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19 novembre 2011

Gli studenti irlandesi in piazza contro i tagli alle Università

Monta la protesta degli studenti irlandesiLa scorsa settimana decine di migliaia di studenti hanno occupato le vie del centro di Dublino, per protestare contro i tagli all’istruzione che il governo ritiene ormai necessari: guidati dall’Unione Irlandese degli Studenti (Usl), i giovani hanno sfilato fino ai palazzi governativi al grido di no ifs, not buts, no education cuts (nessun taglio all’istruzione, senza se e senza ma).

Il motivo della protesta studentesca va cercato soprattutto nelle mancata promesse del Ministro dell’Istruzione Ruairí Quinn: durante l’ultima campagna elettorale, Quinn aveva solennemente affermato che il nuovo governo non avrebbe tagliato i sussidi accademici né avrebbe reintrodotto i fees (le tasse per frequentare le università statali, abolite nel 1995). Inoltre, sempre secondo Quinn, il nuovo governo non era intenzionato a modificare le maintenance grants, i contributi che lo Stato elargisce per sostenere le spese degli studenti universitari.

La realtà dei fatti, purtroppo, si è dimostrata diversa: la gravità della crisi economica ha costretto il governo irlandese a realizzare numerosi tagli, soprattutto nel settore del welfare. Sebbene il budget per il 2012 non sia stato ancora annunciato, le indiscrezioni rivelano che l’istruzione sarà uno dei settori più toccati dalla misure di austerità.

Nello specifico, gli studenti temono la reintroduzione delle tasse universitarie per le Università pubbliche e il taglio dei sussidi statali ai singoli studenti, misure alle quali si dovrebbero aggiungere i tagli già annunciati ai fondi delle Università per le infrastrutture e la formazione degli studenti. Tra i comparti più colpiti ci sarebbe anche la ricerca scientifica, uno dei settori maggiormente attivi in Irlanda e che ha permesso lo sviluppo di poli tecnologici all’avanguardia nel corso dell’ultimo decennio.

Se queste misure saranno davvero intraprese, dicono i rappresentanti dell’Unione Irlandese degli Studenti, il divario tra gli studenti ricchi e poveri aumenterà ancora di più, comportando squilibri sociali sempre più gravi e imponendo agli studenti meno abbienti due sole soluzioni, l’emigrazione o la disoccupazione.

Secondo i dati forniti dalla Bank of Ireland e del Dublin Institute Of Technology, con la riforma dell’istruzione pubblica, un anno universitario costerà ad uno studente circa 10.500 euro, metà dei quali saranno pagati dallo Stato, laddove il reddito dello studente (o della famiglia di provenienza) è pari o inferiore ai 18.000 euro l’anno. L’altra metà, invece, resterà a carico dello studente che dovrà ricorrere a lavori par-time o prestiti dalle banche: ma con un tasso di disoccupazione del 14% e con una contrazione del credito bancario, per gli studenti irlandesi sarà davvero difficile riuscire a mantenersi agli studi.

Pasqualino Guidotti

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