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23 giugno 2011

Studentessa inglese mette in scena uno stupro

Si vergognava di raccontare ai genitori di essere stata espulsa dall’universitàL’appartamento devastato, il tavolino da caffè rovesciato, le tende squarciate. Ecco lo scenario sconvolgente che si è presentato agli occhi dei coniugi Mather. La figlia in lacrime, sconvolta e con i collant a brandelli.

Questa la singolare storia di Aisha Mather, 19 anni, una studentessa di legge della Nottingham Trent University (Gran Bretagna). La ragazza ha denunciato circa una settimana fa di aver subito violenze sessuali nel suo appartamento, a Knifepoint, fornendo un serio identikit del presunto stupratore, nel tentativo di convincere la polizia.

Inizialmente sembrava non esserci nulla di sospetto. Le indagini si sono svolte in modo regolare, arrivando all’arresto del colpevole di questa violenza inaudita. Eppure qualcosa sembrava non tornare.
Quando gli ufficiali hanno interrogato la Mather, la ragazza ha dichiarato che l’uomo l’aveva seguita dalla biblioteca universitaria fino alla sua abitazione. Per scrupolo, la polizia è andata in biblioteca a controllare il profilo della ragazza e il nome del libro che stava leggendo. In realtà Aisha quella sera pare non aver letto nessun testo, probabilmente non era neppure in biblioteca.

A distanza di otto giorni stava finalmente per essere svelata la grande bugia. Aisha ha infatti messo in scena questo teatrino dell’assurdo nella speranza di riuscire a convincere i genitori a lasciare gli studi e tornare a vivere con loro. Ma dietro c’è qualcosa di peggiore.
La ragazza non era affatto una studentessa modello, come i genitori pensavano. Secondo ricerche effettuate dalla Crown Court di Nottingham, Aisha spendeva più tempo a socializzazione piuttosto che a studiare. Dopo aver fallito il suo primo anno di esami, le è stato dunque ordinato di lasciare l’università.

Durante il processo, il suo avvocato, Phillipa Ellis, ha dichiarato in sua difesa, che per la studentessa era una vergogna raccontare ai genitori cosa stava succedendo, di conseguenza “è stata costretta ad inventare la storia dello stupro, per andare via da Nottingham senza problemi”.

La sua azione alquanto avventata, le è però costata molto cara. L’ex studentessa di legge è stata infatti condannata a due anni di reclusione in un carcere minorile.

Claudia Fazio

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