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21 Novembre 2010

Classifica taroccata per il Times Higher Education.

La sorpresa della presenza dell’Università di Alessandria d’Egitto tra le migliori 200 università di tutto il mondo lasciò, lo scorso settembre, tutti un po’ perplessi.

La classifica del Times Higher Education viene stilata ogni anno con lo scopo di valutare la qualità della didattica e i servizi offerti dalle singole università dei cinque continenti misurando:

-* la qualità della ricerca,
-* l’occupazionalità dei laureati,
-* le risorse dedicate all’insegnamento ,
-* l’impegno per l’internazionalizzazione.

In base a questi criteri di valutazione, quest’anno, infatti, nella classifica delle 200 migliori università del mondo, al 147esimo posto era presente l’università di Alessandria d’Egitto che di conseguenza diventava la prima università egiziana (e di tutto il mondo arabo) a riuscire a entrare nella top 200 mondiale, scavalcando persino atenei molto prestigiosi come la Georgetown University (Usa) e la Delft University of Technology (Olanda).

L’alto posto in classifica dell’Università di Alessandria d’Egitto era motivato dal grande numero di citazioni in riviste scientifiche.
Ma si è scoperto che ben 320 articoli erano scritti da un solo accademico, Mohamed el Naschie, ed erano stati pubblicati tutti e 320 sulla stessa rivista, di cui costui risulta essere il direttore.

Questo errore ha, ovviamente, messo in piedi un dibattito sulla credibilità o meno di queste classifiche universitarie.

Ellen Hazelkorn, rettore della Graduate Research School del Dublin Institute of Technology, e autrice di un libro molto critico sull’argomento, difende la ricerca involontariamente “taroccata” citando una frase di Albert Einstein: “Non tutto ciò che può essere calcolato è importante, e non tutto ciò che importa può essere calcolato”.

Dora Della Sala

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