effettuare un certo acquisto con un servizio delle Poste Italiane (quindi cash-back con PostePay, per esempio) dà diritto ad uno sconto. Lo sconto non vale subito sul prodotto, ma quando arriva ad un minimo di dieci euro la somma è caricata automaticamente sul proprio conto corrente postale o la propria prepagata.

Va comunque aggiunto che questa promozione è indipendente ed automatica per i clienti del circuito delle Poste. Non richiede quindi nessuna attivazione o registrazione. È quindi, per vari motivi, estremamente conveniente.

Quando non conviene pagare con carta per cash-back

Vediamo ora quando non conviene utilizzare questi circuiti. Al di là delle inziali problematiche per le quali alcuni cittadini hanno affermato che il cashback bancomat non funziona, ci sono anche degli svantaggi permanenti. Ci sono infatti alcune occasioni in cui effettivamente usare questi strumenti non conviene. Ci sono due ipotesi diverse per il bancomat e per il bancoposta.

Come già detto, nel primo caso non conviene utilizzarlo per i pagamenti contactless. In questo caso, infatti, si cerca praticamente di attivare il cash-back bancomat senza app IO. Questo perchè tramite questa operazione il POS registra il cashback bancomat con Maestro (circuito internazionale) e non con il Pagobancomat nazionale. Dato che il primo non ha ancora firmato un accordo che permetta la condivisione dei dati transazionali con l’app IO, le spese con questo effettuate non sono registrate.

Per quanto riguarda invece il rimborso spesa con Bancoposta, non sembrano esserci particolari controindicazioni. Anzi, per il circuito delle Poste Italiane è addirittura previsto un euro in più per ogni rimborso effettuato. Ci sono tutte le condizioni, quindi, per consigliare appieno questa procedura.

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avatar Martina Sapio Studentessa di Giurisprudenza alla Federico II di Napoli, scrivo per la sezione Attualità e vedo nel giornalismo il modo migliore di mettere in pratica le mie conoscenze.Ho sempre amato scrivere così come ho sempre amato informarmi sul mondo che mi circonda, sul suo modo di cambiare e di evolversi. Per questo ho deciso di iniziare ad esplorare questo mondo.Capire da quali meccanismi è mossa la nostra società. Mi interesso in particolar modo di politica e di tematiche economiche, sia di carattere nazionale che internazionale, di come queste costanti influenzino tutti noi.Nello scrivere cerco di essere quanto più diretta e chiara possibile: un lavoro di ricerca e di rifinitura che ha come obiettivo la sola, vera informazione. Leggi tutto