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1 settembre 2011

Riscattare gli anni di studi? Ecco come fare

Dopo la bufera dei giorni scorsi, rispetto all’ipotesi di non conteggiare a fini pensionistici, (provvedimento che dovrebbe essere inserito nella manovra finanziaria) gli anni di studio e di leva militare, per meglio comprendere le ragioni delle proteste, e gli effetti di questa eventuale decisione, è utile spiegare il meccanismo attraverso il quale, attualmente, è possibile riscattare gli anni universitari o di servizio militare.

Chi ha compiuto studi universitari o prestato servizio di leva, secondo la normativa vigente può richiedere di riscattare gli anni impiegati in questa attività. Che significa riscattare? Significa aver l’ opportunità di vedersi riconosciuti gli anni di studio ai fini pensionistici.

Attualmente per andare in pensione, ottenendo la massima retribuzione prevista a seconda del tipo di lavoro compiuto, occorre aver prestato servizio per almeno quarant’anni e aver raggiunto i 65 anni . Chi decide di congedarsi dal lavoro prima di questo limite di tempo, anche se ha raggiunto i limiti di età previsti dalla legge, viene penalizzato con una decurtazione del fondo pensionistico.

Attraverso il riscatto invece, si ha la possibilità di avere conteggiati anche gli anni di studio. Questo vuol dire che se ad esempio un lavoratore va in pensione con 36 anni di servizio tramite il riconoscimento del periodo impiegato per laurearsi va in pensione con il massimo di anni di servizio, infatti, questo lasso di tempo tramite il riscatto viene considerato come effettivo periodo lavorativo .

Ma come funziona questo meccanismo? Quali procedure occorre seguire?.
In sostanza chi ha conseguito la laurea o ha prestato servizio di leva, può richiedere attualmente il riscatto presso l’Inps. Il riscatto comporta una somma da versare all’istituto di previdenza nazionale. Quindi è come se il richiedente avesse effettivamente lavorato nel periodo di conseguimento del titolo di studio e versasse i contributi.

La legge attuale prevede che vengano effettivamente conteggiati fino ad un massimo di quattro anni o di un anno di naia. Inoltrata la richiesta, l’ INPS provvede a spedire a domicilio il bollettino in cui viene indicata la somma da pagare.Il versamento può essere effettuato in un’ unica soluzione o dilazionato in 120 rate mensili.

Si può richiedere il riscatto , anche prima di iniziare l ‘attività lavorativa In questo caso il contributo per ogni anno da riscattare è pari all’importo derivante dall’applicazione dell’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche per i lavoratori dipendenti (33%) al minimale imponibile per artigiani e commercianti (14.240 euro per il 2009).

Il contributo è fiscalmente deducibile dall’interessato o detraibile dall’imposta dovuta dalle persone di cui egli risulti fiscalmente a carico (ad esempio i genitori), nella misura del 19% dell’importo stesso.

Per poter avere diritto alla domanda, occorre aver conseguito la laurea o il diploma di laurea, è valida anche la laurea conseguita all’estero purché ne sia riconosciuto il valore legale anche nel nostro paese. Valgono anche i dottorati, le lauree specialistiche della durata non inferiore ai due anni, il diploma di tecnico di audiometria, fono logopedia e audio protesi rilasciato da una scuola universitaria e la laurea conseguita in istituiti paritari e quella in discipline teologiche.

Occorre, inoltre, aver versato almeno un contributo settimanale all’Inps in qualunque momento della vita assicurativa.

Infine i periodi per i quali si chiede il riscatto non devono essere coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa o da riscatto chiesto in altri regimi previdenziali. Si può inoltre chiedere il riscatto di singoli periodi o di tutto il periodo di durata dello studiola normativa del Febbraio 1997 consente di usufruire di questo beneficio anche per uno o più titoli di studio di laurea conseguiti prima di tale data .Si può compilare la domanda in qualsiasi momento anche se è consigliabile farlo il prima possibile poiché più si avvicina l età pensionabile maggiore sarà l importo d versare.

La domanda va consegnata di persona presso la sede INPS di zona o tramite gli enti autorizzati, poi occorre compilare un papposito modulo definito rl1.Al modulo va allegato un certificato rilasciato dall’università il quale attesta che si è conseguita effettivamente la laurea e gli anni in cui si è svolto il corso legale di studi. ( non vengono conteggiati gli anni fuori corso).

La domanda può essere compilata anche da familiari di persone decedute che hanno diritto alla pensione di reversibilità. Occorre ricordare che il mancato pagamento della prima rata comporta l’annullamento ella domanda. Il tardivo pagamento invece viene considerato come una nuova richiesta.
Inoltre, se l’assicurato chiede la pensione quando ancora non ha finito di pagare le rate, le somme ancora dovute devono essere versate in un’unica soluzione. Se il riscatto è richiesto da un pensionato non è possibile ottenere il pagamento rateale e il relativo importo deve essere pagato entro 60 giorni.

Nel caso in cui la richiesta dovesse essere rigettata il richiedente può fare ricorso entro 90 giorni dalla data di rifiuto presso lo sportello INPS di zona indirizzandolo al Comitato del Fondo pensioni lavoratori dipendent se si tratta di lavoratore dipendente presso il Comitato amministratore dei contributi e delle prestazioni previdenziali.

Se si tratta di artigiano e commerciante deve riolgersi Comitato amministratore della gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri. Il coltivatore diretto, colono o mezzadro, deve far riferimento al Comitato amministratore della Gestione separata.
Se si tratta di un lavoratore parasubordinato o libero professionista o può consegnarlo di persona allo sportello INPS di zona o presso le associazioni di patronato riconosciute dalla legge.

Come interverrebbe invece il governo? La nuova norma proposta dal governo invece intende abolire la possibilità di riscatto pertanto gli anni di studio non saranno consdierati come prestazioni di lavoro ma verranno calcolati solo per chi li ha già versati come aumento della pensione retribuita.

Insomma, un passo in avanti verso la famigerata riforma pensionistica che dovrebbe portare a un innalzamento dell’età pensionabile. Se si considera infatti, che un laureato inizia a lavorare intorno ai trent’anni per avere la pensione dovrà attendere i settant’anni.

Tuttavia, nulla ancora è deciso anzi è notizia dell’ ultim’ora, si potrebbero aprire scenari inediti, se dovesse essere confermata la volontà del governo di ritirare il contestato provvedimento

Vincenzo Amone

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