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28 Febbraio 2012

Il sensore a prova di glicemia

Sono oltre 250 milioni i malati di diabete nel mondo, di cui 3 milioni si stimano solo in Italia. Gli studi preoccupano in quanto affermano che il numero dei casi è vertiginosamente in aumento. Il diabete è una patologia che impedisce all’organismo di sfruttare l’energia che giunge tramite gli alimenti; ossia quando il pancreas non produce insulina.

Comunemente, per monitorare il diabete, si usa misurare la glicemia cioè la concentrazione di glucosio nel sangue. Le persone che necessitano una misurazione costante della glicemia si servono di uno strumento chiamato glucometro o reflettometro. Esso, tramite una fastidiosa puntura sul dito perfora un capillare, dal quale uscirà del sangue che verrà poi utilizzato per verificare il tasso di glucosio nel sangue.

Certo è che una piccola puntura (pari ad un pizzico) non è causa di morte ma crea ovviamente un antipatico e spiacevole fastidio. Attualmente però pare l’unico strumento che si predispone ad una corretta misurazione glicemica. E se non fosse l’unico seccante modo?

La risposta ci viene da una brillante mente italiana; quella dell’ ingegner Domenico Pacifici della Brown University di Providence. Egli, insieme alla sue fedele equipe, sta realizzando uno strumento che misuri la glicemia prelevando semplicemente della saliva. Il nuovo strumento si servirà di un biochip dotato di un sensore provvisto di “ interferometri plasmonici” . L’ idea nasce da una scienza detta “plasmonica di superficie” che si occupa di vedere “cosa accade agli elettroni di un metallo quando vengono attraversati da un fascio di luce” come afferma l’ingegner Pacifici stesso.

In definitiva, lo strumento risulterà ancora più preciso di un semplice glucometro. L’aria di novità che grazie a questa innovazione si respira, sicuramente farà gioire molte persone che giornalmente sono costrette a dover ricorrere alle superficiali punture del dito.

Quando la tecnologia sposa le cause della medicina, l’ “accoppiata” risulta palesemente vincente. Anche se il dispositivo è in via di collaudo, già riporta un gran successo. Coloro che devono fare i conti con una patologia quale il diabete, si trovano a dover affrontare anche un trauma psicologico che di certo non si attenua se più volte al giorno sono costretti a lasciarsi pungere un dito, specie se gli individui in causa non sono adulti bensì bambini.

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