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“Didattica attiva, apprendimento e creatività” di Maurizio Baravelli

Redazione Controcampus 14 Novembre 2011
R. C.
15/06/2021

Qual è l’attuale stato della qualità della didattica nelle università italiane? Quale ruolo hanno le tecniche e le metodologie di insegnamento nel migliorare l’ efficacia del processo di apprendimento? E quale contributo danno, in particolare, nello sviluppare e valorizzare le capacità creative degli studenti? Lo spiega Maurizio Baravelli A queste domande occorre rispondere sia per una valutazione della qualità dell’insegnamento universitario, che, al di là della validità dei contenuti dei corsi, non può prescindere dagli strumenti e dalle modalità con cui i docenti interagiscono con gli studenti, sia per identificare quali fattori di contesto organizzativo contribuiscono a facilitare o a ostacolare il miglioramento dell’efficacia delle attività didattiche.

Ciò per avviare i necessari cambiamenti e investimenti alla luce della criticità che stanno assumendo, in questo momento storico, il capitale intellettuale e soprattutto le capacità creative per la crescita economica, la competitività e il rinnovamento, in generale, della nostra società.

Chi scrive, fin dalla metà degli Settanta, è stato assertore, insieme ad altri colleghi, dell’introduzione nelle università italiane delle varie forme della cosiddetta didattica attiva al fine di un maggiore coinvolgimento degli studenti abituandoli al ragionamento, all’analisi e al problem solving, in particolare su questioni di management per le quali le soluzioni non sono univoche ma vanno relativizzate al contesto di riferimento.

Quale diffusione ha attualmente la didattica attiva e quali problemi organizzativi essa pone per il suo efficace impiego? In queste brevi note propongo alcuni spunti di riflessione che mi auguro possano promuovere un più ampio dibattito.

La didattica attiva, come è noto, prevede tecniche e modalità organizzative di insegnamento con le quali gli studenti assumono il ruolo di soggetti attivi nel processo di apprendimento. Si pensi alla analisi e discussione di casi, alle discussioni guidate, ai gruppi di lavoro e alle discussioni plenarie, ai business game, alle esercitazioni pratiche di gruppo, alla presentazione e discussione di progetti di ricerca individuale.

Se è vero che è soprattutto con il fare, con il confrontarsi direttamente con i problemi, con la sperimentazione operativa, che più facilmente e maggiormente si apprende, e si è stimolati ad approfondire le questioni, la didattica attiva non può non essere una componente essenziale degli strumenti di insegnamento con cui integrare la tradizionale lezione frontale.

E si deve osservare che le lezioni teoriche non necessariamente devono precedere le forme didattiche pratiche perché può essere utile partire proprio dalla discussione del problema per poi sistematizzarne l’analisi e delinearne il quadro di riferimento concettuale. In tal modo, è possibile promuovere più attivamente l’interesse degli studenti, e mi riferisco, per quanto mi riguarda, alle discipline dell’economia e della finanza, che sono i miei campi elettivi di studio e insegnamento.

Gli studenti si trovano così a confrontarsi con questioni poste in termini concreti e sono indotti a prendere posizione con spirito critico, a comprendere le ragioni di altre posizioni, anche opposte, e a modificare e integrare le proprie valutazioni sviluppando visioni più ampie, senso di responsabilità e maggiore equilibrio.

Ma un rilevante effetto è che la didattica attiva, stimolando lo spirito critico, è in grado di promuovere lo sviluppo del pensiero creativo e l’orientamento all’innovazione. Fattori, questi ultimi, determinanti per una società, come quella attuale, con complessi problemi da risolvere che richiedono originali soluzioni e, pertanto, un capitale intellettuale libero da vincoli conformistici e in grado di identificare e percorrere nuove strade.

Se si condividono queste considerazioni, la formazione universitaria deve rivedere il proprio compito alla luce dei nuovi fattori e problemi di contesto. Due osservazioni richiedono di essere tenute presenti. La prima riguarda la didattica tradizionale. Questa, cioè la classica lezione frontale, deve mantenere un ruolo rilevante, fondamentale, soprattutto alla luce dello stato della preparazione di base con cui gli studenti si trovano ad affrontare gli studi universitari.

Non di rado questa preparazione è purtroppo lacunosa per cui è necessario insistere sulla concettualizzazione, sui processi di analisi e sintesi, sul ragionamento astratto. Ma una robusta formazione di base, sui contenuti tradizionali, resta fondamentale anche nell’ottica del cambiamento. Non si può pensare, infatti, in modo innovativo senza essersi prima confrontati con le conoscenze attuali e averle acquisite.

La seconda osservazione riguarda l’equilibrio tra gli strumenti e i metodi che il docente dovrebbe realizzare. Un eccesso di lezioni cattedratiche, a senso unico, senza coinvolgimento, non favorisce il miglioramento di capacità che, non infrequentemente, pure fanno difetto. Mi riferisco a una serie di abilità importanti ai fini sia della vita lavorativa sia dello studio, come quelle di parlare in pubblico, di impostare l’analisi di un problema, di rappresentarlo in modo formale, di sostenere un contradditorio, di formulare giudizi e soluzioni tenendo conto anche dei diversi punti di vista e soprattutto di organizzare la propria attività di studio.

Queste abilità dovrebbero, in realtà, essere già presenti, in buona misura, nel bagaglio personale di uno studente che inizia un corso universitario ma è anche vero che esse devono e possono migliorare durante la vita universitaria. Resta, poi, inteso che, al fine del giusto mix di strumenti e metodi, si dovrà considerare la natura degli insegnamenti e i livelli dei corsi, se si tratta di lauree triennali, di lauree specialistiche, di master o di altre forme di specializzazione.

Ma veniamo alla problematica organizzativa connessa alla didattica attiva e ai fattori che ne influenzano l’efficacia. Anzitutto occorre che i docenti siano in possesso di una buona conoscenza di questi strumenti e metodologie e che siano ben orientati e disposti a farne buon uso. La didattica attiva richiede la preparazione di materiali, letture, casi e quant’altro oltre al loro continuo aggiornamento, il che può risultare molto impegnativo e sottrarre tempo ad altri compiti e attività del ruolo dei professori universitari. Un forte impegno nella didattica non è compatibile con la ricerca, per cui si impongono scelte di specializzazione, almeno temporalmente.

Se gli studenti devono discutere un argomento, è necessario che essi abbiano fatto preventivamente delle letture ( casi, dispense, articoli, e cosi via) al fine di presentarsi in aula avendo una prima conoscenza dell’argomento, ed essendosi fatti delle idee, e possano pertanto partecipare con cognizione di causa alla discussione. Ciò richiede tempo agli studenti nella preparazione preventiva e, quindi, occorre che questo tempo sia compatibile con il complessivo carico didattico degli studenti stessi. La struttura dei corsi e la programmazione didattica devono, pertanto, tenere conto di questo importante obiettivo-vincolo.

Ma la partecipazione attiva deve essere anche adeguatamente incentivata contemplando, ai fini della valutazione complessiva, la valutazione dei risultati che gli studenti conseguono avuto riguardo sia alle conoscenze acquisite sia alle abilità e alle performance dimostrate nelle varie prove, esercitazioni, discussioni e lavori individuali e di gruppo.

Sempre sul piano organizzativo vi è, poi, da considerare che i lavori di gruppo, la discussione di casi, le esercitazioni e le discussioni guidate, per risultare efficaci, e consentire un’ ampia partecipazione degli studenti, implicano classi di studenti non troppo numerose per cui occorre disporre di un adeguato numero di aule, laboratori e altri luoghi, adeguatamente attrezzati, in cui gli studenti possano lavorare in stretta relazione con i docenti.

Queste strutture logistiche non sempre sono presenti e sufficienti in tutte le università italiane, il cui assetto risente spesso di una visione tradizionalistica delle lezioni cattedratiche rivolte a classi numerose. Nell’ammodernare e ristrutturare l’edilizia universitaria è necessario che chi progetta spazi e luoghi interpelli chi li utilizza e non segua schemi architettonici di buona estetica ma poco coerenti con i fabbisogni di funzionalità.

Queste che abbiamo svolto sono alcune riflessioni sul ruolo della didattica attiva nella formazione universitaria. Negli ultimi anni si è insistito molto nel nostro paese, anche in relazione alla recente riforma universitaria, sui contenuti dei corsi di laurea e sulla loro qualità ma meno lo si è fatto sugli strumenti e sull’ efficacia della didattica, soprattutto, nel favorire e stimolare la creatività che è il motore dell’innovazione di cui l’economia e la società hanno oggi un grande bisogno.

Credo che avviare un serio dibattito su questo importante aspetto sia non solo utile per fare il punto sullo stato dell’arte della didattica nelle università italiane ma anche indispensabile per comprendere gli investimenti necessari per il suo auspicabile miglioramento.

Curriculum e Biuografia di Maurizio Baravelli

Maurizio Baravelli è Prof. Ordinario di Economia e gestione dalla banca Dipartimento di Management Facoltà di Economia Università di Roma”La Sapienza”.

Maurizio Baravelli è nato a Piacenza nel 1948. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università “L. Bocconi” di Milano nel 1971 con il massimo dei voti. Premio di laurea “Gino Zappa”. Economista.

Maurizio Baravelli è Professore ordinario nella Facoltà di Economia dell’Università di Roma “La Sapienza” (dal 1998) dove insegna Economia e gestione della banca e Corporate e investment banking. Ha insegnato in diverse università italiane: “L. Bocconi” dove ha percorso gran parte della carriera accademica ( 1976-98), Pavia (1971-83), Parma (1977-79), Messina (1990-98) dove è stato Direttore dell’Istituto di Economia degli Intermediari Finanziari, e Luiss-Guido Carli (1992-93).

Negli anni Ottanta Maurizio Baravelli, soggiorni di studio presso la Stern School of Business della New York University e la Harvard Business School di Boston. Collabora con diversi centri di ricerca, tra cui il Newfin (Carefin) dell’Università Bocconi.

Maurizio Baravelli è docente di management e organizzazione aziendale. Membro di diversi comitati scientifici e commissioni. Tra i fondatori della SDA – Scuola di Direzione Aziendale della Bocconi, presso la quale è stato responsabile di programmi di sviluppo manageriale in particolare per il top management. Membro della Faculty della Luiss Business School, consulente di direzione, amministratore di enti, società e intermediari finanziari.

Maurizio Baravelli ha pubblicato oltre cento lavori scientifici, tra libri, saggi e articoli. Dagli anni Ottanta ha sviluppato un filone di studi e ricerche sulla problematica strategico-organizzativa delle banche e degli intermediari finanziari contribuendo a innovare e a promuovere la letteratura del settore in Italia. Tra le ultime pubblicazioni si segnala il volume La banca multibusiness. Evoluzione e innovazione dei modelli strategici e organizzativi nell’industria finanziaria globalizzata, Giappichelli, Torino, 2011.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto