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6 gennaio 2011

La festa che non porta via la voglia di festeggiare l’Epifania

Gli irriducibili delle festività avranno in questi giorni di nuovo pane per i loro denti.
Superata di slancio la vigilia di Natale, con qualche affanno (ne sono certo), superato il capodanno, sebbene allietato dalle benefiche note di Fiorella Mannoia, coloro che attendono ancora un motivo per far festa, avranno il 6 gennaio: Epifania, la quale prima di essere una apparizione estemporanea ed eccezionale è una festa della liturgia cattolica (distinta dal Natale solo nel IV secolo) cui si collegano varie espressioni spettacolari e figurazioni drammatiche soprattutto popolari. Notiamo, in particolare, la Festa dei folli, manifestazione che, a partire dal XII secolo, i suddiaconi organizzavano, intorno al giorno dell’Epifania, per solennizzare l’anno nuovo.

Durante tali cerimonie, essi erano delegati dai superiori, forse per umiltà, a celebrare il servizio divino; ma anche feste in cui abbondavano licenziosità e sregolatezza. Più specifico, e sempre entro il tono di una certa mancanza di ritegno (lo citiamo per esempio) ciò che prescriveva l’Ordinarium padovano.

Si trattava di uno spettacolo buffonesco nel quale, mentre un personaggio travestito da Erode leggeva una parte dell’Ufficio dell’Epifania, alcuni suoi ministri battevano il vescovo, i canonici, gli scolari con una vescica gonfiata. All’Epifania s’ispira anche la Befana, rappresentazione rustica del contado toscano, nella quale un giovane vestito da vecchia e accompagnato da alcuni amici coristi, va di porta in porta a questuare, ricordando nel canto, naturalmente, la vicenda dei Magi, o anche la strage degli innocenti, o altri episodi dell’infanzia di Gesù.

Più tardi, anche lei si è evoluta e adesso vola. Su una scopa. Personalmente non m’importa sapere se tutto questo corrisponda a verità, o sia solo una bugia. Non importa se sorvoli case o atterri su fuligginosi camini. La cosa importante è che voli. E continui a volare. Tutte le volte la notte del 6 gennaio. Di certo, è più precisa di alcune compagnie aeree e più generosa di certe vecchine. La qual cosa se ci pensate consola il cuore e colora l’anima. Mi raccomando lettori: fatemi sapere come.

Gaetano Santandrea

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