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10 dicembre 2011

Eva contro Eva

Margo Channing, diva capricciosa terrorizzata dal trascorrere degli anni, è la regina del palcoscenico a Broadway. Un giorno, per utilità e solitudine, accoglie nella sua vita la dimessa e servizievole Eva Harrington che da quell’istante avanzerà lenta e risoluta verso il suo unico obiettivo…

Joseph Mankiewicz, che da sempre sognava di girare un film sul teatro, nel 1950 realizzò un indiscusso capolavoro acclamato da critica e pubblico che rappresenta, forse, il risultato più alto della sua carriera.
La storia è narrata attraverso un raffinato incastro di flashback che non concede un solo fotogramma di disattenzione.

Il film, per impostazione teatrale, non avvince a livello visivo ma seduce per la brillantezza tagliente dei dialoghi impreziositi dalla sottile interpretazione dei protagonisti, merito anche del perfetto equilibrio tra regia e sceneggiatura curate dallo stesso Mankiewicz.

Bette Davis fece ritorno dal viale del tramonto per consegnare alla storia il più completo studio psicologico della star velenosa e isterica ma anche vulnerabile e autolesionista in un’interpretazione memorabile che rispecchiava sorprendentemente la sua vita.

Intelligente, determinata e capricciosa come Margo, la Davis si trovò in perfetta sintonia con il suo alter ego che, come lei, ricercava la felicità nel privato e viveva la stessa paura d’invecchiare.
Secondo i più non recitò nemmeno, fu semplicemente sé stessa.

Sul lato opposto l’ambigua Eva (Anne Baxter), cospiratrice astuta d’inquietante determinazione che, come Margo, fa del teatro la sua delizia e la sua dannazione.

La rivalità tra le due donne, di età diversa ma simili per tenacia ed egoismo, non è solo scontro generazionale ma sguardo critico e disincantato terribilmente attuale sui meccanismi del successo dal quale spicca il personaggio di Addison DeWitt (George Sanders) cinico e pungente, in cui il regista riversò tutto lo sdegno nutrito verso la corruzione del mondo a lui caro: il teatro, metafora della vita.

Il film ottenne il numero massimo di candidature nella storia degli Oscar, ben 14, vincendo 6 statuette per miglior film, regia, sceneggiatura, suono, costumi e attore non protagonista conquistata meritatamente da George Sanders. Bette Davis e Anne Baxter furono entrambe candidate come migliore attrice protagonista ma il premio fu vinto dalla meno favorita, Judy Holliday per Nata ieri.

La rivalità tra le due attrici era dunque destinata a rimanere irrisolta e confinata sul grande schermo.

Daniela Angius

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