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28 febbraio 2011

Gli anziani nel 2011

L’ assistenza agli anziani, oggi sempre più numerosi per via della diminuizione delle nascite e per l’ allungarsi della vita media, è diventato un problema sociale sempre più importante.
Le migliorate condizioni di vita della società contemporanea, lo sviluppo della medicina hanno portato l’elevazione della vita media ad oltre settant’anni facendo così aumentare il numero degli anziani.

Ciò comporta una serie di problematiche: se da un lato i ricercatori sono sempre più impegnati sul versante della medicina geriatrica e meno su quella infantile visto il regresso a causa del controllo della nascite, dall’altro lato questi problemi mettono in grave difficoltà le strutture sociali, non ancora sufficientemente attrezzate a corrispondere agli anziani, spesso abbandonati e a volte privi di mezzi, un’assistenza dignitosa che consenta lora di vivere serenamente gli ultimi anni che li attendono.

Con una pensione che è al limite della sopravvivenza, soprattutto nelle medie e grandi città, gli anziani sono costretti a insostenibili sacrifici. Solo chi dopo una vita di lavoro è riuscito a mettere da parte qualche risparmio, vive in casa propria o con i figli riesce bene o male a far quadrare i conti, non è giusto che chi per una vita ha lavorato contribuendo al benessere del paese venga poi costretto a vivere come un accattone.
Ma quello economico non è il solo problema, la società tende ad isolarli, a considerarli “inutili”. In loro, invece, è racchiusa la saggezza del mondo, senza la quale i giovani non potrebbero costruire una società che possa definirsi giusta, democratica e moderna.

Emarginando i “vecchi” non si fa altro che creare i presupposti per una futura emarginazione degli stessi giovani, poichè anche loro prima o poi invecchieranno.
Gli anziani hanno ancora tanta voglia di vivere e scoprire sensazioni nuove, qualunque sia la loro età.
E quando la morte arriva li coglie sempre di sorpresa, come fossero ancora giovani intenti ad assaporare la grazia e il fascino che la vecchiaia, non meno della giovinezza, reca con sè.
Ciò che dobbiamo veramente mettere da parte non sono, dunque, queste persone ma la vecchiaia morale che annebbia e annulla ogni entusiasmo, ogni scatto di vita rendendo imprecisi i gesti e inutili le speranze.

CARMEN COSPITE

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