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26 dicembre 2011

Il laureato

“Plastica. Il futuro del mondo è nella plastica.” Benjamin Braddock, dopo aver conseguito la laurea, torna nella casa dei genitori per decidere cosa fare della sua vita.

In apertura del film il laureato, a Benjamin Braddock lo attende un impegnativo party in suo onore, per festeggiare l’importante traguardo raggiunto, carico di parenti petulanti e vecchi amici dei suoi, denso di aspettative e interrogativi riservati ad un ragazzo di buona famiglia di estrazione borghese dal quale ci si aspetta, a tutti i costi, un futuro decisamente brillante, senza possibilità di appello.

E’ da questo contesto, caratterizzato da un vuoto materialismo, che cercherà di scappare.

Era il 1967, in piena rivoluzione sessuale, quando Mike Nichols girò un film che colpì profondamente il pubblico, minando per sempre l’immagine della vita tranquilla nella provincia americana, con le sue rigide convenzioni e i suoi finti moralismi.

L’aria degli anni sessanta è palpabile dalla prima inquadratura: l’irrequietezza della nuova generazione dell’epoca, pronta a sfociare in importanti movimenti socio-culturali per raggiungere quella libertà di pensiero e di azione per troppo tempo negata dal conformismo della società e da inflessibili regole morali; l’apparenza troppo esaltata rispetto alla sostanza delle persone; un’apatia che nascondeva un latente desiderio di rinnovamento culturale.

Il neolaureato con troppo tempo libero in realtà non ha la più pallida idea di cosa voler fare del suo futuro, non sa cosa vuole perché sa con certezza solo quello che non vuole e, cioè, vivere come la società e la famiglia gli impone.

Il regista mette in scena, in maniera magistrale e rasentando lo scandalo, questo silenzioso processo di ribellione agli standard finora conosciuti: il neolaureato intreccia una relazione con la moglie del migliore amico di suo padre, Mrs. Robinson, una signora tanto distinta quanto alcolizzata che cerca in ogni modo di sedurlo; successivamente e in via di redenzione, Benjamin si innamorerà sinceramente della figlia di quest’ultima e, lottando, cercherà il riscatto di un’intera generazione.

Il cast è stellare e all’epoca tanto sconosciuto e nuovo quanto l’idea di base della sceneggiatura. Dustin Hoffman, poco più di un’esordiente, nei panni del protagonista; Anne Bancroft nel ruolo della Signora Robinson; Katharine Ross nel ruolo della figlia; Richard Dreyfuss e Buck Henry.

Il regista, inoltre, ebbe l’idea originale di inserire come colonna sonora le canzoni di Simon and Garfunkel (in particolare Mrs. Robinson), e ciò favorì il successo del film, avvicinandolo alla sensibilità dei giovani ed influenzando, da quel momento in avanti, l’uso della musica pop nei film hollywoodiani.

Il successo fu inaspettatamente premiato anche dall’Academy, notoriamente selettiva più per i temi trattati che per la validità qualitativa delle opere, con un premio Oscar al regista. Uno dei film più significativi degli anni sessanta.

Daniela Angius

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