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3 ottobre 2011

Bufera sui fondi destinati all’Università della terza età

Monta la polemica sulla decisione dell’ente comunale di Montesilvano di stanziare 25.000 euro destinati al sostentamento dell’Università della Terza età situata nella cittadina abruzzese.

A puntare il dito contro la decisione, l’organizzazione no profit operante nel territorio cittadino “Patto per Montesilvano”, la quale insiste sulla necessità di trovare risposte istituzionali ad alcune criticità insite nel provvedimento tramite il quale si intende finanziare l’ateneo.
L’organizzazione di cittadinanza attiva incalza in particolar modo su problematiche inerenti alla gestione dell’ente universitario e mette in dubbio la legittimità e l’opportunità dell’erogazione del finanziamento.

I componenti del “Patto”, hanno dunque sottoposto all’attenzione delle istituzioni locali una serie di quesiti e problematiche.

La prima questione evidenziata riguarda un presunto conflitto di interessi.

L’università è gestita da un consorzio associativo presieduto dal consigliere comunale di Montesilvano, Maria Rosaria Parlione. Ci si chiede, dunque, se è moralmente accettabile che, in virtù della carica ricoperta, un appartenente all’assise comunale possa ricevere fondi pubblici per gestire un’associazione che guida.

Il secondo problema messo in evidenza, invece, è di natura economico burocratica. “Patto per Montesilvano” infatti, basandosi su informazioni disponibili, sostiene che l’università ha un bilancio consuntivo pari a 18000 euro e pertanto occorrerebbe capire perché nonostante ciò riceva 25 000 euro. Inoltre, sempre secondo il “Patto”, il comune sostenta , con una cifra cospicua attività ancora in fase di realizzazione, mentre sarebbe opportuno, in base alla normativa vigente, creare prima una tabella di marcia in cui, i gestori dell’ateneo indichino obiettivi certi da realizzare e dunque organizzino un progetto su cui far confluire il denaro pubblico. Solo in questo caso l’ eventuale finanziamento pubblico acquisirebbe legittimazione.

Infine, l’organizzazione civica segnala una sorta di anomalia politica. Come mai, si chiedono, la consigliera comunale presidente dell’Associazione finanziata dal Comune di Montesilvano, eletta tra le fila dell’opposizione e critica verso il primo cittadino ,oggi invece siede in maggioranza ottenendo un lauto sostegno per le iniziative che propone?

Il presidente del “Patto”, De Flavis, tuttavia, sembra insistere maggiormente sulla questione del consigliere comunale che ricopre anche il ruolo di guida del’ università : “ Ove la risposta, che ci auguriamo celere- insiste De Flavis– dovesse rassicurarci sul rispetto di questi principi relativi alla gestione ed erogazione del finanziamento, rimarrebbe comunque un interrogativo ben più pregnante sull’opportunità che chi usa fondi pubblici non amministri l’Ente che quei fondi li eroga. Non è solo un problema di Leggi, -continua il presidente- è piuttosto un problema di stile. Allora o ci si dimette da Consigliere Comunale o ci si dimette da Presidente dell’associazione».

Questioni spinose che ripropongono con forza, seppure in ambito locale, una problematica fortemente sentita a livello nazionale, come quella relativa al conflitto d’interessi, ma sopratutto mostrano quali difficoltà ci siano e quali problemi emergano nelle piccole realtà universitarie italiane, molte delle quali sono virtuose, altre gestite in modo quanto meno discutibile. Dimostrazione ulteriore qualora ce ne fosse bisogno che le decisioni ministeriali su tematiche inerenti agli enti universitari non dovrebbero essere calate dall’alto ma dovrebbero maturare da scelte condivise e dal lavoro sinergico con il territorio locale e con gli atenei.

C’è un ulteriore spunto di riflessione relativo alla Riforma Gelmini. Tale riforma prevede la possibilità che la gestione delle università possa essere affidata a privati e a comuni, comunque gestori esterni all’ambiente universitario, inserendoli nel CDA . Se tale possibilità non venisse concessa, e la gestione universitaria restasse interna o comunque sottoposta solo al controllo dei ministeri e degli enti strettamente legati al mondo dell’istruzione, forse situazioni del genere si verificherebbero meno frequentemente.

Vincenzo Amone

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