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18 agosto 2012

Università del Colorado, armi in aula? No grazie

Stanze separate per gli studenti armati. E’ la decisione presa dall’Università del Colorado dopo l’ennesimo copione di sangue e follia andato in scena il 13 agosto sull’Università “Texas A&M” nella cittadina di College Station, a 90 chilometri da Houston dove Thomas Caffall ha aperto il fuoco uccidendo due agenti e ferendo tre studenti prima di rimanere colpito a morte nella sparatoria.

Scene da selvaggio West sempre più frequenti per prevenire le quali l’ateneo americano ha cercato di trovare un equilibrio tra il diritto a portare armi sancito dalla legge e la salvaguardia della sicurezza pubblica.  Anche perché tra le file di ex studenti il campus annovera James Holmes, classe 1987 autore il 20 luglio scorso della strage di Aurora,  nei sobborghi di Denver, dove durante la prima di Batman, è entrato in una multisala uccidendo 12 persone del pubblico e ferendone 58.

Una scelta, quella riportata dal Denver Post di alloggiare in un dormitorio lontano dal campus centrale gli studenti col pallino del “ferro”,  che fa già discutere.  Dal 2009 infatti l’università del Colorado sta cercando in tutti modi di allontanare le pistole dal campus senza riuscire ad aggirare i principi liberali della Costituzione americana.

Lo scorso marzo infatti la Corte suprema dello Stato aveva stabilito che l’istituto non poteva imporre il divieto, al di fuori della sua giurisdizione. Anche perché la legge parla chiaro: chi ha più di 21 anni può ottenere il permesso a portare armi in tutte le aree dello Stato.  E così all’università non è restato altro che cercare di evitare “il trasporto occulto” delle armi.

Le pistole cioè dovranno essere tenute sotto chiave quando «non in uso» e non saranno permesse durante eventi culturali o sportivi. Per applicare tali limitazioni, l’istituto cercherà di utilizzare regole di diritto civile: le zone separate saranno inserite nel contratto abitativo nel caso del dormitorio.

A sollevare il polverone legale fu la Mountain States Legal Foundation, il gruppo di difesa di diritti civili che aveva portato l’università in tribunale per aver messo al bando le armi, che dopo il nuovo regolamento potrebbe tornare alla carica cercando appigli legali da impugnare davanti alla Corte Suprema.

Fonte foto: www.lettera43.it

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