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13 novembre 2011

Il futuro dell’Europa rivendica il proprio futuro

In occasione della giornata mondiale “Occupy the world” dell’11 Novembre, decine sono state le piazze di tutto il mondo ad essere occupate dagli indigatos.

“È ora di occupare le strade e le piazze e di bloccare le città per cambiare le cose!” dicono con forza, e il loro appello arriva ovunque, accolto da ragazzi legati dallo stesso sentimento di sdegno.

In Italia in particolare, gli Indignati si sono fatti sentire a Firenze, accampandosi nella Piazza Santissima Annunziata, e a Fiesole, durante l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Istituto Universitario Europeo.

Alle ore 11 piazza Santissima Annunziata quindi, diventa luogo d’incontro per decine e decine di ragazzi che, disposti in modo tale da formare un quadrato tra il monumento equestre del granduca Ferdinando I ed una delle due fontane di Pietro Tacca, guardandosi bene negli occhi, dicono la loro per un tempo massimo di tre minuti.

“Dobbiamo costruire delle piattaforme economiche che sappiano lanciare la sfida alla concezione sul debito. In molti sostengono la necessità di abbassare il debito accorciando le scadenze. Questo concetto va rovesciato. E’ impossibile dare dei limiti, se non pragmaticamente tecnici. Nessuno è in grado di misurare una società.
Dobbiamo ribaltare il tema in corso. Non dovremmo concentraci più sulla quantità del debito ma sulla qualità, intervenire sulla qualità. Ed in questo quadro il tema dell’occupazione ha un ruolo fondamentale. E’ impensabile scindere il problema del debito pubblico dalle politiche sul lavoro”

Queste sono le parole dell’economista Joseph Alevi, il primo ad esprimere la propria opinione.
Parole le sue acclamato da una moltitudine di mani in aria.
Infatti niente applausi in questa “occupazione”, per chi è d’accordo solo tante mani che ruotano in cielo.

A Fiesole, durante il discorso del presidente del Consiglio Europero, Herman Achille Van Rompuy, una decina di ragazzi che fanno parte del Collettivo Prezzemolo, un collettivo di ricercatori e studenti dell’Iue provenienti da tutto il continente, si sono alzati in piedi, mostrando cartelloni che riportavano scritte come: “Democracy?” e esponendo sui muri dell’Istituto 95 tesi di riforma dell’Europa.

Il gesto di questi ragazzi è stato seguito da un lungo applauso da parte dei presenti.

Al termine del discorso del presidente del Consiglio Europeo, i contestatori hanno chiesto la parola:

“Non è una soluzione costringere la gente a pagare ancora di più” dice l’irlandese Francis O’Connor: “In Irlanda stanno chiudendo ospedali e scuole, mentre i banchieri e il settore finanziario vanno ancora a gonfie vele. Ma il problema principale è che la Ue sta diventando sempre meno democratica”.

“Pensiamo che adesso l’Europa sia troppo lontana dai cittadini, mentre noi vogliamo batterci affinché diventi l’Europa di noi tutti” sono le parole di Caterina Froio, cittadina italiana.

Non più solo l’Italia, ma un Europa intera, il Mondo intero, si unisce, divenendo un unica persona: i ragazzi rivendicano il proprio futuro.

Maria Salette Porzio

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