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8 settembre 2011

Negli USA tra i ragazzi la popolarità vale più dello studio

Da una ricerca condotta dall’Università, di Chicago, emerge che gli studenti americani, sono più preoccupati di guadagnarsi stima e polarità presso i coetanei che dei risultati scolastici.

La ricerca condotta su un gruppo di 70 ragazzi universitari, durante lo svolgimento di un test matematico ha evidenziato , prelevando campioni di saliva, per quantificare la presenza i cortisolo presente (ormone dello stress).

Dai risultati si è notato che i livelli di stress erano più elevati nei ragazzi che credono di non essere bravi che nei ragazzi convinti di essere dei geni in matematica. La pressione psicologica aumentava anche la qualità dei risultati positivi. In altri termini l’autostima e lo stress influenzavano maggiormente le prestazioni dei giovani e li condizionavano più delle eventuali difficoltà tecniche che si possono ritrovare nello studio e l’elaborazione di concetti matematici e fisici.

La ricerca conferma ed evidenzia come , nella società moderna, americana il tasso di popolarità raggiunta nel contesto sociale venga considerata dalle nuove generazioni fondamentale e imprescindibile oltre che motivo di ansia e preoccupazione.

I giovani cioè sono più preoccupati di raggiungere un consenso sociale accertabile che di ottenere dei buoni voti nel percorso scolastico.

La scuola è il luogo dove ogni giovane trascorre la maggior parte del suo tempo e può entrare in contatto con centinaia di propri coetanei.Rappresenta secondo il modello sociale che si sta affermando negli Usa dunque, il luogo ideale per aumentare la propria popolarità e diventare una vera e propria star.

Difatti, già dai primi anni, di scuola secondo lo studio, si creano nella popolazione studentesca delle vere e proprie classi di appartenenza sociale Ci sono due grandi categorie che emergono all’inizio della scuola, secondo lo studio americano: esse sono il “popular”, popolare, ed il “loser”, perdente. Se si finisce nell’una o nell’altra categoria equivale ad essere apprezzati oppure ad essere snobbati, senza poter evitare derisioni ed indifferenza.

La questione dunque della popolarità diviene centrale nella vita del ragazzo tanto da influenzare qualsiasi tipo di scelta nella vita professionale, sentimentale, sociale. secondo lo psichiatra cahrmet dunque i ragazzi hanno sviluppato non tanto una paura etica ma estetica fondata sul sentimento di vergogna,provato da chi si sente escluso da questo modello societario.

Risultati che lasciano allibiti. Emerge un modello di società dove dunque, essere bravi a scuola, compiere il proprio dovere, studiare, costruirsi un futuro basato sulla conoscenza e ila sacrificio e magari sull’idea che ogni cosa vada conquistata con il merito, diventano elementi di scarsa a importanza.

Mentre invece essere qualcuno, magari una star, apparire piuttosto che mostrare il proprio valore effettivo diventa centrale. è la società della televisione, mediatica, dove cinque minuti di celebrità valgono più di anni di lavoro e studio, un modello ovviamente poco fruttuoso fatto di bolle di sapone che evaporano rapidamente.

La cosa più grave è che cosi facendo passa l’ idea che per ottenere risultati importanti basti essere popolari e non occorra invece nessun tipo di acculturamento, di crescita morale, di studio o merito particolare, di ispirazione a valori sani, basta avere la faccia giusta che spacca lo schermo per avere successo.

il risultato quale potrebbe essere? Una generazione vuota senza punti di riferimento, esteriore, priva di valori sani e quindi facilmente adattabile e manovrabile, facilmente inseribile nelle regole dello show business , carne al macello da sacrificare nel grande gioco del potere.

Vincenzo Amone

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