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11 settembre 2014

Giornalista Rai: come diventare un buon giornalista rai e televisivo

giornalista pubblicista e professionista

Ecco come diventare giornalista rai per Enrico Varriale, talentuoso giornalista e conduttore televisivo di Stadio Sprint e del Processo del Lunedì.

Giornalista Rai

Giornalista Rai

“Per diventare Giornalista Rai – dichiara Varriale – occorre tanta gavetta. Non è un percorso facile. E non lo è soprattutto oggi, perché la crisi economica colpisce ancora di più le aziende editoriali. Credo, tuttavia, che il giornalismo resti il mestiere più bello del mondo”.

Diventare giornalista rai è una meta a dir poco prelibata. Seppur lambito dai mille rivoli della crisi economica e dagli afflati del digitale terrestre, il tubo catodico di Viale Mazzini continua, imperterrito, ad accattivare e sedurre un elevato numero di spettatori ed aspiranti stagisti. Nel corso degli anni, infatti, Mamma Rai ha saputo rinnovare il suo fascino etereo, rimpinguandone e suturandone alcuni tasselli nevralgici.

Al di là dei roventi moti concorrenziali e della costante evoluzione tecnologica, dunque, l’azienda, simboleggiata dal cavallo morente di Francesco Messina, è riuscita, nel tempo, a riagguantare la vetta, assurgendo nuovamente al rango di leader del settore.

Pertanto, diventare giornalista rai o, comunque sia, lavorare presso una delle sedi della società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo italiano, rappresenta, oggi più che mai, un trionfo professionale ed esistenziale di non poco conto. Si tratta, come detto, di un traguardo tremendamente ambìto, di un percorso sublime e, al contempo, irto di insidie e scanalature.

Per diventare giornalista rai e giornalista televisivo, infatti, occorrono anni di duro lavoro, dedizione, perseveranza e resilienza. Sono notevoli, del resto, i requisiti richiesti. Si va dal carisma, alla varietà lessicale ed all’abilità dialettica, passando per il possesso di una lauta cultura generale.

La concorrenza è spietata, e il talento, probabilmente, non basta. In fin dei conti chi non vorrebbe calcare i palcoscenici di un’emittente televisiva di punta, come quella di viale Mazzini?

Con l’intento di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi in merito all’affascinante universo dell’informazione italiana, abbiamo incontrato, nell’incantevole cornice di Agropoli, presso la suggestiva Piazzetta delle Mercanzie, il Dott. Enrico Varriale, noto giornalista rai, giunto ai piedi del castello Angioino Aragonese per promuovere Napoli 8 e ½, un libro dal candore poetico e dal retaggio filo partenopeo.

Come diventare giornalista rai per Enrico Varriale

Giornalista Rai di lungo corso, conduttore televisivo ed autore di due libri dedicati al mondo del calcio, “A bordo campo: il calcio oltre la linea bianca” (Testepiene, 2010) e “Napoli 8 e ½: la Storia degli 85 anni d’amore tra la città e le sue squadre” (Minerva edizioni, 2011).

Dott. Varriale: potrebbe parlarci della Sua ultima fatica letteraria? Perché Napoli 8 e ½?

“E’ un libro che, per la verità, è datato 2011. Un anno in cui il Napoli appunto compie 85 anni di vita. Un momento straordinariamente significativo per la società azzurra la quale, negli ultimi 7 anni, aveva vissuto il passaggio dall’inferno della Serie C al paradiso della Champions League, conquistato proprio in quell’anno. L’idea di celebrare questa cavalcata trionfale in un anniversario così importante, venne, in primis, all’editore Mogavero e poi anche al Presidente De Laurentiis. Napoli 8 e ½ racconta non solo la storia del Napoli calcio, ma anche la storia della passione che questa squadra rappresenta per il suo popolo. Il libro è integrato da un dvd con interviste inedite a personaggi come il Cardinale Sepe, il sindaco De Magistris, Erri De Luca, Massimo Ranieri, Ciro Ferrara, Antonio Ghirelli, Luis Vinicio, De Laurentiis, Walter Mazzarri e Edinson Cavani i quali sono tutti tifosi della squadra azzurra, ma soprattutto tifosi di Napoli”.

Lei è un giornalista sportivo dotato di grande esperienza e talento. Nel 2003 ha ricevuto, infatti, il Premio Penisola Sorrentina “Arturo Esposito” e nel 2010, invece, ha vinto il premio come Miglior Giornalista Sportivo. Come si diventa giornalista rai e, nello specifico, giornalista sportivo?

“Per diventare Giornalista Rai e giornalista sportivo occorre tanta gavetta. Oggi ci sono le scuole di giornalismo che rappresentano sicuramente qualcosa di positivo. In realtà, l’idea di effettuare comunque il precariato e il praticantato, andando a lavorare presso una redazione di un’emittente televisiva o radiofonica, di un giornale o di un’agenzia resta, secondo me, la via maestra. Al di là della bontà del lavoro svolto nelle scuole di giornalismo, infatti, cominciare a lavorare, consumando le suole delle scarpe, come si diceva un tempo, è sempre la soluzione migliore, da questo punto di vista, per raggiungere qualche risultato. Non è un percorso facile. E non lo è soprattutto oggi perché la crisi economica colpisce ancora di più le aziende editoriali. Credo, tuttavia, che il giornalismo resti il mestiere più bello del mondo. A chi ha la passione e si avvicina a questo lavoro consiglio sempre d’inseguire il proprio sogno perché ne vale davvero la pena”.

Come detto, Lei è un giornalista rai di lungo corso. Attualmente è al timone di due storici programmi televisivi: Stadio Sprint ed il Processo del Lunedì. Dott. Varriale: qual è la Sua opinione in merito alla crisi del giornalismo italiano? Crede sia necessaria una riforma?

“Sono in crisi prima di tutto le aziende editoriali. In questo momento, purtroppo, hanno delle grandi difficoltà economiche. La pubblicità, che rappresenta uno dei pilastri del giornalismo, non appare, in questo momento storico, avulsa da problematiche. Ma, al di là della crisi economica, c’è anche una difficoltà relativa ai tempi che cambiano. Oggi, infatti, c’è un surplus d’informazione. Siamo tutti portatori e fruitori d’informazione e, spesso, l’enormità di notizie fa perdere la possibilità di essere selettivi nelle scelta delle stesse. La capacità di identificare, selezionare, e discernere, con un certo tipo di valutazione critica, le notizie da prima pagina, in realtà, è il fulcro nevralgico dell’attività dei giornalisti. Tutto ciò ha, sicuramente, indebolito un certo modo di fare il giornalismo che, in effetti, è di gran lunga mutato rispetto a quando iniziai a muovere i primi passi. Il web rappresenta una fonte di notizie enorme e sterminata che necessita, tuttavia, di verifiche, controlli ed attenzioni costanti, e, in qualche modo, anche di un ripensamento generale dello stesso ruolo di giornalista”.

Che cosa ne pensa di Antonio Conte, neo CT della Nazionale Italiana di Calcio, e del Presidente della Figc Tavecchio?

Conte CT è una grande idea del Presidente Tavecchio. Nonostante il neo leader della Figc abbia iniziato male la sua avventura, pronunciando una battuta davvero infelice, da condannare al 101%, devo ammettere che, poi, nella prima mossa, quella inerente alla scelta del commissario tecnico, è riuscito a riscattarsi dignitosamente, nominando Antonio Conte, il migliore, l’unico allenatore in grado di esaltare le non eccezionali risorse del calcio italiano”.

Secondo Lei chi vincerà il campionato di Serie A?

“E’ una bella domanda. Credo si tratterà di una corsa a due tra Roma e Juventus, con la prima leggermente favorita”.

Come diventare giornalista rai. Di recente, la Radiotelevisione Italiana Spa ha bandito un’importantissima selezione finalizzata al reclutamento di figure professionali afferenti al campo editoriale, alla produzione ed allo staff.

Come diventare giornalista Rai

Come diventare giornalista Rai

Al concorso per giornalista rai 2014, destinato alla creazione di una graduatoria di 100 professionisti dell’informazione da assumere con contratto a tempo determinato (le cui domande di ammissione andavano presentate entro il 24 aprile), hanno partecipato circa 5mila aspiranti anchorman.

La procedura selettiva ha, tra le sue condizioni di accesso, l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti Professionisti. Le prove, invece, dovrebbero svolgersi tra la fine dell’anno 2014 ed il primo semestre dell’anno 2015. Per ulteriori informazioni inerenti al concorso, vi invitiamo a consultare il sito rai dedicato al recruitment.

Antonio Migliorino


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