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18 novembre 2011

Profumo Ministro Istruzione: Dialogo, ricerca, internazionalizzazione

Francesco Profumo si raccolta al quotidiano La Stampa, anzi racconta come starà vicino ai giovani e cosa ne pensa della ricerca, usando la sua esperienza da professore e rettore di un’università pubblica. Netta la differenza tra le priorità imposte e quelle tracciate allora dall’ex ministro Gelmini.

Il neo ministro dell’istruzione, da ex rettore del Politecnico di Torino e presidente del CNR, sa quali sono le priorità degli studenti, e nella agenda del suo dicastero c’è la ricerca.

Difficile sarà il compito di arginare il fenomeno dei cervelli in fuga, ma la sfida del suo mandato sarà quella di far aumentare il numero dei ricercatori, 3,4 ogni mille abitanti. Per ora siamo la nazione con il più basso numero di ricercatori universitari.

Ricerca e innovazione sono una condizione essenziale per lo sviluppo. Il Paese è meglio di ciò che appare. I nostri giovani sono bravissimi“.

Parole chiare quelle dell’ingegnere elettronico che traccia una strada nettamente diversa da quella del Ministro uscente. Un profondo conoscitore del mondo accademico italiano tanto da far parte del primo comitato di valutazione dell’Università e della ricerca.

Dalla sua esperienza professionale e didattica all’estero, come i centri di ricerca negli Stati Uniti, Argentina, Repubblica Ceca e Giappone, propone di incentivare l’internazionalizzazione che “è fondamentale. Bisogna creare le condizioni affinché i giovani possano fare esperienze all’estero o lavorare in Italia con colleghi provenienti da altre parti del mondo“.

Rassicura gli studenti, quelli che sono scesi in piazza contro la Riforma :

Gli studenti hanno bisogno di certezze. Da noi si aspettano indicazioni per poter crescere nel miglior modo possibile

e promette : “Li ascolterò. Visiterò scuole e università. Voglio parlare con i ragazzi, capire quali sono le loro aspirazioni, le difficoltà“.

Sembra che l’impasto per il suo dicastero ci sia tutto. Meno burocratico, più vicino all’Università e alle sue esigenze. Se Gelmini, sotto indicazione di Tremonti, iniziò parlando di tagli, da perfetta sarta della politica, e di profonde trasformazioni nel mondo della scuola, il tecnico Profumo ha un programma ben diverso :

Serve un programma di medio termine, una strada su cui muoversi senza strappi, dando l’idea che il Paese ha un progetto.

Dobbiamo ridisegnare la relazione tra ricerca, formazione e sistema delle imprese, tornare a presidiare settori ad alta tecnologia ed elevato valore aggiunto, con aziende di dimensioni adeguate che valorizzino la conoscenza“.

Dal toto ministri, come abbiamo già visto, si dava il nome di Lorenzo Ornaghi al Ministero dell’Istruzione, un rettore di un ateneo privato. Invece ci è andato Profumo, che rassicura a La Stampa il futuro della scuola pubblica che considera “molto importante in Italia“.

I maliziosi direbbero che sono parole parole parole parafrasando la canzone di Mina. L’importante è aspettare i fatti. Le carte in regola ci sono, proviene dal mondo universitario e un’idea chiara ce l’ha. E sa cos’è la ricerca.

Danilo Ruberto

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