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21 dicembre 2005

Mr. & Mrs. Smith abbandonati dal sindacato di categoria

Mr. & Mrs. Smith
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Come in Mr. & Mrs. Smith ogni coppia ha la sue piccole bugie che, se trasformate in grandi menzogne, alla fine rivelano l’esistenza di un mondo diverso ed oscuro.

Una vita parallela, capace di dividere per sempre chi si era giurato amore eterno. Questa è l’inedita storia di John e Jane Smith (complimenti per la fantasia), sposati sull’onda di una passione travolgente, ma, col tempo, annoiati dalla routine, fatta di lusso sfrenato e cenette, pessime, al lume di candela. I nostri eroi vivono però, entrambi, una vita segreta, essendo killer professionisti al soldo di agenzie governative concorrenti, le quali, un bel giorno, decidono di metterli l’uno contro l’altra per eliminarsi a vicenda. Risultato?

Una “guerra dei Roses” in versione para- militare, con i due “innamorati” intenti ad ammazzarsi tra le amate-odiate mura domestiche.

Il duo protagonista della pellicola è la coppia più glamour del jet-set hollywoodiano, Mr. & Mrs. Smith formata da Brad Pitt ed Angelina Jolie, qui in un mix di “Rambo 1, 2 e 3” e “Commando”, con un pizzico di “Bond-ismo” di maniera, a dar sapore alla brodaglia. Qualche situazione divertente non manca, soprattutto quando i due colombi, costretti a fuggire da casa in mutande, si trovano nel traffico dell’ora di punta, inseguiti da ex-colleghi che sparano all’impazzata, evidentemente inferociti per la disparità di trattamento economico loro riservata, mentre nell’auto del duo, rubata ai rintronati vicini, va in scena un simpatico siparietto sulle reciproche “verità nascoste”.

Come in Mr. & Mrs. Smith ogni coppia ha la sue piccole bugie che, se trasformate in grandi menzogne, alla fine rivelano l’esistenza di un mondo diverso ed oscuro, protagonisti armati in fuga per evitare il licenziamento “eterno” senza giusta causa?

Esatto! L’organizzazione sindacale di categoria, infatti, non interviene a tutela dei due “poveri” lavoratori; all’opposto, incita i colleghi a farsi giustizia sommaria! Ma, il finale a lieto fine è dietro l’angolo e mette tutti d’accordo al motto “la pace si ottiene attraverso un volume di fuoco maggiore”, ma rimane un dubbio sulla sorte dei circa duecento colleghi che gli Smith si lasciano alle spalle e che si sono messi in malattia o in infortunio alla fine delle riprese, mandando in tilt il sistema previdenziale americano. Concludendo, avrei alcune curiosità che mi tolgono il sonno:

  • 1. Chi è l’architetto che ha progettato “casa Smith”? Per il garage e le altre modifiche strutturali, è stato chiesto il relativo condono o sono state considerati come vani “al grezzo”?
  • 2. Con che criterio il signor Smith-Pitt ha disseminato di armi casa propria? Era ovvio che un’eventuale fuga di gas avrebbe proiettato gli sposini direttamente alle Maldive, e senza scalo!
  • 3. Il “porto d’armi” dei due, equivale ad un’enciclopedia in 32 volumi?negozio “simil-Brico”, chi paga i danni?abbandonare gli uffici, è relegata, con tutto il suo staff, in una roulotte fornita dalla nostra protezione civile?

Riassumendo, ottimi i cinque minuti iniziali, in cui s’illudono gli spettatori in sala sulla bontà del film, ed i titoli di coda, che in questi casi, purtroppo, arrivano sempre troppo tardi.
Quasi dimenticavo: la signora Smith-Jolie potrebbe farmi sapere dove ha comprato quel curioso forno a convenzione che furoreggia in cucina? Potrebbe tornarmi utile in futuro.

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