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19 gennaio 2011

Italia: una scuola su cinque rispetta gli standard richiesti

Un’aula scolastica, i banchetti di 117 centimetri per due persone, le sedie rotte e scomode, che quando ci si alza cadono giù per il peso degli zaini, le cartine rovinate, le pareti dall’intonaco screpolato e le finestre con la carta di giornali al posto delle tende. Non si tratta di un’immagine retrò, ma della descrizione di una scuola italiana alle soglie del 2011. I bambini sono costretti a passare la maggior parte della loro giornata chiusi in un ambiente soffocante, spesso in senso letterario. Aria condizionata assente d’estate, e riscaldamento tenuto ai minimi termini d’inverno.

E quello delle aule fatiscenti è solo il meno grave dei problemi. Una scuola su quattro si avvale della certificazione igienico-sanitaria, una su tre di quella antincendio e di agibilità statica. Più del 60% degli istituti è stato costruito prima del 1974, con tutta la mancanza di strutture necessarie oggigiorno che ne deriva.

La situazione non migliora nel caso delle università. Non sono poche le strutture “completamente da rifare”: aule fatiscenti, bagni rotti, cavi scoperti, tetti che cadono, riscaldamento assente, aule studenti e servizi mensa inesistenti, mancanza di apparecchiature.

Nemmeno i servizi offerti raggiungono la sufficienza. Segreteria spesso inesistente, lenta, macchinosa, gestita da personale inefficiente che spesso non risulta in grado nemmeno di fornire le informazioni basilari o urgenti. Gli atenei che cercano di adattarsi alle più forti esigenze degli studenti tramite la fornitura di servizi informatici, non di rado lasciano a metà ciò che hanno iniziato: siti internet non aggiornati o mal funzionanti, poco chiari e difficili da usare.

Aspettiamoci anche di peggio. Perché con la legge finanziaria del 2008 Tremonti ha decurtato il bilancio della scuola pubblica italiana di oltre 9 miliardi in tre anni. L’Italia è l’ultima in classifica in Europa per quel che riguarda la spesa pubblica in campo scolastico. Infatti la nostra Penisola investe 7.948 dollari per studente, contro 8.932 della Francia, 8.270 della Germania, 8.440 della Finlandia, 8.618 della Spagna, 10.262 della Svezia e i 13.031 della Svizzera e i 14.269 dollari a studente per gli Stati Uniti.

Marilena Grattacaso

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